Lugo

Sequestrati beni immobili e denaro ad un imprenditore

Il provvedimento relativo ad un'accusa di frode fiscale con fatture relative ad operazioni inesistenti

Sequestrati beni immobili e denaro ad un imprenditore
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25/novembre/2016 - h. 16.15

La Guardia di Finanza di Lugo, in esecuzione di un provvedimento emesso dal G.I.P. del Tribunale di Ravenna su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica Lucrezia Ciriello, ha sequestrato beni immobili e somme di denaro ad un imprenditore operante nel settore dei pallets per un importo di oltre 330 mila euro.  Il sequestro scaturisce da una verifica fiscale eseguita dalle Fiamme Gialle nei confronti dell’azienda dell’imprenditore, nel corso della quale è stato accertato come questa, al fine di frodare il fisco, abbia per anni utilizzato fatture relative ad operazioni inesistenti emesse da una società di comodo del tutto priva di reale consistenza.
In sintesi, è emerso che l’imprenditore consegnava assegni bancari per l'importo riportato nelle false fatture al titolare della società di comodo il quale, dopo aver convertito i titoli in denaro contante, tratteneva per sé un importo pari all'IVA e restituiva all’imprenditore la differenza pari all’imponibile indicato nelle fatture.
Il guadagno illecito è stato duplice: l'imprenditore, annotando in contabilità i costi indicati nelle fatture false, mai realmente sostenuti, ha potuto abbattere il proprio reddito ed evadere le imposte, mentre l’emittente delle fatture fittizie ha trattenuto per sé l'IVA non versandola all’Erario. Il sistema di frode è proseguito sistematicamente per almeno cinque anni, nel corso dei quali sono risultate emesse fatture per operazioni inesistenti per un importo complessivo di circa 1 milione di euro. 
La Procura della Repubblica di Ravenna ha quindi indagato l’imprenditore per il reato di frode fiscale ed ha ottenuto dal G.I.P. un sequestro preventivo di beni per l’importo dell’evasione fiscale realizzata, quantificata in oltre 330 mila euro. Il sequestro, operato nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza, ha interessato i conti correnti dell’imprenditore ed alcuni suoi beni immobili ubicati nel lughese.
La lotta alle frodi fiscali è tra i fattori chiave per assicurare il recupero di risorse illecitamente sottratte alla collettività. In questa direzione va l’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Lugo, che attesta l’impegno delle Fiamme Gialle nel garantire, oltre alla tutela dell’Erario, anche il fondamentale rispetto della legalità, a garanzia dei cittadini e degli operatori economici rispettosi delle regole.
La Guardia di Finanza di Lugo, in esecuzione di un provvedimento emesso dal G.I.P. del Tribunale di Ravenna su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica Lucrezia Ciriello, ha sequestrato beni immobili e somme di denaro ad un imprenditore operante nel settore dei pallets per un importo di oltre 330 mila euro.  Il sequestro scaturisce da una verifica fiscale eseguita dalle Fiamme Gialle nei confronti dell’azienda dell’imprenditore, nel corso della quale è stato accertato come questa, al fine di frodare il fisco, abbia per anni utilizzato fatture relative ad operazioni inesistenti emesse da una società di comodo del tutto priva di reale consistenza.

In sintesi, è emerso che l’imprenditore consegnava assegni bancari per l'importo riportato nelle false fatture al titolare della società di comodo il quale, dopo aver convertito i titoli in denaro contante, tratteneva per sé un importo pari all'IVA e restituiva all’imprenditore la differenza pari all’imponibile indicato nelle fatture.
Il guadagno illecito è stato duplice: l'imprenditore, annotando in contabilità i costi indicati nelle fatture false, mai realmente sostenuti, ha potuto abbattere il proprio reddito ed evadere le imposte, mentre l’emittente delle fatture fittizie ha trattenuto per sé l'IVA non versandola all’Erario. Il sistema di frode è proseguito sistematicamente per almeno cinque anni, nel corso dei quali sono risultate emesse fatture per operazioni inesistenti per un importo complessivo di circa 1 milione di euro. 

La Procura della Repubblica di Ravenna ha quindi indagato l’imprenditore per il reato di frode fiscale ed ha ottenuto dal G.I.P. un sequestro preventivo di beni per l’importo dell’evasione fiscale realizzata, quantificata in oltre 330 mila euro. Il sequestro, operato nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza, ha interessato i conti correnti dell’imprenditore ed alcuni suoi beni immobili ubicati nel lughese.

La lotta alle frodi fiscali è tra i fattori chiave per assicurare il recupero di risorse illecitamente sottratte alla collettività. In questa direzione va l’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Lugo, che attesta l’impegno delle Fiamme Gialle nel garantire, oltre alla tutela dell’Erario, anche il fondamentale rispetto della legalità, a garanzia dei cittadini e degli operatori economici rispettosi delle regole.