Ravenna

Ballottaggio, si finisce tra i veleni

Tre imprese “ritirano” l’appoggio a De Pascale, le liste di Alberghini si rivolgono alla Procura

Ballottaggio, si finisce tra i veleni

Massimiliano Alberghini

| Altro
N. Commenti 0

17/giugno/2016 - h. 22.56

Una campagna elettorale tutto sommato corretta tiene il veleno in coda. Ad accendere gli animi l’ormai famoso appoggio che cento imprese avrebbero dato al progetto turistico di Michele De Pascale. Tre aziende (Mirabilandia, L’Acciuga e Sabbioni) hanno ritirato o meglio precisato il loro appoggio al candidato sindaco del Partito Democratico. Emergono anche le modalità con cui è nato quel documento: alcuni imprenditori sono stati contattati al telefono ed è stato chiesto loro un parere sui punti per il rilancio del commercio e turismo sostenuti da De Pascale. Certo, da qui ad un “endorsement” ce ne passa. Il centrosinistra lo sa e corregge un po’ il tiro con una dichiarazione dello stesso candidato: “In pochissimi giorni il mio comitato ha raccolto un centinaio di adesioni e apprezzamenti su questo progetto. Sono molto dispiaciuto che - sebbene in pochissimi casi su 100 - questa adesione possa essere stata fraintesa, da parte degli operatori o dei mie collaboratori, e conseguentemente meglio precisata o ritirata. Queste incomprensioni, di cui mi rammarico, sono avvenute nella più completa e reciproca buona fede”.

Le liste a sostegno di Massimiliano Alberghini sono però pronte, come annunciato, a presentarsi in Procura, sollevando alcuni interrogativi: “Sotto il profilo della comunicazione elettorale ingannevole, penalmente perseguibile”, sottolinea il candidato, l’esposto presentato chiede in sostanza ai magistrati di verificare le modalità con cui è nato questo documento presentato dal Pd e dagli alleati. Per De Pascale, però, tali ipotesi sarebbero “talmente infondate da poter sembrare calunniose (per questo ho chiesto ai miei legali di valutare la vicenda)”. Insomma, dopo la lite all’interno della Pigna, quella tra Pini e Vandini, un altro caso rischia di finire dalla tribuna politica al tribunale giudiziario. “Mi auguro che Alberghini - dice De Pascale - , la cui firma non sembra comparire nell’esposto, sappia dissociarsi da questo gesto, dimostrandosi, per la prima volta in questa campagna elettorale, autonomo rispetto al modo incivile di concepire la politica di taluni suoi sostenitori”.

Da parte sua il centrodestra non risparmia critiche al sindacato principale, la Cgil, che si è espresso a favore di De Pascale: Il candidato sindaco ribadisce infatti la condanna per la presa di posizione della Cgil ravennate in favore di De Pascale. “Dopo la figuraccia rimediata con la lista farlocca delle imprese, arrivano altre chiamate alle armi che erano facilmente prevedibili. Del resto, con la sempre più probabile sconfitta di De Pascale ci sarebbero centinaia di persone che dovrebbero andare a svolgere un vero lavoro”. Alberghini si rivolge a Susanna Camusso: “Peccato per loro che lo statuto stesso della Cgil vieti di schierarsi in maniera così netta in una competizione elettorale. Per questo motivo ho scritto alla segretaria generale Susanna Camusso per chiederle che, nel rispetto delle norme del sindacato, il responsabile di questa ennesima porcata elettorale sia immediatamente rimosso dall’incarico per tutelare innanzitutto gli iscritti della Cgil, che non sono certamente tutti elettori di De Pascale”. In questo clima non sorprende che il confronto di mercoledì sera, l’ultimo prima del voto, si sia sostanzialmente trasformato in un’arena con le opposte tifoserie.