Rimini

Tragedia di Natale per colpa della cocaina

L’auto guidata da un pesarese travolse quella di una famiglia causando la morte della madre e del figlio di 9 mesi

Tragedia di Natale per colpa della cocaina
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13/gennaio/2016 - h. 15.51

Il conducente dell’auto che, la mattina di Natale, sull’A14 a Rimini, ha tamponato un’altra macchina provocando la morte di una giovane donna e del figlio di 9 mesi è risultato positivo alla cocaina. Lo rende noto Giordano Biserni, presidente dell’Associazione sostenitori e amici della Polizia stradale. “Tutti gli incidenti apparentemente inspiegabili - ha detto Biserni - alla fine degli accertamenti risultano quasi sempre spiegabili. Dall’esame del sangue fatto all’ospedale di Rimini il conducente 40enne di Pesaro è risultato positivo alla cocaina. Questo incidente certifica ancora una volta come sulla strada il rischio di conducenti che guidano sotto l’effetto di stupefacenti sia elevatissimo, mentre il numero dei controlli e soprattutto la loro efficacia sono assolutamente inadeguati”.

L’auto guidata dal 40enne centrò un’utilitaria vicino al casello di Rimini sud, occupato da quattro persone di una famiglia pakistana, fra le quali le due vittime. “Lo scorso anno - ricorda Biserni – sono stati predisposti in 19 province dal Servizio Polizia Stradale alcuni lodevoli servizi specifici e mirati al contrasto del fenomeno, posti di controllo con personale sanitario nei quali sono stati utilizzati alcuni precursori o narcotest che sono stati “donati” generosamente da associazioni o fondazioni.

Ci permettiamo di dire che non si capisce perché la Polizia Stradale debba far conto su donazioni di questo genere per svolgere il suo lavoro, considerati gli importi di diversi milioni di euro che versa al Fondo incidentalità stradale notturna del Dipartimento Politiche Antidroga, alimentato attraverso le sanzioni che le forze di polizia contestano su strada. Se si va a vedere bene a fondo la situazione ci si accorge che i precursori sono utilizzati qua e là in via sperimentale, che i posti di controllo con personale sanitario non servono per poter eventualmente accertare la sintomatologia che dimostri come il conducente sia sotto l’effetto “attuale” di sostanze, infatti si dovrà comunque andare oltre con gli esami presso una struttura ospedaliera.

Siamo molto, molto lontani da un sistema di controllo non diciamo pervasivo, ma neppure solo più che occasionale. A nostro parere il fenomeno dei conducenti assuntori di sostanze è molto più vasto di quello che ci immaginiamo, e noi ancora parliamo di precursori in via sperimentale utilizzati in qualche provincia qua e là?

Ricordiamo che in Spagna nel solo 2015 la polizia ha effettuato oltre 63.000 narcotest e per il 2016 ne ha programmati almeno il doppio. Così altri paesi UE. Noi siamo invece ancora ad una sorta di “sperimentazione”. Comunque, ad oggi, anche se miracolosamente comparissero precursori infallibili, con l’attuale formulazione dell’art. 187 del C.d.S. finché non verrà modificato, sarà gioco facile per i legali far evaporare in giudizio l’accusa di guida sotto l’effetto di stupefacenti.

In molti stati, anche europei, la normativa che disciplina la materia non richiede la dimostrazione che il conducente del veicolo sia sotto l’effetto attuale di stupefacenti, ma è sufficiente che la polizia, con esami ovviamente adeguati, dimostri che la droga è stata assunta! Noi vogliamo continuare su questa strada? Allora conteremo altre vittime innocenti e altre famiglie distrutte come quella della A14 a Rimini, magari in un giorno qualsiasi su qualsiasi altra strada. Infine vogliamo ricordare che quel conducente pluriomicida, qualora venisse accertata la sua penale responsabilità, in assenza della legge sull’Omicidio stradale (che ancora come promotori di vecchia data attendiamo e speriamo arrivi a giorni) se la caverà con la condanna a qualche simbolico anno di prigione che non sarà probabilmente mai scontato e fra qualche anno tornerà a guidare. Un buon motivo per non essere per niente tranquilli”.