Ravenna

Sequestrati oltre 500 filtri d'olio turchi

Intervento della Finanza al Porto di Ravenna in violazione della normativa sul Made in Italy

Sequestrati oltre 500 filtri d'olio turchi
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20/giugno/2017 - h. 11.19

Dopo una serie di interventi operativi che nei mesi appena trascorsi hanno consentito di sottoporre a sequestro presso lo scalo marittimo di Ravenna numerosi prodotti provenienti dall’estero e privi delle necessarie indicazioni di origine, Agenzia delle Dogane e Guardia di Finanza hanno ora individuato 552 filtri olio che stavano per essere introdotti in Italia in violazione della normativa sul “Made in Italy”.
La stretta collaborazione operativa realizzata tra Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane ha infatti consentito, ancora una volta, di scoprire nell’area doganale del porto, la presenza di un container proveniente dalla Turchia che trasportava filtri olio per automobili diretti ad un’azienda nazionale. Le immediate operazioni ispettive sviluppate congiuntamente dai funzionari doganali e dai finanzieri hanno consentito di appurare che i prodotti, destinati alla commercializzazione sul suolo nazionale, riportavano esclusivamente il marchio italiano dell’azienda destinataria, senza alcuna informazione circa l’effettivo luogo di produzione dei medesimi (cioè la Turchia), così risultando potenzialmente in grado di indurre i consumatori finali a ritenere che gli stessi potessero essere di origine tutta italiana.
Pertanto, la partita di merce giunta dall’estero è stata sottoposta a sequestro ed al legale rappresentante dell’azienda italiana importatrice è stata contestata una sanzione amministrativa che va da un minimo di 10.000 ad un massimo di 250.000 euro.
Questa ulteriore operazione di servizio, frutto della collaborazione realizzata tra l’Agenzia delle Dogane e la Guardia di Finanza di Ravenna per garantire un’efficace contrasto ai traffici illeciti di merce presso il porto di Ravenna, si colloca nell’ambito delle quotidiane attività di vigilanza che le due Istituzioni svolgono a presidio della legalità in ambito portuale ed in difesa del “Made in Italy”.
La commercializzazione sul territorio nazionale di prodotti fabbricati all’estero e privi delle indicazioni di provenienza è infatti una pericolosa forma di illegalità, in grado non solo di pregiudicare le imprese che producono effettivamente in Italia, ma anche di trarre in inganno i consumatori, i quali possono essere indotti ad acquistare prodotti di fabbricazione estera come se fossero di origine e qualità italiana.
Dopo una serie di interventi operativi che nei mesi appena trascorsi hanno consentito di sottoporre a sequestro presso lo scalo marittimo di Ravenna numerosi prodotti provenienti dall’estero e privi delle necessarie indicazioni di origine, Agenzia delle Dogane e Guardia di Finanza hanno ora individuato 552 filtri olio che stavano per essere introdotti in Italia in violazione della normativa sul “Made in Italy”.

La stretta collaborazione operativa realizzata tra Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane ha infatti consentito, ancora una volta, di scoprire nell’area doganale del porto, la presenza di un container proveniente dalla Turchia che trasportava filtri olio per automobili diretti ad un’azienda nazionale. Le immediate operazioni ispettive sviluppate congiuntamente dai funzionari doganali e dai finanzieri hanno consentito di appurare che i prodotti, destinati alla commercializzazione sul suolo nazionale, riportavano esclusivamente il marchio italiano dell’azienda destinataria, senza alcuna informazione circa l’effettivo luogo di produzione dei medesimi (cioè la Turchia), così risultando potenzialmente in grado di indurre i consumatori finali a ritenere che gli stessi potessero essere di origine tutta italiana.

Pertanto, la partita di merce giunta dall’estero è stata sottoposta a sequestro ed al legale rappresentante dell’azienda italiana importatrice è stata contestata una sanzione amministrativa che va da un minimo di 10.000 ad un massimo di 250.000 euro.

Questa ulteriore operazione di servizio, frutto della collaborazione realizzata tra l’Agenzia delle Dogane e la Guardia di Finanza di Ravenna per garantire un’efficace contrasto ai traffici illeciti di merce presso il porto di Ravenna, si colloca nell’ambito delle quotidiane attività di vigilanza che le due Istituzioni svolgono a presidio della legalità in ambito portuale ed in difesa del “Made in Italy”.

La commercializzazione sul territorio nazionale di prodotti fabbricati all’estero e privi delle indicazioni di provenienza è infatti una pericolosa forma di illegalità, in grado non solo di pregiudicare le imprese che producono effettivamente in Italia, ma anche di trarre in inganno i consumatori, i quali possono essere indotti ad acquistare prodotti di fabbricazione estera come se fossero di origine e qualità italiana.