Rimini

Stecca: "Sono pronto a pagare"

Oggi sarò interrogato dal giudice. Roberta Cester è stata risentita dagli inquirenti per definire la denuncia

Stecca: "Sono pronto a pagare"
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30/dicembre/2013 - h. 08.34

RIMINI - Loris Stecca comparirà questa mattina davanti al giudice. L’ex pugile, che deve rispondere di tentato omicidio della 48enne Roberta Cester, sua socia nella palestra di Viserba, è un uomo che sa di aver sbagliato. E per questo motivo vuole pagare da solo, senza coinvolgere la sua famiglia. Ha chiesto ai suoi legali di non chiedere di essere messo ai domiciliari, misura restrittiva che potrebbe essere prevista per uno senza precedenti. Vuole stare in carcere e pagare fino in fondo il suo errore. Un errore che, però, precisa Stecca, ha origini ben precise e non è frutto solo della sua follia. Tramite i suoi avvocati (Piero Ippoliti Martini e Luca Ventaloro), infatti, Stecca ha fatto conoscere la sua versione sui rapporti non proprio tranquilli con la donna conosciuta più di un anno fa su Facebook.

Secondo il pugile, infatti, il sodalizio con Roberta -
sia economico che personale - si sarebbe incrinato a settembre, sia perchè lui avrebbe rifiutato di approfondire l’amicizia con la donna, sia perchè lei lo teneva in pugno economicamente. Nonostante lui desse il nome alla palestra e molti dei clienti si fossero iscritti per lui, Roberta, secondo la versione di Loris Stecca, lo continuava a minacciare di chiudere la zona boxe. “Prima mi ha usato, poi mi ha mandato a quel paese”. Questo modo di comportarsi l’ha mandato fuori di testa. Alla base delle incomprensioni, infatti, sembra esserci una poca chiarezza nel contratto iniziale con cui è stata aperta la palestra. Lui è socio solo al 4% nonostante il nome di richiamo sia il suo. Inoltre lei è di Mestre e non sa nulla di boxe, lui è di Rimini e conosce tutti. Se le carte li indicano come soci, non è escluso che tra Loris e Roberta ci siano state promesse di tipo diverso, parole dette all’inizio che poi nel tempo hanno perso valore e si sono trasformate. Qualche settimana fa, addirittura, Loris Stecca si è affidato a un avvocato per far scrivere una lettera a Roberta in cui pretendeva il suo compenso. Compenso che, però, secondo Roberta non gli spetta affatto. Anzi. Lei racconta al suo avvocato (Marco Di Troia) che Loris Stecca è già debitore nei confronti della società, perchè ogni mese lei gli versava 1500 euro - come anticipo di utili non ancora incassati - e lo faceva solo perchè era un amico. E sulla presunta relazione tra i due, cosa dice la Cester? Raggiunta al telefono non vuole parlare. Alla domanda “Ha letto cosa dice Loris di lei?” risponde con una sfrontata sicurezza “Che dica pure quello che vuole, tanto...Comunque non ho niente da dire parli con il mio avvocato”. E al suo avvocato lei ha negato qualsiasi relazione che non sia stata di profonda amicizia e stima.

“Nessuno ha tolto nulla a Stecca - precisa l’avvocato Di Troia -
è stato sempre pagato come da contratto. Sicuramente ci sono state incomprensioni. A dimostrarlo c’è anche l’episodio della mattina in cui lui l’avrebbe afferrata per le caviglie cercando di gettarla giù da una balaustra di 6 metri. La mia cliente, comunque, mi ha ripetuto che non lo odia, è solo molto dispiaciuta e amareggiata per l’accaduto”. Diversa la tesi sostenuta dall’avvocato Ippoliti che punta il dito sulle continue provocazioni e umiliazioni nei confronti di Stecca. “Lo teneva in pugno - ha spiegato l’avvocato - lo minacciava di non versargli i soldi nonostante lavorasse in palestra 10 ore al giorno, diceva di metterlo in mezzo a una strada. Più di una volta l’ha trattato male anche davanti ai clienti”. “Tra l’altro - aggiunge Ippoliti - se avesse voluto ammazzarla le avrebbe dato 10 pugni”. Una gara dura quella di oggi davanti al giudice, dove a contare, però, saranno solo i fatti e le carte. Tutto il resto, le sfumature, le promesse e i rapporti di amicizia sono neve al sole: quando si scioglie non resta nulla.

(e.b.)