Riccione

Il sabbiodotto c’è, ma la draga di Geat ancora non è in funzione

La sperimentazione di questa primavera ha dimostrato che l’opera funziona, ma si devono cambiare i tempi di lavoro e partire subito, ora che c’è bel tempo

Il sabbiodotto c’è, ma la draga di Geat ancora non è in funzione
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19/ottobre/2014 - h. 17.00

RICCIONE - Hanno guardato con diffidenza a quei chilometri di tubi sotto la spiaggia; hanno fatto richiesta di rimpolpare le barriere soffolte; hanno rilevato come fosse in funzioni con “orari da statali”; hanno persino scherzato sulla possibilità di averlo in gestione per farlo funzionare quando e quanto serve; hanno protestato quando non è stato messo in funzione dopo le mareggiate “mangiasabbia”, ma ora che “comandano loro” - sia in Comune che alla Geat, che ha in gestione l’opera - stanno zitti e aspettano. Parliamo dei bagnini di Riccione e del sabbiodotto sperimentale che, per quel poco che ha operato nella scorsa primavera, ha dimostrato come il ripascimento funziona. Però, tornando a quel breve periodo di operatività, ricordiamo come i bagnini della Cooperativa lamentavano (giustamente) il fatto che tra far partire il pompaggio della sabbia dalla draga fino al confine con Misano, e poi chiudere il tutto in anticipo per andare via per fine turno, alla fine di vero “pompaggio sabbia” restavano al massimo 3 o 4 ore. Torniamo così all’oggi, che vede le prima dune (con l’accumulo di sabbia presente) già spuntare sull’arenile, ma di sabbia di recupero dalla foce del rio Melo non c’è ancora traccia. Sembra, ma siamo alle voci, che ci siano difficoltà per far partire il lavoro della draga, di proprietà del Comune di Riccione, ma affidata alla gestione della controllata Geat.

Così, con un tempo quanto mai favorevole, al momento è tutto fermo. Non che manchi il tempo per effettuare il ripascimento per mezzo del sabbiodotto, ma considerate le difficoltà riscontrate la scorsa stagione con le mareggiate estive che hanno eroso un bel po’ di arenile, forse “portarsi avanti” ora non sarebbe male. Chiaro che la proposta, scherzosa ma non troppo, della Cooperativa Bagnini (per la verità fatta dall’ex presidente Manzi durante la presentazione di un convegno), di gestire in proprio l’utilizzo del sabbiodotto dovrebbe far cambiare modo di gestire questa opera (costata ben un milione alla Regione Emilia Romagna). Chiaro che sarebbe difficile affidarla alla Cooperativa bagnini, ma certo è che non potrà funzionare con i “ritmi statali” della scorsa primavera. Ecco perché si chiede al nuovo presidente Geat, Bruno Bianchini, di intervenire affinché i turni di lavoro siano molto più lunghi così da sfruttare i tempi di utilizzo e pompaggio tra l’inizio e la fine, quando si deve prima riempire 4 chilometri di tubatura prima che esce sabbia mista ad acqua al confine con Misano, e poi quando si deve pulire il tutto per evitare incrostazioni o solidificazioni dentro il grande tubo. Inoltre, se si inizia fin da subito a trasferire la sabbia dall’imboccatura del porto e si formano dune lungo l’arenile, l’eventuale sabbia portata dalla corrente non scivolerebbe oltre la foce del rio Melo. Insomma, cerchiamo di accumulare più sabbia possibile, perché delle bizze del tempo non ci si può certo fidare.