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Ex Vinyls: torna la paura della cassa integrazione

Problemi con gli approvvigionamenti di Cvm. Il 17 settembre incontro al Ministero

Ex Vinyls: torna la paura della cassa integrazione
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29/agosto/2012 - h. 16.52

RAVENNA - C'è ancora lo spettro della cassa integrazione per i lavoratori dell'ex Vinyls. Questa volta non a causa di una crisi aziendale ma per la difficoltà dell'approvviogionamento della materia prima, il Cvm, che la Coem (subentrata nella gestione degli impianti) ha segnalato nell'ultimo mese. Questa mattina la Coem ha incontrato i sindacati segnalando che la situazione non migliora. Ad oggi è arrivata una sola nave da 2500 tonnellate di Cvm, il 26 giugno, delle 7/8 che erano programmate per Ravenna dall'azienda fornitrice. “Per tale motivo - scrivono i sindacati in una nota - si stanno valutando da parte Aziendale varie ipotesi per uscire da questa situazione". L'ad Roberto Castiglioni sta cercando alternativa per la fornitura e la proprietà ha previsto un incontro la prossima settimana con i rappresentanti di alcune aziende chimiche orientali.

“Non esprimiamo al momento giudizi sulle motivazioni per cui l'azienda “non abbia fornito il Cvm a Ravenna come programmato negli incontri svolti con Coem nei mesi di giugno e luglio 2012, ma come sindacati - scrivono le organizzazioni dei lavoratori - ribadiamo che una soluzione industriale credibile e sostenibile sia assolutamente prioritaria e che sia indispensabile farlo al più presto. Infatti, l’azienda ha informato che qualora tale situazione di stallo dovesse perdurare fino alla fine del mese di settembre, sarebbe inevitabile il ricorso all’apertura di una procedura di Cassa integrazione".

Questo, scrivono Filctem Cgil, Femca Cisl e Uilcem “sarebbe assolutamente inaccettabile: non è possibile penalizzare ancora una volta gli stessi lavoratori che hanno vissuto con grande sacrificio la precedente vertenza (Vinyls), inoltre i 54 dipendenti della Coem si sono sacrificati per 10 mesi per rendere l’impianto perfettamente pronto per la produzione di Pvc e proprio ora che lo scopo è stato raggiunto, con il positivo riavvio della produzione, compromettere la fiducia che questi lavoratori hanno riposto nella società sarebbe paradossale e deleterio".

Le Rsu e le Organizzazioni Territoriali, insieme a tutti i lavoratori dello stabilimento di Ravenna ribadiscono l’importanza dell’aspetto produttivo e occupazionale, “sottolineando che quello di Ravenna è l'unico stabilimento rimasto in Italia per la produzione di Pvc, in un paese in cui buona parte del tessuto industriale è formato da piccole e medie imprese manifatturiere che utilizzano come materia prima proprio il Pvc, realtà della quale anche il nostro territorio costituisce un esempio con aziende di primaria importanza".

Le Segreterie Nazionali, informate della situazione, hanno preso contatto con il Ministero dello Sviluppo Economico che ha convocato un incontro per il  17 settembre nel quale sarà affrontata la situazione. E' stato inoltre riaperto il tavolo permanente con le Istituzioni locali. Il Ministero ha anche inviato una richiesta di chiarimenti all'azienda fornitrice.