Rimini

Precipita nel vuoto da una cascata di ghiaccio, è grave

Michele Focchi, 35enne riminese era con un amico quando si è schiantato al suolo dopo un volo di 30 metri

Precipita nel vuoto da una cascata di ghiaccio, è grave
| Altro
N. Commenti 0

06/febbraio/2016 - h. 11.45

Il tremendo schianto a terra è avvenuto dopo un volo di 30 metri da una cascata di ghiaccio. Michele Focchi, riminese di 35 anni, è ricoverato in gravissime condizioni all’Ospedale Parini di Aosta, dove sta lottando tra la vita e la morte. L’uomo, nel primo pomeriggio di ieri (erano le 14 circa), si trovava in cima ad una cascata sopra al lago di Loie (2.346 metri), a Lillaz (frazione di Cogne), insieme ad un compagno di cordata (anche lui, pare, riminese), quando all’improvviso nell’affrontare la discesa è precipitato nel vuoto.

Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, il 35enne, che vive a Genova dove ha lavorato all’istituto italiano di Tecnologia, avrebbe sbagliato a impostare la corda doppia per la discesa, scivolando fino alla fine della cascata. All’origine dell’incidente, quindi, ci sarebbe un’errata regolazione del discensore. A dare l’allarme per primo al Soccorso alpino è stato l’amico che si trovava con lui, che ha visto precipitare Michele senza avere materialmente il tempo di afferrarlo. Quando il riminese è stato recuperato dall’elisoccorso della Valle d’Aosta con a bordo il medico del 118, giunto sul posto in pochi minuti, era in stato di incoscienza e le sue condizioni sono apparse fin da subito molto gravi.

Oltre alla frattura del bacino, Focchi ha riportato molteplici traumi (cranico, toracico e polmonare) che ne mettono la vita in pericolo. Per questo resta ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione dell’ospedale valdostano. Ieri pomeriggio, riferiscono le guide alpine del posto, le temperature erano troppo elevate, ben oltre le medie stagionali, per scalare in sicurezza sul ghiaccio. Ma a tradire Michele, che pare fosse uno scalatore esperto, sarebbe stato un banale errore tecnico. La famiglia, non appena informata dell’accaduto, è partita immediatamente alla volta di Aosta con il cuore gonfio d’angoscia per quel figlio che continua a lottare tra la vita e la morte.

Lamberto Abbati