Movida di Milano Marittima

Parla Cassani

Il Dj-producer ravennate è uno dei simboli della movida by-night: “La sfida è aggiornarsi senza snaturare l'identità"

Parla Cassani

Luca Cassani

| Altro
N. Commenti 0

08/dicembre/2016 - h. 02.09

La leggenda dice che solo i pipistrelli (e non è detto) conoscano la notte
meglio di Luca Cassani. Dopo 28 anni alla consolle dei più prestigiosi
locali del mondo, il Dj-producer ravennate ha attraversato tutte le mode e i mood della movida planetaria. Ma mentre gli “altri” passavano come meteore,
lui - dal 1988 ad oggi - è ancora lì, nell’ombelico della festa, come se la regola del “panta rei” (tutto scorre) per lui avesse fatto un’eccezione. Produttore house tra i più ricercati dalle major, raffinato remixer per alcune icone mondiali della musica, come Marc Cerrone e Laura Pausini, in Romagna il suo nome si sovrappone geometricamente a quello del Pineta, la disco club che sente più sua. 
Cassani, dopo un’estate alla grande, qual è stata la risposta del pubblico del Pineta alle prime aperture invernali? Sappiamo che il cuore del locale batte al ritmo delle stagioni. A novembre siamo soli contro tutti, mentre a dicembre
Milano Marittima si risveglia per le festività e da febbraio, weekend dopo weekend, comincia il fermento per la nuova stagione. Comunque, al di là dei flussi, credo che con le giuste iniziative si possa fare un buon inverno.
Qual è il programma per dicembre? Il sabato continueremo a proporre il format Pineta, mentre per tre venerdì spigoleremo tra pop e hip hop. Inoltre,
abbiamo in calendario tre aperture extra: Per “Mima on Ice”, sarò io in consolle con Sangio, il 25 dicembre con guest Federico Scavo e, naturalmente, la nostra grande festa di Capodanno…
Qualche anticipazione a riguardo? La serata si chiamerà “Red Passion”. Ci sarà la possibilità di scegliere tra cenone e buffet. In consolle, oltre a Sangio, ci saranno Nicola Zucchi e Samuele Sartini.
Qual è il segreto della longevità di un brand come il Pineta? Per la durata di un marchio è importante il lavoro di chi lo ha reso celebre in passato tanto quanto quello di chi deve mantenerlo all’apice. Essere sulla bocca di tutti ti rende celebre ma, allo stesso tempo, genera aspettative sempre più elevate. E a quelle aspettative tu devi sempre dare una risposta. Tanti anni di lavoro nel mondo della notte mi hanno insegnato che si deve sempre credere nel proprio prodotto, rimanendo aggiornati, ma anche creando un proprio stile, senza inseguire per forza le mode del momento.
Milano Marittima, tra l’estate e il Natale, ha registrato un’evidente diminuzione di visitatori, tanto che alcuni fine settimana anche il cosiddetto “Polo del divertimento” ha sofferto. Qual la ragione di questo calo di appeal della località? Si possono fare tante considerazioni a riguardo, ad iniziare dalle attività diurne: se chiude una boutique di alto profilo e al suo posto ne apre un’altra che puoi trovare all’ipermercato, avrai un motivo in meno per venire a Milano Marittima. E poi c’è la legge della domanda e dell’offerta che, da sempre, governa il commercio. Probabilmente, nel periodo di minor affluenza, si dovrebbero creare iniziative ad hoc, adattando i prezzi e creando una
collaborazione tra tutte le attività. Perché “fare sistema” resta sempre il modo
più efficace per portare gente. 
Il modello di entertainment che ha sempre funzionato a Milano Marittima è ancora attuale o ha bisogno di un refresh? Non c’è dubbio che i modelli vadano sempre aggiornati, come anche la musica e la tecnologia. Tutto va avanti, ma bisogna anche mantenere lo stile che ci contraddistingue e che ci
rende “riconoscibili”. Altrimenti il rischio è quello di scadere nella banalità o nell’omologazione. 
Come si argina l’avanzata del Salento che, nell’ultima estate, ha scippato alla Romagna migliaia di presenze? In Salento vado spesso, ci sono imprenditori
bravissimi come, del resto, ce ne sono in Romagna. Ognuno ha le sue prerogative: loro hanno il mare e noi la ricettività e i servizi. Il Salento è all’avanguardia nella comunicazione e, dal punto di vista culturale, è sempre in grado di proporre un ricco campionario di proposte: serate artistiche, dj set, concerti, ogni notte insomma puoi scegliere tra svariate alternative. E tutte di alto livello. Credo che in Romagna, vista la grande capacità ricettiva, dovremmo dare più importanza all’offerta senza avere paura di essere propositivi e innovativi. Poi, una volta fatte le scelte, è necessario puntare forte sulla comunicazione senza mai dimenticare che chi ci sceglie ci considera sempre un modello di riferimento da seguire.
La leggenda dice che solo i pipistrelli (e non è detto) conoscano la nottemeglio di Luca Cassani. Dopo 28 anni alla consolle dei più prestigiosi locali del mondo, il Dj-producer ravennate ha attraversato tutte le mode e i mood della movida planetaria. Ma mentre gli “altri” passavano come meteore,lui - dal 1988 ad oggi - è ancora lì, nell’ombelico della festa, come se la regola del “panta rei” (tutto scorre) per lui avesse fatto un’eccezione. Produttore house tra i più ricercati dalle major, raffinato remixer per alcune icone mondiali della musica, come Marc Cerrone e Laura Pausini, in Romagna il suo nome si sovrappone geometricamente a quello del Pineta, la disco club che sente più sua. 

