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Un esposto contro i GinGini. I residenti: "E' un inferno"

Le lamentele: "Risse, vomitate e chiasso fino alle 4". I proprietari del locale: "Siamo in regola, terremo aperto fino a fine aprile"

La sera dell'inaugurazione del locale
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28/marzo/2013 - h. 14.59

RAVENNA - L’inaugurazione in pompa magna, con lo spumante stappato tra via Zirardini e via IX Febbraio per dare il benvenuto alla prima discoteca del centro storico. Sono passati due mesi dall’apertura dei GinGini. Il tempo limite per portare alcuni residenti sull’orlo di un esposto che attende di essere depositato, mentre la proprietà stessa del palazzo che si affaccia sul locale (la famiglia Pasolini Dall’Onda) sta vagliando le possibili strade per risolvere un problema di convivenza divenuto, pare, insostenibile.

Perché mentre il mercoledì, il venerdì e il sabato i GinGini ballano tra le pareti insonorizzate, fuori “è l’inferno”. Tanto che la stessa amministratrice del palazzo si dimostra preoccupata per il deprezzamento del valore dell’immobile. “E’ un problema se gli inquilini iniziano a disdirmi i contratti perché non riescono a dormire - inizia Lia Eleuteri -. Abbiamo dovuto anticipare i tempi per installare i doppi vetri alle finestre, senza aspettare il parere della Soprintendenza”.

Le prime sono state quelle di uno degli appartamenti al secondo piano. Qui vive una coppia di giovani che si è trasferita alcuni mesi prima dell’apertura della discoteca, dopo aver avuto garanzie dai proprietari del locale (quei giorni ancora in allestimento) che si sarebbe fatto il possibile per convivere pacificamente. “Portoni sporchi, persone che urinano sui muri, vomito per strada, risse e bottiglie di birra lanciate nel nostro cortile”. E’ Silvia Bigi, indicando dalla finestra il portone dei GinGini, a svelare l’altra faccia della movida in centro. Non senza rammarico: “Siamo giovani anche noi, ci dispiace passare per quelli che si lamentano. Abbiamo fatto di tutto prima di arrivare a questo. All’inizio siamo andati a una loro riunione e sembravano molto disponibili”. I due buttafuori aggiunti in strada dai gestori non sembrano però aver sortito alcun effetto: “Non dicono nulla a parte qualche ‘sssh’ ogni tanto. Anche rientrare a casa con la gente davanti ai portoni è difficoltoso”. Il tutto, continua, “fino alle quattro del mattino”. La musica si aggiunge poi alla maleducazione di chi sta in strada: “La porta sarà insonorizzata, ma è sempre aperta con la gente che entra ed esce”. Lamentele, aggiunge l’amministratrice, “raccolte anche da altri palazzi”, assieme ai quali si sta valutando la possibilità dell’esposto.

Dal canto suo Alessandro Zangaglia, tra i titolari del locale, è dispiaciuto: “Stiamo facendo del nostro meglio - spiega - abbiamo i buttafuori e i cartelli con scritto ‘vietato parlare a voce alta’. Facciamo selezione all’ingresso e capita che chi lasciamo fuori, spesso extracomunitari e sbandati, inveisca ad alta voce. Mi domando però se le case abbiano il minimo necessario per isolare i rumori esterni”. Anche sugli orari di chiusura, Zangaglia precisa: “Abbiamo i permessi fino alle 5 ma alle 3 abbassiamo la musica”. L’arringa dell’imprenditore punta poi sul “dare vitalità al centro”, e annuncia: “Rimarremo aperti fino a fine aprile”. Poi per via Zirardini la pace. Almeno fino al prossimo autunno.

Federico Spadoni