Lugo

Daniela Poggiali, chiesta conferma dell’ergastolo

L’infermiera è accusata di avere ammazzato con un’iniezione letale di potassio una paziente 78enne

Daniela Poggiali, chiesta conferma dell’ergastolo

Daniela Poggiali

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10/febbraio/2017 - h. 03.50

Ha chiesto l’ergastolo, mercoledì, per Daniela Poggiali, il Procuratore Generale Luciana Cicerchia, nell’udienza della Corte d’Assise d’appello di Bologna. La 44enne ex infermiera dell’ospedale ‘Umberto I’ di Lugo, nel Ravennate, è già stata condannata all’ergastolo in primo grado, riconosciuta
colpevole di avere ucciso l’8 aprile 2014, con un’iniezione letale di potassio, una sua paziente, la 78enne Rosa Calderoni.
Il procuratore “Da qualsiasi parte si esamini la vicenda - ha detto il sostituto procuratore generale Luciana Cicerchia per motivare la richiesta dell’ergastolo - non vi sono spazi per soluzioni diverse da una conferma del giudizio di responsabilità o alternative a sanzioni che lo Stato deve dare di fronte a condotte di questa gravità”.
Nel processo si sono costituiti come parte civile i due figli della defunta, l’Ausl Romagna e il collegio ravennate degli Infermieri. La Corte si pronuncerà a breve sulla richiesta di perizia medico-legale chiesta dalla difesa dell’imputata
e già respinta in primo grado.
Ha chiesto l’ergastolo, mercoledì, per Daniela Poggiali, il Procuratore Generale Luciana Cicerchia, nell’udienza della Corte d’Assise d’appello di Bologna. La 44enne ex infermiera dell’ospedale ‘Umberto I’ di Lugo, è già stata condannata all’ergastolo in primo grado, riconosciuta colpevole di avere ucciso l’8 aprile 2014, con un’iniezione letale di potassio, una sua paziente, la 78enne Rosa Calderoni.

Il procuratore “Da qualsiasi parte si esamini la vicenda - ha detto il sostituto procuratore generale Luciana Cicerchia per motivare la richiesta dell’ergastolo - non vi sono spazi per soluzioni diverse da una conferma del giudizio di responsabilità o alternative a sanzioni che lo Stato deve dare di fronte a condotte di questa gravità”.

Nel processo si sono costituiti come parte civile i due figli della defunta, l’Ausl Romagna e il collegio ravennate degli Infermieri. La Corte si pronuncerà a breve sulla richiesta di perizia medico-legale chiesta dalla difesa dell’imputatae già respinta in primo grado.