Ravenna

Crisi Cmc: istituito tavolo in Regione, chiesto incontro al Mise

La crisi di liquidità ha portato a pignoramenti e richieste di fallimento. Il ricorso al concordato per mettere in sicurezza la cooperativa di via Trieste

Crisi Cmc: istituito tavolo in Regione, chiesto incontro al Mise
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06/dicembre/2018 - h. 19.40

RAVENNA - Sarà un Natale difficile per i dipendenti di Cmc. La richiesta di concordato depositata il 4 dicembre sarà il preludio di una lunga traversata nel deserto per mettere in sicurezza i conti della Cooperativa ravennate, uno dei più importanti gruppi italiani del settore. Sono settemila i dipendenti della cooperativa, circa 650 quelli impiegati tra uffici e cantieri a Ravenna. 

Nell'istanza depositata in Tribunale si legge che gli incassi del periodo settembre-novembre sono stati pari a 52 milioni di euro contro i 136,7 previsti e la società "ha ricevuto decreti ingiuntivi, pignoramenti e istanze di fallimento da parte di creditori insoddisfatti". La crisi ha però le sue radici nelle difficoltà del settore delle costruzioni che già aveva provocato fragilità finanziarie. I mancati incassi, però, "avrebbero dovuto consentire il recupero", come avvenuto in passato. Senza quei crediti è nata la crisi di liquidità "impedendo alla società la regolare esecuzione delle commesse ed il puntuale adempimento delle obbligazioni". 

In Regione è stato istituito nel pomeriggio del 6 dicembre un un tavolo permanente di confronto e monitoraggio per la Cmc, impresa di costruzioni di Ravenna, presso l’Assessorato alle Attività produttive della Regione e richiesta di un intervento urgente dei Ministeri competenti, Mise e Lavoro, per individuare gli strumenti legislativi e ogni azione utile ad assicurare la prosecuzione dell’attività produttiva e a garanzia dell’occupazione. All'incontro erano presenti l’assessore Palma Costi, ill sindaco Michele De Pascale, il  presidente della cooperativa Alfredo Fioretti oltre a rappresentati di Legacoop regionale e Romagna, delle organizzazioni sindacali Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil e Rsu aziendali. La preoccupazione dei sindacati, come è ovvio, è quella di non perdere posti di lavoro: per questo si chiederà probabilmente il ricorso agli ammortizzatori sociali per far fronte alla difficile congiuntura. 

E’ stata anche l’occasione per fare il punto sulla trattativa per la liberazione dei due lavoratori di Cmc trattenuti in Kuwait, dove l’azienda ha reso noto tutte le azioni che si stanno svolgendo per il loro rientro con un ruolo fondamentale del Governo italiano attraverso il ministro Moavero e l’ambasciatore italiano in Kuwait.