Ravenna

Porto: "fondali sì, ma prima la logistica”

Rossi: “Escavo adeguato alla strategia che lo scalo dovrà darsi. Marinara? Dossier aperto”

Porto: "fondali sì, ma prima la logistica”

Il presidente di Autorità Portuale Daniele Rossi

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09/dicembre/2016 - h. 01.31

Daniele Rossi, ex manager del settore offshore, si è insediato nel suo ufficio in via Antico Squero, dove dirigerà l’Autorità portuale di Ravenna per i prossimi quattro anni. Il poco tempo a disposizione per studiare i dossier sul tavolo non hanno impedito al neo presidente di farsi una prima idea sul porto,
che già conosce per la sua esperienza ai vertici del gruppo Rosetti. Emerge la decisione di affrontare il problema dell’approfondimento dei fondali dall’analisi
della situazione logistica ed economica dello scalo ravennate. I 14,5 metri, insomma, potrebbero non essere più un mantra.
Presidente Rossi, non si può che partire dai fondali del Candiano. Come affronterà il problema? “Cercheremo di garantire la perfetta funzionalità del porto e velocizzare le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria per evitare problemi ai traffici. Assieme alle istituzioni e agli operatori economici faremo una riflessione sullo sviluppo strategico e sulle criticità. Cercheremo
di salvare, per quanto possibile, il lavoro fatto perché non vogliamo buttare
via anni di progettualità. Tuttavia le mutate condizioni locali e internazionali
impongono una riflessione, prima di spendere soldi, che come al solito non
sono un’infinità. Senza dimenticare che si tratta di denaro pubblico”.
Qual è la quota ideale dell’escavo? “Scaveremo quanto necessario in relazione alle navi che il sistema strategico portuale potrà accogliere. Dobbiamo rivedere il lavoro che è stato fatto attraverso un nuovo disegno organico. Ho già cominciato alcuni incontri con gli operatori: solo chi vive e lavora nel porto ha la consapevolezza e il polso della situazione. Lavoriamo insieme alle istituzioni per fare la sintesi: le esigenze vanno collocate in un contesto che contempla non solo l’escavo ma anche il retroporto e la piattaforma logistica. Il problema va affrontato partendo dalla struttura, poi i fondali vanno adeguati. Al momento è importante accelerare l’attività di manutenzione ordinaria, mantenendo l’esistente”.
Le casse a mare sono archiviate? “Fanno parte di un ampio lavoro fatto ma ci sono altre soluzioni”. 
Sul fronte delle crociere come intende muoversi? “Sono una delle opportunità di questo porto ma è necessario un coordinamento con il porto di Venezia. Serve un’attività di promozione per utilizzare al massimo gli asset di cui disponiamo. Va ricordato che nella nuova logica della portualità introdotta dalla riforma non sarà più possibile alcuna duplicazione degli investimenti”.
Uno dei primi nodi affrontati dal suo predecessore fu Marinara. Il rilancio del porto turistico è ancora una priorità per Ap? “Marinara è un dossier aperto che merita di essere studiato insieme al Comune di Ravenna, con cui intendo muovermi in stretto coordinamento e farmi parte attiva per velocizzare un processo di rilancio assieme al sindaco”.
Presidente, lei viene dal settore dell’offshore, oggi in difficoltà. L’ente che presiede cosa può fare? “Di certo sarà importante il ruolo di Eni e gli investimenti su Ravenna che sono stati annunciati dall’amministratore delegato. Sarà poi importante capire come verranno dismesse le piattaforme non più attive, un’attività che potrà portare lavoro alle aziende che si occupano della manutenzione. In questo processo saremo sicuramente mediatori”.
Alessandro Montanari
Daniele Rossi, ex manager del settore offshore, si è insediato nel suo ufficio in via Antico Squero, dove dirigerà l’Autorità portuale di Ravenna per i prossimi quattro anni. Il poco tempo a disposizione per studiare i dossier sul tavolo non hanno impedito al neo presidente di farsi una prima idea sul porto,che già conosce per la sua esperienza ai vertici del gruppo Rosetti. Emerge la decisione di affrontare il problema dell’approfondimento dei fondali dall’analisi della situazione logistica ed economica dello scalo ravennate. I 14,5 metri, insomma, potrebbero non essere più un mantra.

Presidente Rossi, non si può che partire dai fondali del Candiano. Come affronterà il problema? “Cercheremo di garantire la perfetta funzionalità del porto e velocizzare le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria per evitare problemi ai traffici. Assieme alle istituzioni e agli operatori economici faremo una riflessione sullo sviluppo strategico e sulle criticità. Cercheremo di salvare, per quanto possibile, il lavoro fatto perché non vogliamo buttarevia anni di progettualità. Tuttavia le mutate condizioni locali e internazionaliimpongono una riflessione, prima di spendere soldi, che come al solito nonsono un’infinità. Senza dimenticare che si tratta di denaro pubblico”.

Qual è la quota ideale dell’escavo? “Scaveremo quanto necessario in relazione alle navi che il sistema strategico portuale potrà accogliere. Dobbiamo rivedere il lavoro che è stato fatto attraverso un nuovo disegno organico. Ho già cominciato alcuni incontri con gli operatori: solo chi vive e lavora nel porto ha la consapevolezza e il polso della situazione. Lavoriamo insieme alle istituzioni per fare la sintesi: le esigenze vanno collocate in un contesto che contempla non solo l’escavo ma anche il retroporto e la piattaforma logistica. Il problema va affrontato partendo dalla struttura, poi i fondali vanno adeguati. Al momento è importante accelerare l’attività di manutenzione ordinaria, mantenendo l’esistente”.

Le casse a mare sono archiviate? “Fanno parte di un ampio lavoro fatto ma ci sono altre soluzioni”. 

Sul fronte delle crociere come intende muoversi? “Sono una delle opportunità di questo porto ma è necessario un coordinamento con il porto di Venezia. Serve un’attività di promozione per utilizzare al massimo gli asset di cui disponiamo. Va ricordato che nella nuova logica della portualità introdotta dalla riforma non sarà più possibile alcuna duplicazione degli investimenti”.

Uno dei primi nodi affrontati dal suo predecessore fu Marinara. Il rilancio del porto turistico è ancora una priorità per Ap? “Marinara è un dossier aperto che merita di essere studiato insieme al Comune di Ravenna, con cui intendo muovermi in stretto coordinamento e farmi parte attiva per velocizzare un processo di rilancio assieme al sindaco”.

Presidente, lei viene dal settore dell’offshore, oggi in difficoltà. L’ente che presiede cosa può fare? “Di certo sarà importante il ruolo di Eni e gli investimenti su Ravenna che sono stati annunciati dall’amministratore delegato. Sarà poi importante capire come verranno dismesse le piattaforme non più attive, un’attività che potrà portare lavoro alle aziende che si occupano della manutenzione. In questo processo saremo sicuramente mediatori”.

Alessandro Montanari