Greenaway e le "nuove possibilità"

Martedì 24 la lectio magistralis del regista e artista inglese al teatro Alighieri per l'apertura dell'anno accademico dell'accademia delle Belle Arti

Greenaway e le "nuove possibilità"
| Altro
N. Commenti 0

23/novembre/2009 - h. 14.41

RAVENNA - Domani, alle 17, al teatro Alighieri il regista inglese Peter Greenaway terrà una lectio magistralis dal titolo “Nuove possibilità”, organizzata dall’accademia di Belle Arti in occasione dell’apertura del nuovo anno accademico. Il regista inglese, prima della conferenza, alle 15 sarà  in municipioper firmare il libro d'onore e incontrare il sindaco Fabrizio Matteucci e l’assessore alla Cultura Alberto Cassani.

Nell'opera di Greenaway convivono arte e nuove tecnologie, in una dimensione di continua sperimentazione che dà corpo a un immaginario poetico e visionario. E' nel segno di questa sperimentazione che l'accademia si presenta, coi suoi nuovi percorsi legati alle arti visive dove si conferma la centralità del mosaico.

Peter Greenaway (Newport, 1942) fin dall'inizio della sua attività ha coniugato pittura e cinema. L'artista ha di recente presentato tra gli eventi della Biennale di Venezia Le nozze di Cana di Paolo Veronese. Una visione per il progetto Nine Classical Painting Revisited, magiche installazioni in cui rivisita grandi capolavori della storia dell'arte (dalla Ronda di notte di Rembrandt al Cenacolo di Leonardo), animandoli con ritmi di luci e dialoghi mediante una sofisticata tecnologia digitale. Considerato uno dei più significativi cineasti di ricerca, tra le sue opere filmiche ricordiamo I misteri dei giardini di Compton House (1982), Il ventre dell’architetto (1987) e L’ultima tempesta (1991). Con la sua regia la narrazione lineare si frantuma: inserti, sezioni, frammenti di immagini raccontano storie dentro la storia, moltiplicando il gioco, per fare dell'immagine un'esperienza totale. Una sorta di mosaico visivo struggente che presenta una sfida visiva per il nuovo millennio.