Ravenna

Saldi: prezzi truccati

Su 15 esercizi commerciali controllati, il prezzo base indicato a gennaio, dopo l’avvio di saldi, è risultato “gonfiato”

Saldi: prezzi truccati
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20/gennaio/2017 - h. 13.11

Con l’avvio della stagione dei saldi invernali la Guardia di Finanza di Ravenna ha avviato l’operazione “saldi sicuri”, effettuando una serie di controlli presso gli esercizi commerciali per verificare la corretta esposizione dei prezzi ed il rispetto della normativa nazionale e regionale in materia di commercio e vendite promozionali. 
L’azione ispettiva ha preso avvio nel mese di dicembre, prima dell’inizio dei saldi. Nel periodo prenatalizio, infatti, le Fiamme Gialle hanno scattato alcune fotografie alle vetrine dei negozi allo scopo di rilevare gli ordinari prezzi di vendita al pubblico degli articoli esposti.
Dopo il 5 gennaio, primo giorno di saldi, i Finanzieri sono nuovamente ritornati davanti alle stesse vetrine ed hanno controllato i prezzi esposti e le percentuali di sconto applicate, così smascherando il trucchetto congegnato da alcuni commercianti.
Su un totale di 15 esercizi commerciali controllati, infatti, in tre casi il prezzo base indicato a gennaio, dopo l’avvio di saldi, è risultato “gonfiato” rispetto a quello che era stato esposto nel mese di dicembre, con l’effetto di vanificare lo sconto.
In un caso, addirittura, un negoziante ha aumentato il prezzo base di gennaio in misura pari alla percentuale di sconto applicata, rendendo il prezzo finale del prodotto perfettamente identico a quello praticato a dicembre prima dei saldi. È stato così, ad esempio, che un paio di scarpe che a dicembre era venduto a 55 euro, con i saldi di gennaio è risultato avere un prezzo di partenza di 110 euro ed uno sconto del 50%: il prezzo finale delle scarpe era dunque sempre lo stesso (55 euro) e lo sconto dichiarato era in concreto inesistente. 
In altri casi, invece, lo sconto è stato semplicemente “limato”, rendendo il prezzo finale di acquisto dell’articolo appena più basso di quello pre-saldi, ma comunque superiore a quello che sarebbe dovuto essere se il saldo fosse stato reale.
In sostanza, dunque, attraverso questa alterazione dei prezzi, ignari clienti hanno acquistato prodotti certi di aver fatto un “affare”, ma in realtà il prezzo pagato non era affatto scontato o lo era in misura inferiore a quanto dichiarato dal negoziante. In questo modo il consumatore, pur convinto di aver comprato un articolo ad un prezzo di vantaggio, di fatto non ha avuto alcun effettivo beneficio, mentre il venditore che ha ritoccato i prezzi si è assicurato un guadagno maggiore a danno della sua stessa clientela.
Ora i commercianti che hanno truccato i prezzi ed applicato saldi “taroccati” sono stati multati dalla Guardia di Finanza e dovranno corrispondere una sanzione amministrativa, da versare nelle casse del Comune ove ha sede l’attività commerciale, fino ad un massimo di 3.098 euro.
Lo stratagemma dei “finti saldi”, oltre ad ingannare la buona fede del consumatore, comporta una distorsione del mercato e della libera concorrenza in danno dei tanti esercenti che operano nel pieno rispetto delle regole e della loro clientela. Per questa ragione i controlli della Guardia di Finanza proseguiranno per tutto il periodo dei saldi, a tutela dei cittadini e dei tanti commercianti onesti.
Si ricorda che sul sito internet della Guardia di Finanza (www.gdf.it), nella parte dedicata ai “servizi per il cittadino”, sono presenti alcuni consigli utili per affrontare il periodo dei saldi in modo sicuro.
Con l’avvio della stagione dei saldi invernali la Guardia di Finanza di Ravenna ha avviato l’operazione “saldi sicuri”, effettuando una serie di controlli presso gli esercizi commerciali per verificare la corretta esposizione dei prezzi ed il rispetto della normativa nazionale e regionale in materia di commercio e vendite promozionali. L’azione ispettiva ha preso avvio nel mese di dicembre, prima dell’inizio dei saldi. Nel periodo prenatalizio, infatti, le Fiamme Gialle hanno scattato alcune fotografie alle vetrine dei negozi allo scopo di rilevare gli ordinari prezzi di vendita al pubblico degli articoli esposti.

Dopo il 5 gennaio, primo giorno di saldi, i Finanzieri sono nuovamente ritornati davanti alle stesse vetrine ed hanno controllato i prezzi esposti e le percentuali di sconto applicate, così smascherando il trucchetto congegnato da alcuni commercianti. Su un totale di 15 esercizi commerciali controllati, infatti, in tre casi il prezzo base indicato a gennaio, dopo l’avvio di saldi, è risultato “gonfiato” rispetto a quello che era stato esposto nel mese di dicembre, con l’effetto di vanificare lo sconto.In un caso, addirittura, un negoziante ha aumentato il prezzo base di gennaio in misura pari alla percentuale di sconto applicata, rendendo il prezzo finale del prodotto perfettamente identico a quello praticato a dicembre prima dei saldi. 

È stato così, ad esempio, che un paio di scarpe che a dicembre era venduto a 55 euro, con i saldi di gennaio è risultato avere un prezzo di partenza di 110 euro ed uno sconto del 50%: il prezzo finale delle scarpe era dunque sempre lo stesso (55 euro) e lo sconto dichiarato era in concreto inesistente. In altri casi, invece, lo sconto è stato semplicemente “limato”, rendendo il prezzo finale di acquisto dell’articolo appena più basso di quello pre-saldi, ma comunque superiore a quello che sarebbe dovuto essere se il saldo fosse stato reale. In sostanza, dunque, attraverso questa alterazione dei prezzi, ignari clienti hanno acquistato prodotti certi di aver fatto un “affare”, ma in realtà il prezzo pagato non era affatto scontato o lo era in misura inferiore a quanto dichiarato dal negoziante. In questo modo il consumatore, pur convinto di aver comprato un articolo ad un prezzo di vantaggio, di fatto non ha avuto alcun effettivo beneficio, mentre il venditore che ha ritoccato i prezzi si è assicurato un guadagno maggiore a danno della sua stessa clientela.

Ora i commercianti che hanno truccato i prezzi ed applicato saldi “taroccati” sono stati multati dalla Guardia di Finanza e dovranno corrispondere una sanzione amministrativa, da versare nelle casse del Comune ove ha sede l’attività commerciale, fino ad un massimo di 3.098 euro.Lo stratagemma dei “finti saldi”, oltre ad ingannare la buona fede del consumatore, comporta una distorsione del mercato e della libera concorrenza in danno dei tanti esercenti che operano nel pieno rispetto delle regole e della loro clientela. Per questa ragione i controlli della Guardia di Finanza proseguiranno per tutto il periodo dei saldi, a tutela dei cittadini e dei tanti commercianti onesti. Si ricorda che sul sito internet della Guardia di Finanza (www.gdf.it), nella parte dedicata ai “servizi per il cittadino”, sono presenti alcuni consigli utili per affrontare il periodo dei saldi in modo sicuro.