Riccione

L’uomo più coraggioso del centrodestra

Bezzi è convinto di aver dato una dimostrazione di forza. Tanto a subire sono i suoi (ormai ex) consiglieri. E adesso?

L’uomo più coraggioso del centrodestra
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20/gennaio/2016 - h. 18.34

Ancora tu. Giovanni Bezzi detto “Johnny”, il Rocky Balboa della politica riccionese, mostra al mondo intero la cintura da riammesso Presidente dell’Istituzione “Riccione per la cultura”. Quante botte sei disposto a prendere pur di mantenere una poltrona... «Credimi, è stata una battaglia. Dalla mia forza politica e dalle forze del controdestra mi è stato chiesto di continuare, nonostante le mie difficoltà oggettive, dovute all’attività professionale che svolgo, e al clima di disarmonia degli ultimi tempi». Bezzi alterna la coda tra le gambe («non ho preso la decisione a cuor leggero, so bene che non è mai bello ritirare le dimissioni») al ruggito, è convinto, «sono l’uomo più coraggioso del centrodestra, ho ricompattato la coalizione, facendo capire al Sindaco che non è più pensabile una gestione padronale della cultura e del governo».

Beh, in verità il sentore è un altro, il contrario: visto che non puoi più dimetterti né minacciare dimissioni (il rischio è il ridicolo, il Comune mutato in un quadro psichedelico di Salvador Dalì), adesso il Sindaco spadroneggia. «Nient’affatto, ora chiederò alle forze che mi hanno difeso di mostrare i muscoli». Ciò vuol dire che se la Tosi ti decurta il portafogli e pretende di orientare le attività culturale ti ribelli? «Premesso che un taglio smodato alla cultura mi pare una strategia politica sbagliata, pretendo una discussione seria». Per poi accettare il diktat. 

Qualcosa però non torna in questo “pasticciaccio” politico. Bezzi si fa forte di un consenso popolare tutto suo («le mie dimissioni hanno avuto in città un impatto sorprendente, sono state un terremoto, in molti mi hanno chiesto di non mollare»), chiude la partita (ormai imbarazzante) del Direttore dei Musei e della Biblioteca («il nuovo Direttore voleva la garanzia di una Posizione Organizzativa, il Sindaco mi ha ascoltato, condividendo») è convinto di aver «impresso un percorso credibile all’Istitutzione». Eppure, il reintegro di Bezzi è coinciso con la dissoluzione del Consiglio con cui ha lavorato fino a ieri (e che non ha avuto attriti con il Sindaco). Bizzarro: il bizzoso Bezzi torna in sella, mentre vengono disarcionati i consiglieri.

«Non posso fare nessuna critica ai miei consiglieri, che hanno svolto un lavoro onesto, ineccepibile». E che vengono puniti in massa, subendo le bizze di Bezzi e le scelte del Sindaco. Il quale, ha annunciato, eleggerà nei prossimi giorni delle “guardie del corpo” per vigilare sul lavoro del Presidente. Democrazia “alla riccionese”, dove a fare le spese delle dimissioni di uno sono gli altri. Visto che Bezzi è stato reintegrato, è democraticamente lecito che l’intero Cda venga reintegrato con lui. Che Bezzi motivi la sua “seconda volta”, che il Sindaco specifichi progettualità e futuro. Ma questa, appunto, è la democrazia. E qui siamo a Riccione.

(d.b.)