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Un festival sotto l'albero

"Passatelli in Bronson", Antivigilia, Vigilia e Natale all'insegna della musica indipendente italiana. E l'indie sta pure ai fornelli

Un festival sotto l'albero
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20/dicembre/2011 - h. 18.45

RAVENNA - Chiamiamolo pure un festival nella festività. Tre giorni di musica tutta italiana, di quella pescata tra le proposte più interessanti del panorama indipendente nazionale. Eccolo il Natale imbastito e messo in tavola dal Bronson per le serate del venerdì 23, sabato 24 e domenica 25. E se di portate vogliamo parlare, eccovi serviti, cena compresa. Da qui il nome: “Passatelli in Bronson”, per la serie il concerto è meglio gustarselo a stomaco pieno. Farcito per l’esattezza dalle abilità culinarie di uno special guest in cucina: Maolo Torregiani. Già cuoco dell’ultima stagione balneare dell’Hana Bi, il cantante di My Awesome Mixtape e Quakers & Mormons curerà il menù al primo piano del locale di Madonna dell’Albero. Come da tradizione romagnola, passatelli in brodo, seguiti da tavolozza di salumi romagnoli con piadina e sformato di prosciutto crudo e formaggio. Dulcis in fundo carrot cake glassata con crema inglese aromatizzata all’arancia.Tutte le sere il cibo alle 19.30, apertura porte per i concerti alle 20. Ecco il programma nel dettaglio:

L'ANTIVIGILIA. Le Luci Della Centrale Elettrica: Vasco Brondi, 27 anni da Ferrara. Ha esordito nel 2008 con l’album ”Canzoni da spiaggia deturpata” e ha pubblicato nel 2010 il suo secondo disco “Per ora noi la chiameremo felicità”. A dicembre è uscito il suo Ep “C’eravamo abbastanza amati)
Uochi Toki: Provengono dai dintorni di Alessandria e sono formati da Matteo Palma (aka Napo, voce e testi) e Riccardo Gamondi (aka Rico, basi). Quello che fanno è raccontare storie, episodi, vite, riflessioni, ricordi, invettive su basi micidiali. Nel settembre 2010 è uscito per La Tempesta il loro sesto album, “Cuore amore errore disintegrazione”. Camillas: I fratelli nell’arte pesaresi Ruben e Zagor Camillas hanno portato nel 2010 a conclusione la loro seconda (dopo un ep con cinque pezzi del 2007) prova discografica, “Le politiche del prato”, con la “regia” di Roberto Rizzo dei R.U.N.I. Maria Antonietta: La pesarese ex Young Wrists Maria Antonietta è un giovane talento della canzone d’autore, eroina riot folk dal fare timido e la voce da tigre. Dopo il primo album, l’oramai cult “Marie Antoinette Want To Sucks Your Young Blood” eccola alla prova del secondo lavoro. Aftershow: Anni Zero Party

LA VIGILIA. Sick Tamburo: band pordenonese di Gian Maria Accusani ed Elisabetta Imelio (già Prozac+), sono usciti il 4 novembre con il loro secondo disco A.I.U.T.O., sempre per La Tempesta. Be Forest: I pesaresi Be Forest sono stata la grande sorpresa del “dream pop” italiano del 2010, grazie a un album fulminante quale “Cold”, il loro debutto. The Clever Square: The Clever Square è il bizzarro progetto musicale dei due ravennati Giacomo D’Attorre e Stefano Vespa. Aftershow: Saturday night drive.

NATALE: Massimo Volume: il gruppo di Emidio Clementi, Egle Sommacal, Vittoria Burattini e, ora, Stefano Pilia sono, molto semplicemente, uno dei pezzi più importanti della storia del rock italiano. Hanno lasciato una traccia indelebile lungo gli anni Novanta con quattro album imprescindibili, poi hanno lasciato perdere, ma alla fine ci hanno ripensato e sono tornati insieme per regalarci un nuovo gioiello, “Cattive abitudini”. Bologna Violenta: L’olocausto sonoro che contraddistingue i lavori di Bologna Violenta si placa soltanto nell’interpretazione di “Blue Song” (colonna sonora di “Milano Trema” dei fratelli De Angelis), in cui l’orchestra d’archi crea suggestioni romantiche che accarezzano l’orecchio dell’ascoltatore, un breve riposo durante il drammatico viaggio che lo porterà a scoprire che la razza umana è forse destinata a soccombere. Bachi Da Pietra Bruno Dorella e Giovanni Succi. Uno spettacolo quasi ipnotico, due musicisti che sul palco mettono in scene la loro sperimentale e scarna teatralità. Three In One Gentleman Suit: Tornano dopo tre anni di assenza i modenesi e lo fanno con “Pure”, il disco più faticoso che abbiano mai fatto. Ma anche un disco di svolta che vede l’allontanamento da quello che si poteva definire il loro personalissimo modo di suonare il post-rock per andare verso un post-math ricco di sfumature. Afteshow: festa anni Novanta