Milano Marittima

Accoltellatore tradito dalla cresta

Fermato Nazario Di Tullio per tentato omicidio. Il 25enne poche ore prima a Cesena aveva ferito alla gamba un altro ragazzo

Accoltellatore tradito dalla cresta
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29/dicembre/2015 - h. 12.01

“Questa sera lamiamo qualcuno”. E così è stato, ma Nazario Di Tullio non aveva fatto i conti con la tempestività e la presenza sul territorio dei carabinieri della Compagnia di Cervia-Milano Marittima che hanno proceduto al suo fermo per tentato omicidio e lo hanno denunciato per lesioni aggravate e rissa. Il 25enne, residente a San Mauro Pascoli, pregiudicato per reati contro la persona, il patrimonio, in materia di stupefacenti e già sottoposto ad avviso orale del Questore, quel messaggio l’aveva inviato nel pomeriggio di venerdì 25 dicembre a un amico albanese.

I fatti. Sabato 26 dicembre, intorno alle 6 della mattina, alla Centrale Operativa dei carabinieri è arrivata una segnalazione telefonica sulla presenza di una persona ferita a Milano Marittima in via Gramsci. Sul posto sono intervenuti i militari delle Stazioni dei carabinieri di Savio, Milano Marittima e della Radiomobile, e quelli in borghese dell’Aliquota Operativa, che hanno ascoltato i testimoni, identificato la vittima e, tramite la Polizia Municipale di Cervia, hanno acquisito le immagini delle numerose telecamere comunali che sorvegliano h 24 il centro di Milano Marittima.

I testimoni hanno concordato nell’indicare l’accoltellamento come l’esito di una rissa tra due gruppi di ragazzi: il primo di due persone, tra cui la vittima, il secondo di tre persone, molto probabilmente albanesi. L’accoltellatore, in particolare, aveva un caratteristico taglio di “capelli alla moicana”. La visione delle preziose immagini ha poi confermato le dichiarazioni dei testimoni e, pur non mostrando il momento dell’accoltellamento, hanno permesso di individuare i due gruppi, nonché di documentare la lite iniziale, partita a male parole, e finita nel sangue. I militari hanno quindi identificato il giovane con i “capelli alla moicana” in Nazario Di Tullio.

Una pattuglia si è recata a casa del 25enne, che vive con la madre e che da pochi giorni era tornato dalla Germania. La perquisizione domiciliare ha portato al rinvenimento e al sequestro di due coltelli, una pistola giocattolo senza tappo rosso e gli abiti, ancora insanguinati, indossati dal complice. Intanto altri militari, recatisi all’ospedale civile di Ravenna, hanno identificato la vittima: L.M. 25enne residente a Bagnacavallo, di professione pizzaiolo. Il giovane ha riferito ai militari che la mattina di sabato 26 dicembre, intorno alle 3, dopo avere trascorso la serata al Teatro Verdi di Cesena, aveva deciso di andare alla discoteca Pineta di Milano Marittima. Uscito dal locale si era imbattuto nell’amico B.F., 24enne residente nel ravennate, che scappava rincorso da Di Tullio che inveiva nei suoi confronti, tentando di frapporsi fra i due per cercare di far desistere l’inseguitore.

Verso le 4 la vittima ha comunque raggiunto Milano Marittima accompagnato da un amico, trovandovi anche Di Tullio insieme ad altri due amici, un ragazzo e una ragazza albanesi, e tutti assieme erano entrati in discoteca. Dentro al locale, forse per una parola di troppo alla ragazza albanese, erano iniziate le prime schermaglie tra L.M. e il ragazzo albanese, culminate fuori dal locale con l’accoltellamento. La vittima ha inoltre precisato che mentre litigava con il ragazzo albanese (entrambi denunciati per rissa), Di Tullio era alle sue spalle e a tradimento, gli aveva sferrato tre fendenti, uno alla gamba e due all’addome. Una volta a terra la vittima ha inoltre ricevuto due schiaffi in faccia dall’albanese. Il referto medico registra “ferite penetranti da arma bianca”, giudicate guaribili in 30 giorni. Il giovane è stato sottoposto a un intervento chirurgico di sutura delle ferite.

Ma non è finita qua, infatti nello stesso ospedale i militari hanno anche rintracciato B.F., ricoverato per “ferita da taglio terzo distale coscia destra” giudicata guaribile in 10 giorni. Il ragazzo, 23enne ravennate, ha confermato che a Cesena, fuori dal locale, aveva involontariamente urtato Di Tullio, il quale, anziché accettare le scuse, lo aveva rincorso per aggredirlo, riuscendo ad accoltellarlo alle spalle, mentre il 23enne scappava. Nazario Di Tullio, nonostante abbia negato di essere stato lui l’accoltellatore, considerati i gravi e inconfutabili indizi di colpevolezza, è stato dichiarato in stato di fermo per tentato omicidio ed è stato condotto al carcere di Ravenna, in attesa della convalida dell’arresto. Il pubblico ministero che segue le indagini è la dottoressa Letizia Ciriello, il caso è seguito sia dalla Procura di Ravenna (per il fatto di Milano Marittima) che da quella di Forlì (per il fatto di Cesena).