Riccione

Truffa: si finge un soldato sul fronte e si fa inviare 25mila euro

Hacker dalla Nigeria con finto profilo Facebook seducono una 55enne riccionese e le svuotano il portafoglio

Truffa: si finge un soldato sul fronte e si fa inviare 25mila euro
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22/luglio/2015 - h. 17.30

RICCIONE - Nel mese di maggio una signora riccionese di 55 anni è caduta in una delle truffe più subdole e meschine, rimanendo di conseguenza in gravi difficoltà economiche. La donna era stata contattata su Facebook da un presunto americano di stanza in Nigeria che diceva di chiamarsi Thomas Cody, "vedovo e con una figlia". Una messa in scena dietro cui si sono nascosti per diverso tempo nient'altro che hacker nigeriani, il cui unico intento era sottrarre soldi alla malcapitata. 
Una truffa ben congegnata - denominata 'Scam nigeriano -, messa in pratica grazie alla terribile abilità degli informatici africani, che tramite il computer sono riusciti a entrare prima nel cuore, e poi nel portafogli della 55enne. Dopo lunghe giornate di conversazione, infatti, la donna si era invaghita del soldato che le stava dedicando attenzioni, tali da far nascere in lei il desiderio di incontrarlo.  
Il presunto Thomas Cody, poi, con varie scuse, ha iniziato a chiederle del denaro col pretesto che, essendo all’estero in missione, non poteva disporre di somme di denaro sufficienti per affrontare il viaggio. La donna quindi, prima per consentirgli l’attivazione di una linea telefonica, poi per pagare la cauzione all’esercito americano per fargli ottenere la licenza ad uscire dalla Nigeria, successivamente per pagare il cambio che il militare avrebbe dovuto ricevere da un altro commilitone alla base nigeriana , ha versato più di 25mila euro a Western Union e Moneygram. 
Ovviamente Thomas Cody, con vari pretesti, non è mai riuscito a partire per l’Italia, ma comunque ha continuato con le richieste di denaro, alle quali però la signora non era più in grado di fare fronte. Durante le transazioni, i beneficiari delle somme sono stati indicati volta per volta, pur trattandosi sempre di persone dal nome di origine nigeriana, tra cui Anyanwu Golden, Kelechi Ukekwe, Nwaokeafor Uzochukwu, Stanley U Okeafor, Durunna Nneka. 
Tutti i dati sono stati pervenuti dalla Questura di Rimini che ha richiesto a Moneygram e Western Union di trasmettere i documenti dei soggetti che hanno beneficiato delle somme ed indicare il luogo di avvenuto incasso dei trasferimenti di denaro, seppur i tempi di evasione delle richieste non sono attualmente noti e precedenti indagini riconducevano sempre a beneficiari residenti in Nigeria.