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FAENZA - Non ci voleva credere il custode della casa dei Rioni quando stamattina ha visto quel che ha visto. Nella struttura adacente alla sede di RioniLandia - dove ci sono le scuderie, dove ci sono state grandi feste, dove è passata mezza Faenza e nonostante il nome del podere, “La morte”, non consigli visite frequenti - ha visto spuntare da un ammasso di copertoni e roba vecchia putrescente alcuni grossi pezzi di ferro più che sospetti. Il custode ha pensato che fosse il caso di avvisare i Carabinieri, e non ha avuto torto. Quegli oggetti in sonno erano, anzi sono ordigni bellici ormai prossimi ai 70 anni, bombe e granate inesplose della seconda guerra mondiale, come se ne trovano ancora a bizzeffe qui da noi; se non ad ogni scavo, quasi. Il mistero è semmai il motivo per cui la denuncia non è stata fatta in passato, ma forse si è trattato solo di una svista o di una superficialità; il precedente custode, che ha lasciato il posto da pochi mesi, a quanto pare era anziano e un po’ miope.

Ciò non toglie che oggi siano in molti a poter tirare un sospiro di sollievo, e ridere all’idea di aver ballato o fatto le acrobazie sul cavallo a pochi centimetri dagli ordigni e di esserne uscito indenne. “Che festa esplosiva” avrà detto qualcuno a RioniLandia nel maggio scorso osservando un fuoco d’artificio e gettando il mozzicone di sigaretta di fianco a... bè adesso è inutile menarsela. Non è stato come due anni fa a Boscoreale quando vicino alla discarica le forze dell’ordine trovarono 10 molotov, ma qualcosa è stato, le mine vaganti non finiscono mai.
Allertata la Prefettura, presto interverranno gli Artificieri a far brillare le vecchie terribili carcasse ancora esplosive sotto un chilo di ruggine. L’area, messa in sicurezza fino all’arrivo degli specialisti dell’Esercito, è ora interdetta alle persone finchè il pericolo non sarà eliminato.

Francesco Zucchini

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