Riccione

“Fondale basso e non vengono a dragare”

Adina: il presidente Catarinetti: “Da tempo il fondale lungo il rio Melo è insabbiato e non possiamo attraccare i natanti”

“Fondale basso e non vengono a dragare”
| Altro
N. Commenti 0

04/maggio/2014 - h. 18.24

RICCIONE - C'è draga e “Draga”, ma non ce n’è una disponibile per tenere pulita una parte del portocanale sul rio Melo. A protestare, poiché si avvicina la bella stagione, è il presidente di Adina (Associazione Diportisti nautici) di Riccione che conta oltre 100 soci e ha in concessione 55 attracchi, o posti barca, nel breve tratto del rio Melo tra i ponti su viale Tasso e quello ferroviario. “Siamo alle solite. Abbiamo ripetutamente chiesto che il fondale venisse dragato poiché, specialmente in bassa marea, nel tratto che ci è stato assegnato ormai si ‘tocca’ il fondo.

Abbiamo chiesto spiegazione, e fino a poco tempo fa ci veniva risposto che l’unica draga, per altro non abbastanza bassa da passare sotto il ponte di viale Tasso, in funzione sul portocanale di Riccione e gestita dalla Geat serviva per tenere pulito vicino alla foce. Nel passato hanno tenuto pulito il nostro tratto di canale con due bettoline, che arrivavano da Chioggia, che poi scaricavano i fanghi lungo il canale, dove erano caricati dalla draga della Geat e portati in mare, fuori dalle 8 miglia. Ora, e purtroppo, anche se arrivassero le bettoline non sarebbe più possibile utilizzare la draga della Geat poiché uno dei due suoi motori è stato modificato e ora è dedicato solo alla ‘spinta’ di acqua e sabbia che alimenta il sabbiodotto. Questo comporta che non è più abilitata per andare oltre le 6 miglia, e perciò non può scaricare i fanghi al largo. C’è sempre la draga grande che viene da Rimini, ma viene utilizzata per dragare le due piccole darsene, e appena avrà terminato tornerà al porto di Rimini. 

A questo punto vorremmo far presente agli amministratoti, passati e quelli che arriveranno, come noi paghiamo un canone demaniale che, seppur non elevato, dovrebbe comunque garantire la navigabilità e l’attracco dei piccoli natanti dei nostri soci, non più lunghi di 6 metri. E’ troppo chiedere che almeno ci sia concesso di utilizzare il tratto che ci è stato assegnato? Comprendiamo che siamo un ‘piccolo problema’, ma per noi non poter usare le nostre barchette almeno in estate significa non rispondere alle esigenze dei soci. Aspettiamo le elezioni, sperando che dalle eventuali promesse politiche si passi poi ai fatti, ovvero dragare anche a monte del ponte di viale Tasso”, conclude Remigio Catarinetti, presidente di Adina. <+nero>(epi)