Ravenna

Marina, è crollato il tetto del Marchesato

Nonostante i tanti appelli al recupero, la copertura dello storico edificio ha ceduto con il maltempo

Marina, è crollato il tetto del Marchesato

Il tetto crollato al Marchesato

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15/gennaio/2017 - h. 03.09

Non sono serviti gli appelli e i tanti articoli che sono usciti per segnalare la
situazione ormai critica di Fabbrica Vecchia e Marchesato, gli ultimi due edifici storici di Marina di Ravenna e i primi testimoni di quello che diventerà
il porto. Ieri il tetto del Marchesato è crollato. A segnalarlo è Giancarlo Bazzoni, presidente del comitato per la salvaguardia che da anni si batte per il recupero dei due edifici storici. “Il disinteresse e l’abbandono dell’Amministrazione comunale e l’indifferenza ai tanti allarmi e sollecitazioni per il rischio di crollo del tetto, caduti nel vuoto, hanno portato al temuto
cedimento”, spiega Bazzoni che ripercorre in breve anche la storia dell’edificio: Papa Clemente XII, al secolo Lorenzo Corsini, volle e realizzò
il porto-canale che porta il suo nome; i vecchi Canale Panfilio e Porto Candiano furono abbandonati. Alla bocca del nuovo canale i Marchesi Cavalli edificarono nel 1778-81 il fabbricato dove esercitavano i privilegi concessi loro dal Papa.
Ora il crollo che porta Bazzoni a fare l’ennesimo appello: “Invito i Ravennati, le Associazioni e le Istituzioni sensibili alla salvezza del nostro patrimonio
storico a insorgere e a sollecitare l’Amministrazione comunale affinché ponga freno e rimedio a un danno in rapido sviluppo, poiché l’infiltrazione della pioggia comprometterà ben presto anche i solai sottostanti”.
Da anni si parla del recupero del Marchesato e della Fabbrica Vecchia ma non se ne è fatto mai nulla, vuoi per il costo dell’opera vuoi per un certo oggettivo disinteresse da parte dell’amministrazione. Dopo un accordo firmato una decina di anni fa con Autorità Portuale, disatteso nei fatti perché i soldi promessi con l’ente portuale non sono mai arrivati, i due fabbricati sono in condizioni disastrose. Risalenti al XVIII secolo, sarebbero due testimonianze storiche eccezionali da sfruttare in ottica turistica. Un po’ come il mercato del
pesce (che però è molto più recente) rappresentano l’identità di Marina di
Ravenna che in tanti sembrano cercare. Sarebbe lì, invece si lascia crollare.
Alessandro Montanari
Non sono serviti gli appelli e i tanti articoli che sono usciti per segnalare la situazione ormai critica di Fabbrica Vecchia e Marchesato, gli ultimi due edifici storici di Marina di Ravenna e i primi testimoni di quello che diventerà il porto. Ieri il tetto del Marchesato è crollato. A segnalarlo è Giancarlo Bazzoni, presidente del comitato per la salvaguardia che da anni si batte per il recupero dei due edifici storici. “Il disinteresse e l’abbandono dell’Amministrazione comunale e l’indifferenza ai tanti allarmi e sollecitazioni per il rischio di crollo del tetto, caduti nel vuoto, hanno portato al temuto cedimento”, spiega Bazzoni che ripercorre in breve anche la storia dell’edificio: Papa Clemente XII, al secolo Lorenzo Corsini, volle e realizzòil porto-canale che porta il suo nome; i vecchi Canale Panfilio e Porto Candiano furono abbandonati. Alla bocca del nuovo canale i Marchesi Cavalli edificarono nel 1778-81 il fabbricato dove esercitavano i privilegi concessi loro dal Papa.

Ora il crollo che porta Bazzoni a fare l’ennesimo appello: “Invito i Ravennati, le Associazioni e le Istituzioni sensibili alla salvezza del nostro patrimoniostorico a insorgere e a sollecitare l’Amministrazione comunale affinché ponga freno e rimedio a un danno in rapido sviluppo, poiché l’infiltrazione della pioggia comprometterà ben presto anche i solai sottostanti”.

Da anni si parla del recupero del Marchesato e della Fabbrica Vecchia ma non se ne è fatto mai nulla, vuoi per il costo dell’opera vuoi per un certo oggettivo disinteresse da parte dell’amministrazione. Dopo un accordo firmato una decina di anni fa con Autorità Portuale, disatteso nei fatti perché i soldi promessi con l’ente portuale non sono mai arrivati, i due fabbricati sono in condizioni disastrose. Risalenti al XVIII secolo, sarebbero due testimonianze storiche eccezionali da sfruttare in ottica turistica. Un po’ come il mercato del pesce (che però è molto più recente) rappresentano l’identità di Marina di Ravenna che in tanti sembrano cercare. Sarebbe lì, invece si lascia crollare.

Alessandro Montanari