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Ex Vinyls, è finita: Coem in liquidazione

Gli operai dell'azienda produttrice di Pvc tornano nell'incubo dell'incertezza. Nominato il liquidatore

Ex Vinyls, è finita: Coem in liquidazione
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08/febbraio/2013 - h. 17.46

RAVENNA - Liquidazione. La corsa della Coem, l’azienda che ormai due anni fa ha rilevato l’ex Vinyls, sembra essere arrivata alla fine.
Nella mattinata di ieri in un incontro tra i vertici aziendali e i sindacati è stato presentato Giuseppe Fumagalli, il liquidatore dell’azienda chimica.
Coem è quindi una società che cesserà l’attività: dal punto di vista amministrativo si tratta di una mossa per arrivare ad un concordato preventivo. Dal punto di vista produttivo, gli impianti si fermeranno e si procederà alla bonifica. 

Una tegola pesante per gli operai che - va ricordato - hanno già subito la lunga vicenda della Vinyls, affrontando a partire dal 9 febbraio di due anni fa una lunga protesta in cima a uno dei silos dello stabilimento, accampandosi per giorno e notte fino a fine giugno, rivendicando il pagamento degli stipendi arretrati. L’azienda, secondo quanto emerge, ha garantito stipendi e anticipo della Cassa Integrazione. Di fatto nelle prossime settimane si aprirà il confronto con le istituzioni per arrivare alla Cigs.

Coem aveva rilevato il ramo produttivo ravennate di Vinyls nella tarda primavera del 2011. Una mossa che sembrava aver messo fine alle preoccupazioni dei circa 50 operai che hanno garantito la messa in sicurezza degli impianti e dato vita a forme di protesta per farsi ascoltare dalla politica.
I problemi non sono mancati ad arrivare, legati soprattutto alla mancata fornitura di Cvm, materia prima necessaria per produrre nello stabilimento di via Baiona. Si è così innescata una spirale che ha portato a fermare gli impianti, mentre i lavoratori ripiombavano nell’incubo di due anni fa: incontri con i sindacati, le istituzioni, vertici romani e la cassa integrazione dietro l’angolo.  Ora il pessimismo regna: in astratto il ramo produttivo potrebbe essere ceduto ad un altro gruppo, ma i problemi di fornitura di Cvm fanno temere il peggio ai sindacati.

Il sindaco Fabrizio Matteucci aveva scritto al Ministero delle Attività Produttive ad ottobre, quando già la situazione si stava aggravando: “Devo rilevare che questa situazione appare assurda ed assolutamente incomprensibile”.  Matteucci chiedeva al ministro di adoperarsi “con forza ed in ogni modo a livello politico-istituzionale, per il mantenimento dell’unico stabilimento riguardante la produzione del Pvc in Italia, tenendo in considerazione il fatto che tale materiale sia estremamente necessario per le imprese manifatturiere del nostro Paese”. Non è andata così e ora si apre l’ennesimo interrogativo nel futuro di cinquanta famiglie.

Alessandro Montanari