Caso omofobia a scuola va su Rai 1

Tre studentesse, una lesbica e due transessuali, della provincia di Ravenna si sono sentite discriminate da un'insegnante di religione. Gli episodi andranno in onda in un servizio questo pomeriggio a

Caso omofobia a scuola va su Rai 1
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18/luglio/2011 - h. 11.23

RAVENNA - Il caso dell'insegnante di religione che avrebbe discriminato gli omosessuali con alcune frasi infelici, e sollevato da Ravenna&dintorni, andrà in onda questo pomeriggio su Rai Uno. Lo comunica l'associazione arcigay Frida Byron attraverso un comunicato stampa.

"Lunedì 18 Luglio 2011 - si legge - durante la trasmissione Estate in Diretta su Rai 1 (inizio 17.15) andrà in onda il servizio riguardante gli episodi di omofobia e di transfobia avvenuti in una scuola superiore nella provincia di Ravenna.
Verrà ascoltata la testimonianza delle due vittime, che hanno effettuato la segnalazione degli episodi tramite Arcigay Ravenna (Antenna della Rete Antidiscriminazione dell'Emilia Romagna).
Seguirà Tania Moroni, presidente del comitato di Ravenna, per il commento sulla vicenda e per sollecitare l'adozione in ogni scuola di un codice di comportamento anti-bullismo e anti-discriminazione come già avviene nel Regno Unito da anni (anti-bullying policy) a garanzia del benessere e del diritto allo studio di ognuno.
Nella chiusura del servizio Maura Chiulli, della Segreteria Nazionale Arcigay, con delega alla Scuola, Giovani e Politiche di Genere, farà un intervento in merito alla legge contro l'omofobia e la transfobia che verrà votata alla camera Martedì 19 Luglio".

Il caso. Tutto è partito qualche giorno fa dalle dichiarazioni di una studentessa 17enne, lesbica dichiarata, che avrebbe lasciato anzitempo la scuola forse per le frasi pronunciate dalla sua insegnante di religione. "L'omosessualità è una reazione ad un disturbo relazionale o di un'infanzia difficile". Questo il concetto incriminato, ma l'insegnante si è difesa dicendo di aver solo citato il testo e la storia raccontanta nella canzone di Povia "Luca era gay". Anche due giovani ragazze transessuali però si sarebbero sentite denigrate da un'altra professoressa, appartenente allo stesso istituto.