Cassani, dopo un’estate alla grande, qual è stata la risposta del pubblico del Pineta alle prime aperture invernali? Sappiamo che il cuore del locale batte al ritmo delle stagioni. A novembre siamo soli contro tutti, mentre a dicembre Milano Marittima si risveglia per le festività e da febbraio, weekend dopo weekend, comincia il fermento per la nuova stagione. Comunque, al di là dei flussi, credo che con le giuste iniziative si possa fare un buon inverno.

Qual è il programma per dicembre? Il sabato continueremo a proporre il format Pineta, mentre per tre venerdì spigoleremo tra pop e hip hop. Inoltre,abbiamo in calendario tre aperture extra: Per “Mima on Ice”, sarò io in consolle con Sangio, il 25 dicembre con guest Federico Scavo e, naturalmente, la nostra grande festa di Capodanno…

Qualche anticipazione a riguardo? La serata si chiamerà “Red Passion”. Ci sarà la possibilità di scegliere tra cenone e buffet. In consolle, oltre a Sangio, ci saranno Nicola Zucchi e Samuele Sartini.

Qual è il segreto della longevità di un brand come il Pineta? Per la durata di un marchio è importante il lavoro di chi lo ha reso celebre in passato tanto quanto quello di chi deve mantenerlo all’apice. Essere sulla bocca di tutti ti rende celebre ma, allo stesso tempo, genera aspettative sempre più elevate. E a quelle aspettative tu devi sempre dare una risposta. Tanti anni di lavoro nel mondo della notte mi hanno insegnato che si deve sempre credere nel proprio prodotto, rimanendo aggiornati, ma anche creando un proprio stile, senza inseguire per forza le mode del momento.

Milano Marittima, tra l’estate e il Natale, ha registrato un’evidente diminuzione di visitatori, tanto che alcuni fine settimana anche il cosiddetto “Polo del divertimento” ha sofferto. Qual la ragione di questo calo di appeal della località? Si possono fare tante considerazioni a riguardo, ad iniziare dalle attività diurne: se chiude una boutique di alto profilo e al suo posto ne apre un’altra che puoi trovare all’ipermercato, avrai un motivo in meno per venire a Milano Marittima. E poi c’è la legge della domanda e dell’offerta che, da sempre, governa il commercio. Probabilmente, nel periodo di minor affluenza, si dovrebbero creare iniziative ad hoc, adattando i prezzi e creando unacollaborazione tra tutte le attività. Perché “fare sistema” resta sempre il modopiù efficace per portare gente. 

Il modello di entertainment che ha sempre funzionato a Milano Marittima è ancora attuale o ha bisogno di un refresh? Non c’è dubbio che i modelli vadano sempre aggiornati, come anche la musica e la tecnologia. Tutto va avanti, ma bisogna anche mantenere lo stile che ci contraddistingue e che cirende “riconoscibili”. Altrimenti il rischio è quello di scadere nella banalità o nell’omologazione. 

Come si argina l’avanzata del Salento che, nell’ultima estate, ha scippato alla Romagna migliaia di presenze? In Salento vado spesso, ci sono imprenditoribravissimi come, del resto, ce ne sono in Romagna. Ognuno ha le sue prerogative: loro hanno il mare e noi la ricettività e i servizi. Il Salento è all’avanguardia nella comunicazione e, dal punto di vista culturale, è sempre in grado di proporre un ricco campionario di proposte: serate artistiche, dj set, concerti, ogni notte insomma puoi scegliere tra svariate alternative. E tutte di alto livello. Credo che in Romagna, vista la grande capacità ricettiva, dovremmo dare più importanza all’offerta senza avere paura di essere propositivi e innovativi. Poi, una volta fatte le scelte, è necessario puntare forte sulla comunicazione senza mai dimenticare che chi ci sceglie ci considera sempre un modello di riferimento da seguire.