Rimini

Operazione Mirror: sequestrati i night Lady Godiva e la Perla

Secondo gli inquirenti le loro quote sarebbero interamente intestate a prestanome

Operazione Mirror: sequestrati i night Lady Godiva e la Perla

Sigilli a La Perla di Riccione

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29/aprile/2013 - h. 11.45

RIMINI - I due night sequestrati dai carabinieri nell'operazione "Mirror" sono La Perla di Riccione e il Lady Godiva di Rimini. Le quote delle loro società risultano infatti interamente di proprietà di tre prestanome. L'indagine ha smascherato un'organizzazione malavitosa legata alla camorra, che riciclava denaro finanziando poi società intestate a prestanome. Venti le persone arrestate (tra cui un avvocato) con le accuse di associazione per delinquere finalizzata all'estorsione, alla rapina, alla detenzione e porto illegale di armi da fuoco e alla fittizia intestazione di beni a nome altrui, trasferimento fraudolento di valori, concorso in estorsione consumata e tentata, detenzione illegale e porto d'armi da fuoco, concorso in fittizia intestazione e riciclaggio. Le diciotto società hanno sede a Rimini, Milano, Ravenna e Roma. Le forze dell'ordine stanno inoltre sequestrando i beni immobili legati alle società e indagando su alcuni conti correnti. 

Alle forze dell'ordine va il 'grazie' dell'amministrazione comunale di Rimini, attraverso le parole del sindaco Andrea Gnassi. “E’ un ringraziamento sentito quello che porgo da parte dell’amministrazione comunale e dell’intera comunità riminese ai militari dell’Arma dei Carabinieri di Rimini per l’ennesimo colpo inferto questa mattina alla criminalità organizzata. L’operazione “Mirror” dimostra per l’ennesima volta che non siamo più al cospetto di semplici “infiltrazioni”, ma di fronte ad un vero tentativo di radicamento nel territorio della malavita, attraverso figure che operano stabilmente nel riminese. Se da un lato cresce la preoccupazione per la gravità con cui questo fenomeno si sta rivelando, allo stesso tempo la brillante operazione portata a termine dai carabinieri di Rimini rappresenta un segnale importante, forte e chiaro, che l’intera comunità manda all’esterno: abbiamo alzato il livello di guardia a difesa del tessuto sano della nostra economia, fatta di piccoli imprenditori resi fragili da una crisi economica che non dà tregua. Per questo ribadisco l’importanza di fare quadrato - enti locali, forze dell’ordine, Stato - per aggredire con forza e con tutti gli strumenti possibili questo gravissimo fenomeno”.

Un plauso arriva anche dal presidente della provincia di Rimini, Stefano Vitali. "'Nel territorio provinciale di Rimini, alla ben nota vocazione turistica si accompagna una crescita costante, solo recentemente rallentata, di un tessuto economico, sociale ed urbano complessivamente ancora sano e solido che, in passato, ha reso difficoltoso il radicamento di fenomeni di criminalità organizzata di tipo tradizionale, ma ha recentemente evidenziato indicatori della possibile vulnerabilità del territorio rispetto a fenomeni illegali di infiltrazione criminale. La forte propensione imprenditoriale, in particolar modo nel settore turistico, costituisce un terreno fertile ed un appetibile approdo per interessi malavitosi di gruppi connessi e non alla criminalità organizzata i quali possono ‘approfittare’ della pressoché totale mancanza di associazioni delinquenziali locali e dell’inesistenza di un predominio autoctono nelle attività illecite. ..La riviera romagnola, oltre ad un’elevata capacità ricettiva determinata dalla forte presenza di strutture alberghiere, di residences ed esercizi complementari, registra una florida imprenditoria legata ai luoghi di divertimento e ai locali notturni in genere caratterizzata da frequenti cambi di gestione e/o proprietà, con evidente richiamo per le organizzazioni dedite al traffico di stupefacenti, alla prostituzione ed al gioco d’azzardo (settori nei quali la criminalità straniera si è decisamente incuneata tra quella italiana).’ Questo l’incipit della ‘Relazione sull’andamento della criminalità organizzata nella provincia di Rimini’, consegnato nell’ottobre 2012 all’allora Ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, dalla Prefettura- ufficio territoriale del Governo di Bologna. Analisi quanto mai opportuna, alla luce delle notizie di queste ore circa una nuova maxi operazione condotta dai Carabinieri (ai quali vanno i ringraziamenti dell’intera comunità riminese) contro la criminalità organizzata con alcune complicità locali, che ha portato- tra l’altro- al sequestro di due noti locali di Rimini e Riccione. E’ la riprova che gli ultimi 36 mesi, con il loro continuo rincorrersi di inchieste analoghe, per il nostro territorio sia siano rivelati come una sorta di ‘fine dell’innocenza’. Più di facciata che sostanziale, più struzzesca che razionale: segnali se ne coglievano anche nei decenni precedenti ma si preferiva circoscriverli al ‘caso isolato’ oppure rifugiarsi nella respinta automatica del ‘qui non esiste’. Più o meno tutti, abbiamo attinto a questo repertorio, autoconsolatorio e illudente. La realtà, acuita da una crisi economica che rende più debole e esposto il tessuto economico, è quella apparsa nella sua gravità negli ultimi 3 anni grazie a indagini mirate e clamorose. Tutte queste tessere vanno a comporre un puzzle preoccupante nel quale la presenza di uomini e famiglie appartenenti alla criminalità organizzata convive con una ‘quotidianità’ locale apparentemente rispettabile e rispettata. E, non mi stupirei di nulla, forse perfino accettata, giustificando la tentazione dell’illecito con l’alternativa della drammatica situazione economica e finanziaria. La fine dell’innocenza è innanzitutto un cedimento dal punto di vista culturale al quale seguono i fatti illeciti, le inchieste, gli arresti, i sequestri, la violenza. Nel difficile compito di arginare, tardivamente, tale fenomeno che merita il posto prioritario assieme al lavoro nelle agende locali, spicca l’impulso e il ruolo attivo he la Prefettura di Rimini sta assumendo, sia sul piano preventivo che repressivo. Da un lato il lavoro di affiancamento e supporto agli Enti riminesi nell’approntare i nuovi strumenti di contrasto (dall’Osservatorio contro la criminalità organizzata, al sistema di controllo societario Rivisual messo a disposizione dalla Camera di Commercio, ai convegni, agli incontri con esponenti nazionali delle forze di polizia), dall’altro il coordinamento delle forze dell’ordine , davvero impegnate e coinvolte nella battaglia contro la filiera che dall’evasione conduce al riciclaggio e quindi alla criminalità organizzata. Dico questo non per piaggeria ma per reintrodurre un tema tutto politico che, sono sicuro, nei prossimi giorni puntualmente tornerà in primo piano: la chiusura delle Province. Lascio perdere i dibattiti sulla capitale dell’eventuale ‘provincione’ o altre facezie simili. Mi limito a focalizzare, prima della nuova ondata di dichiarazioni tra il campanilistico o il disinformato, l’importanza e la strategicità che la Prefettura riveste per il nostro territorio. E siccome so bene che i progetti di legge finora annunciati puntano a riduzioni draconiane su base demografica, inviterei chi ha una qualsiasi responsabilità istituzionale a pensarci più di una volta circa l’ipotesi di cancellare o spostare altrove per decreto una cosa che per Rimini oggi vale come una bottiglia d’acqua per l’assetato".