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Alla Lucchesi è vera lotta. Ranzi: "Mi hanno estromesso"

Polemica all'interno del CA Faenza sezione lotta con l'ex olimpionico che se ne è andato dalla dirigenza

Ranzi con Minguzzi e Maenza
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23/ottobre/2012 - h. 12.09

FAENZA - Lotta nella Lotta. Il campione olimpionico Gian Matteo Ranzi, medaglia di bronzo nella greco-romana a Monaco 1972, accusa la direzione della Palestra Lucchesi, quella dove si allenano i lottatori, di averlo sostanzialmente estromesso. Da tempo c’era ruggine, covava il fuoco nell’ex atleta oggi 64enne e infermiere in pensione; ed è stato il portavoce del Comitato Faventia, Emanuele Visani, “a presentare un’istanza all’assessore Campodoni” perchè, dice sempre Visani, “ci risulta che il presidente della società Faenza Lotta da due anni neghi a Ranzi l’accesso, la frequentazione e la possibilita di allenare i ragazzi senza tener conto di quanto abbia fatto questo campione per lo sport e in particolare la lotta, e quale fonte di esperienza preziosa sia per i giovani atleti faentini”.

Infine, il Comitato Faventia attacca il presidente
Gianni Morsiani chiedendo “a che titolo ha operato essendo solo il presidente e non certo il proprietario della palestra Lucchesi” per poi chiudere con la richiesta all’assessore “di attivarsi al fine di porre fine a quest’atto di imperio e che al Signor Ranzi sia nuovamente concessa la possibilità di frequentare la palestra sia durante la normale attività che durante le manifestazioni e le riunioni del Comitato regionale, come tra l’altro previsto dallo statuto” . Un attacco in piena regola e verrebbe da chiedersi con che fegato questo presidente chiude la porta a Ranzi (avrà 64 anni ma è grosso come un armadio). E così abbiamo sentito l’altra campana, ovvero Gianni Morsiani. “Quel comunicato dice un sacco di cose inesatte. Per esempio nessuno ha mandato via Ranzi. Fu sospeso nel periodo che andò ad allenare la nazionale con Maenza”. A quanto pare Ranzi non prese bene quella sospensione. “In ogni caso se ne è andato lui, qui nessuno l’ha cacciato”. Il motivo sarebbe anche il carattere fumantino dell’olimpionico che se qualcosa non funziona come intende lui è capace di sbattere la porta. Poi si tranquillizza e dopo un po’ torna. Ma intanto le cose cambiano.

“C’è una differenza di idee tra noi sulll’impostazion
e degli allenamenti, di cui noi curiamo soprattutto l’aspetto pedagico-sociale, per andare incontro ai ragazzi e alle famiglie, più che il lato agonistico fine a sè stesso”. Perchè allora Ranzi non ha potuto partecipare al Consiglio Regionale l’altra sera alla Lucchesi? “Da tempo Ranzi collabora con la società Us Imolese. Si è presentato senza una delega e il vice presidente regionale sezione Lotta, Roberto Casadio, gli ha detto che non aveva i titoli per partecipare alla riunione”. E Ranzi se ne è andato. Ma la vicenda è tutt’altro che risolta.