Romagna

Cinghiali e selvatici, una minaccia al reddito degli agricoltori

Dopo la protesta Coldiretti anche il ministro dell'Ambiente richiama la Regione a interventi concreti

Cinghiali e selvatici, una minaccia al reddito degli agricoltori
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07/agosto/2016 - h. 14.12

In più di 600, meno di due mesi fa, avevano abbandonato le campagne ravennati per protestare insieme a migliaia di colleghi giunti da tutta l'Emilia-Romagna sotto le finestre dell'Assessorato regionale all'Agricoltura, Caccia e Pesca, chiedendo maggiori tutele contro i danni da fauna selvatica e la definitiva archiviazione della nuova ‘direttiva regionale’ che rischia di abbassare gli indennizzi riconosciuti, già oggi non sufficienti a coprire tutti i danni a colture e allevamenti.
Ora, dopo che la mobilitazione degli agricoltori emiliano-romagnoli si è allargata a macchia d'olio coinvolgendo milioni di agricoltori e allevatori 'esasperati' di tutta Italia, e mentre il numero di cinghiali continua ad aumentare – tanto che negli ultimi dieci anni ha raggiunto a livello nazionale la cifra record di oltre un milione – alla voce di protesta degli imprenditori si associa anche quella del Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti che ha preso carta e penna richiamando le Regioni al massimo sforzo contro gli ungulati e la fauna selvatica in genere.
Coldiretti Ravenna non può che commentare positivamente la lettera del Ministro ai presidenti delle Regioni in cui si sottolinea che “E' doveroso rivolgere un forte invito a un’efficace gestione del cinghiale, tale da prevenire squilibri ecologici e danni all’ambiente naturale e alle colture" e si auspica "un intervento dei governatori per una migliore gestione della specie", nel periodo estivo e con l’imminente apertura della stagione venatoria. 
“Quello dei cinghiali e dei selvatici – commenta Massimiliano Pederzoli, Presidente Coldiretti Ravenna – è problema che mette a rischio la sopravvivenza delle nostre aziende agricole, ma anche l’assetto idrogeologico e lo stesso ecosistema, sconvolto dalla presenza eccessiva dei selvatici ormai fuori controllo, senza dimenticare le preoccupazioni sul profilo sanitario con il rischio di contagi degli animali allevati”. Secondo gli ultimi dati, infatti, ammontano a circa 3 milioni di euro i danni lordi da fauna accertati nella provincia di Ravenna negli ultimi 10 anni (200mila circa imputabili proprio ai cinghiali), 150mila quelli relativi al 2014 (ultimo dato disponibile) ai quali vanno sommati i 70mila sostenuti dagli Atc provinciali. 
“L'intervento del Ministro – auspica Coldiretti – dovrebbe accelerare quanto promesso dal Presidente della Regione Stefano Bonaccini che, davanti alla marea gialla, aveva annunciato l‘intenzione di convocare immediatamente un tavolo di confronto sul tema dei danni da fauna selvatica e di voler confrontarsi anche con Bruxelles “sulla gestione degli animali selvatici che in Italia è patrimonio indisponibile dello Stato, mentre nella maggioranza dei Paesi europei è proprietà privata degli agricoltori”.
In più di 600, meno di due mesi fa, avevano abbandonato le campagne ravennati per protestare insieme a migliaia di colleghi giunti da tutta l'Emilia-Romagna sotto le finestre dell'Assessorato regionale all'Agricoltura, Caccia e Pesca, chiedendo maggiori tutele contro i danni da fauna selvatica e la definitiva archiviazione della nuova ‘direttiva regionale’ che rischia di abbassare gli indennizzi riconosciuti, già oggi non sufficienti a coprire tutti i danni a colture e allevamenti.

Ora, dopo che la mobilitazione degli agricoltori emiliano-romagnoli si è allargata a macchia d'olio coinvolgendo milioni di agricoltori e allevatori 'esasperati' di tutta Italia, e mentre il numero di cinghiali continua ad aumentare – tanto che negli ultimi dieci anni ha raggiunto a livello nazionale la cifra record di oltre un milione – alla voce di protesta degli imprenditori si associa anche quella del Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti che ha preso carta e penna richiamando le Regioni al massimo sforzo contro gli ungulati e la fauna selvatica in genere.

Coldiretti Ravenna non può che commentare positivamente la lettera del Ministro ai presidenti delle Regioni in cui si sottolinea che “E' doveroso rivolgere un forte invito a un’efficace gestione del cinghiale, tale da prevenire squilibri ecologici e danni all’ambiente naturale e alle colture" e si auspica "un intervento dei governatori per una migliore gestione della specie", nel periodo estivo e con l’imminente apertura della stagione venatoria. 

“Quello dei cinghiali e dei selvatici – commenta Massimiliano Pederzoli, Presidente Coldiretti Ravenna – è problema che mette a rischio la sopravvivenza delle nostre aziende agricole, ma anche l’assetto idrogeologico e lo stesso ecosistema, sconvolto dalla presenza eccessiva dei selvatici ormai fuori controllo, senza dimenticare le preoccupazioni sul profilo sanitario con il rischio di contagi degli animali allevati”. Secondo gli ultimi dati, infatti, ammontano a circa 3 milioni di euro i danni lordi da fauna accertati nella provincia di Ravenna negli ultimi 10 anni (200mila circa imputabili proprio ai cinghiali), 150mila quelli relativi al 2014 (ultimo dato disponibile) ai quali vanno sommati i 70mila sostenuti dagli Atc provinciali. 

“L'intervento del Ministro – auspica Coldiretti – dovrebbe accelerare quanto promesso dal Presidente della Regione Stefano Bonaccini che, davanti alla marea gialla, aveva annunciato l‘intenzione di convocare immediatamente un tavolo di confronto sul tema dei danni da fauna selvatica e di voler confrontarsi anche con Bruxelles “sulla gestione degli animali selvatici che in Italia è patrimonio indisponibile dello Stato, mentre nella maggioranza dei Paesi europei è proprietà privata degli agricoltori”.