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La nave perduta tornerà mai a Ravenna?

A fine anni '90 il relitto romano del V secolo d.C. fu trovato durante gli scavi del Parco di Teodorico. Poi se ne sono perse le tracce. A quanto pare sarebbe al museo di Comacchio

Il relitto della barca romana ritrovata durante gli scavi
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27/maggio/2012 - h. 15.14

RAVENNA - Chissà quante volte era salpata dal porto di Ravenna e quante volte, vinte onde e correnti, aveva riabbracciato le sponde bizantine. Di certo, l’antica nave romana ritrovata durante scavi interni al Parco di Teodorico non immaginava che il suo ultimo viaggio sarebbe avvenuto via terra. Corre voce, infatti, che la nave si trovi a Comacchio, dentro al museo comunale che già ospita la ‘gemella’ ferrarese. E che ci si trovi ormai da 10 anni per essere sottoposta ad un accurato intervento di restauro. Di certo, la nave, non immaginava di starsene tanto a lungo lontano da Ravenna. E che quel restauro, in pratica, si trasformasse in una sorta di ‘parcheggio’ che, di temporaneo, sinora, ha ben poco.

Della nave e del suo ritrovamento ha detto molto in passato l’archeologa e consulente scientifico di Ravenna Antica Giovanna Montevecchi. Il relitto - conservato per una lunghezza superiore ai 7 metri e una larghezza di 2,75 metri, scrive l’archeologa, “è stato individuato in occasione dei lavori di scavo per un impianto di drenaggio nel Parco di Teodorico, a circa 100 metri a nord del Mausoleo”, rinvenuto ad una profondità di circa 6 metri dall’attuale piano di campagna. Il successivo scavo archeologico - effettuato tra il 1998 e il ‘99 - aveva consentito di appurare il buon stato di conservazione del relitto. In base ai reperti rinvenuti sia dentro lo scafo che all’esterno - come riportato anche dalla Montevecchi stessa - la barca sarebbe databile al V secolo d.C.

Del relitto - che l’archeologa non esita a definire “la più antica testimonianza” del processo di cambiamento intervenuto nella metodologia di costruzione navale “su fasciame” a quella “su scheletro”, poi utilizzata dall’epoca medievale ai giorni nostri - in tutti questi anni si erano un poco perse le tracce. Di certo l’intenzione del Comune è quella di riportare in porto l’antico scafo restaurato. E più che alla Darsena di città, nuovo museo dell’immobilismo, Palazzo Merlato di quella nave vorrebbe forse farne il simbolo del nuovo Museo di Classe. Sempre che le sue porte siano tanto capienti da accogliere sette e più metri di scafo romano.