"Perché quell'uomo era già libero?"

Arrestato Michele D'Ambrosio, il criminale che uccise l'agente Stefano Biondi. Per quell'omicidio era stato condannato a 14 anni di prigione, è stato rimesso in libertà dopo 6

"Perché quell'uomo era già libero?"
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25/ottobre/2010 - h. 10.17

CERVIA - "Così mi hanno ucciso il figlio 2 volte". Questo il commento di Loredana Zavalloni, madre di Stefano Biondi, l'agente della polizia stradale morto nell'aprile 2004, investito a Reggio Emilia da un'auto che aveva tentato di forzare un posto di blocco. L'automobilista che travolse e uccise il poliziotto, il 37enne Michele D'Ambrosio, fu condannato a 14 anni di prigione, per questo c'è stato stupore alla notizia di un suo secondo arresto per rapina avvenuto sabato mattina. Nessuno si aspettava fosse tornato in libertà, soprattutto la mamma di Stefano che così ha commentato la notizia: “Perché quel delinquente era libero? Così mi hanno ucciso Stefano due volte. Doveva farsi 14 anni di carcere e invece era già fuori - si è sfogata la donna - e se sabato mattina D’Ambrosio avesse fatto un’altra strage, cosa avrebbero detto e fatto questi giudici che hanno rimesso in libertà un assassino?"

D'Ambrosio, dopo 6 anni di galera per l'omicidio del poliziotto, aveva ottenuto la semilibertà da circa un mese. Provvedimento che non ha fatto desistere il colpevole dal compiere un altro reato, arrestato sabato dopo una tentata rapina in un negozio di preziosi a Bologna. Il 37enne quando è stato fermato aveva in tasca una pistola Beretta armata.
“Non riesco a crederci - ha commentato la madre di Stefano - quell’uomo già aveva avuto il minimo della pena e lo Stato gli concede addirittura ulteriori sconti rilasciandolo. Questo dimostra che le nostre leggi non funzionano proprio, i delinquenti sono fuori e i giusti sotto terra, è una vera vergogna”.