Rimini

Il processo Zinnanti si apre col ‘rebus’ impronta

Il giovane omicida del taxista da ieri alla sbarra per la rapina a mano armata del 2009 alla farmacia di via Euterpe. I difensori contestano i criteri di comparazione, ma ci sono quindici punti in comune

Il processo Zinnanti si apre col ‘rebus’ impronta
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17/settembre/2014 - h. 12.40

RIMINI - Era il 21 marzo 2009 quando la farmacia di via Euterpe venne rapinata all’ora di chiusura da uno sconosciuto travisato e armato di pistola. Un delinquente che costrinse il personale a rientrare e consegnargli 5.500 euro dalla cassaforte. Al tempo, per i casellari giudiziari Marco Zinnanti era ‘solo’ un 19enne noto alle forze dell’ordine per alcuni guai con la giustizia, ma non ancora l’omicida reo confesso del povero taxista Leonardo Bernabini. Oggi che per quell’efferata uccisione sul colle di Covignano il riminese 23enne si trova in carcere è chiamato a rispondere anche di quell’episodio, grazie al racconto circostanziato dei due dipendenti (si ricordarono che aveva appoggiato la mano sullo stipite) e agli investigatori della Squadra Rilievi Tecnici del Nucleo Investigativo dei carabinieri di Rimini che si misero al lavoro alla ricerca di possibili tracce ed elementi utili e scovarono un’impronta digitale. Il reperto, inviato al Ris di Parma, dopo l’esame comparativo risultò appunto appartenere al dito medio della mano sinistra di Marco Zinnanti ed è su questo che si giocherà il processo in giudizio immediato che si è aperto ieri mattina. Il dibattimento è iniziato con l’ammissione delle prove e gli avvocati Marco Di Troia e Valentina Broccoli hanno inizialmente presentato un’eccezione chiedendo (e ottenendo) la non ammissione dei documenti e dei testimoni relativi al precedente processo per omicidio. Quindi hanno contestato i criteri di comparazione dell’impronta digitale e nominato un perito di parte perché stabilisca se la digitalizzazione della stessa l’abbia danneggiata. Il fascicolo del 2009 era infatti a carico di ignoti e nel frattempo è stato distrutto, ma l’impronta era però stata appunto digitalizzata attraverso un nastro adesivo ed è stata girata alla difesa. Dalla sovrapposizione fra la stessa e quella di Zinnanti emersero 15 punti caratteristici di coincidenza e il procedimento si giocherà in gran parte su questo. La prossima udienza è fissata per il 10 ottobre, quando verranno ascoltati i due farmacisti e i militari che fecero i rilievi.