Rimini

E’ morto Maurizio Balena, antiquario e cultore d’arte

Sen’è andato all’età di 72 anni, improvvisamente mentre era oggi a pranzo in un noto ristorante della città

E’ morto Maurizio Balena, antiquario e cultore d’arte
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16/novembre/2014 - h. 16.41

E’ scomparso oggi, improvvisamente a 72 anni, Maurizio Balena, antiquario conoscitore, cultore e appassionato di arte e di Rimini. Si trovava oggi a pranzo al ristorante “Pic Nic” di via Tempio Malatestiano quando si è accasciato perdendo conoscenza. Vano l’arrivo del 118 con auto medicalizzata che, nonostante i tentativi di rianimazione, non hanno potuto fare altro che riscontrarne il decesso.

Di seguito il ricordo del sindaco Andrea Gnassi e dell’assessore alla Cultura, Massimo Pulini:

“E’ difficile, forse impossibile, circoscrivere nello spazio di un epitaffio la lunga, straordinaria avventura umana e culturale di Maurizio Balena. Perché, al di là della cronaca, degli onori e delle contraddizioni pubbliche, le parole sono inadeguate per descrivere compiutamente un carattere, una vicenda zeppa di storie, discussioni, polemiche, ricordi, intrecciata a doppio filo con quella che si definirebbe la Rimini vera, quella che forse non c’è più. E di cui Maurizio era allo stesso tempo magistrale interprete ed epigono. 

Un profondo conoscitore di ‘cose d’ arte’, tanto che in molti gli hanno riconosciuto un posto fondamentale nella storia dell’antiquariato italiano del Novecento. E se si pensa che gli antiquari italiani sono riconosciuti universalmente tra i più competenti e autorevoli, allora Balena poteva essere definito ‘uno dei migliori tra i migliori al mondo’. La sua vicenda più celebre, quello che lo proiettò all’attenzione internazionale, accadde a metà degli anni Settanta, quando dal Palazzo Ducale di Urbino furono trafugati tre capolavori della pittura di tutti i tempi: ‘La Muta’ di Raffaello Sanzio, e ‘La Flagellazione’ e ‘La Madonna di Senigallia’ di Piero della Francesca. Opere immortali, a fortissimo rischio di definitiva sparizione o peggio di distruzione, visto che gli autori del clamoroso furto avviarono una improbabile trattativa con lo Stato italiano per il loro riscatto. Fu grazie a Maurizio Balena che prima fu individuato il canale giusto in Svizzera e quindi la misura relazionale che in un anno (marzo 1976) portò al recupero dei dipinti intatti e all’arresto dei trafugatori. Un romanzo, piuttosto che un fatto di cronaca, sul cui buon esito finale pesò in maniera decisiva il ruolo esperto di Balena. Innumerevoli, prima e in seguito, sono state le acquisizioni da parte di musei nazionali e di collezioni pubbliche e private, dovute alla sua enorme conoscenza della materia, al suo occhio insuperabile per bravura, dalla sua storica bottega d’antiquariato in via Soardi.

Ma una esistenza fuori dall’ordinario come la sua, non può essere limitata alla sola componente professionale. Vita e arte si intrecciavano continuamente e quotidianamente nelle sue storie, nei suoi ricordi, nelle sue idee, che ha continuato a riversare sino a oggi a Rimini, ai suoi amici, a chi lo interpellava per un qualsivoglia parere.  Una miniera inesauribile di memorie, legate tutte dal confluire nelle vicende di un dipinto o di una maiolica o di un bronzo, una storia, un carattere, un interesse, una vita. Un ‘tesoro’ dal valore inestimabile di cui, noi, gli amici, conoscevamo solo una parte, desiderosi ogni volta e anche oggi di un particolare in più.

Dietro a un atteggiamento burbero, da affettuoso ‘bastian contrario’, da battitore libero, polemico, anarchico anche oltre l’anarchia, stava un uomo di sconfinata conoscenza e di altrettanto sconfinata (e riservata) generosità. Tante sono le persone che devono qualcosa, forse molto, a Maurizio Balena. Non ha mai mancato un giorno al suo ruolo di catalizzatore di racconti e pensieri di una città, come lui allo stesso tempo disillusa e appassionata,  caustica e altruista, smitizzante e lirica. Una Rimini che, grazie anche a lui, c’è, dura anche in una società che consuma tutto in un attimo come quella odierna. E sapere che nonostante tutto esiste è consolazione e forza per una comunità che il suo futuro vuole costruirselo sulle fondamenta della sua storia e della sua identità”.

La camera ardente sarà allestita da lunedì 17 novembre, a partire dalle ore 12, al Cimitero Civico di Rimini.