Rimini

Non ce l’ha fatta lo studente 19enne

Era stato trovato esanime dopo un sospetto mix serale di ansiolitici, alcol e cannabinoidi. Donati gli organi

Non ce l’ha fatta lo studente 19enne

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16/aprile/2016 - h. 12.50

Una leggerezza, una serie di coincidenze avverse e il brillante avvenire di un quasi 20enne con il mondo nelle mani viene spazzato via in un soffio di vento. Non ce l’ha fatta il cuore grande di Piergiorgio Lorenzetti, il 19enne di Verucchio trovato esanime dai compagni di studi nell’appartamento di via Berengario da Carpi a Bologna nel primo pomeriggio di giovedì per un sospetto mix di medicinali e sostanza cannabinoide. Ma continuerà a dar vita al prossimo come avrebbe voluto fare indossando il camice da medico.

Quando il primario del Policlinico Sant’Orsola ha pronunciato quelle due terribili parole, “morte cerebrale”, i genitori non hanno avuto dubbi e hanno subito disposto l’espianto degli organi. Lui avrebbe voluto così, lo aveva sempre detto spiegando che la sua vita sarebbe stata appunto il medico e la sua vera passione l’anatomia. La coltivava con grande determinazione. Diplomato con ottimo profitto al Liceo Classico Giulio Cesare a Rimini, si era preparato da solo al test d’ingresso a Medicina a Bologna e lo aveva superato con voti altissimi, che gli avrebbero consentito di accedere in ogni Ateneo d’Italia. E anche i primi esami lo stavano dimostrando. Viaggiava a 30 e 30 e lode. Ma d’altra parte era così quel bambino diventato ragazzo che nella culla dei Malatesta tutti chiamavano semplicente e affettuosamente “Pigi” o “Pigio” come si definiva nel suo profilo Facebook.

Sempre con la testa in movimento, bravo a scuola e anche nella musica, dove si divideva fra il pianoforte e la chitarra. E quando rientrava a casa, in Valmarecchia, non mancava quasi mai di tornare nelle scuole del paese a salutare le vecchie maestre. Aveva appena finito gli esami della sua prima sessione, ne aveva come detto superati tre ‘alla grande’ e aveva spiegato ai genitori, molto conosciuti in tutta la vallata per le tante attività imprenditoriali condotte nel tempo, che sarebbe rimasto qualche giorno a Bologna. Ed è in uno di questi che purtroppo è accaduto l’irreparabile.

Il 19enne stava assumendo dei medicinali per dormire per regolarizzare il ciclo del sonno sfasatosi nella preparazione del test d’ammissione, probabilmente mercoledì sera nell’appartamento in zona Murri che condivideva con i compagni del Liceo si è bevuto un po’ troppo e probabilmente anche ‘fumato’ qualcosa. Poi la mattina dopo due di loro sono andati in Università e quando Piergiorgio ha perso conoscenza, il terzo stava dormendo e non se ne è accorto subito. Gli amici lo hanno trovato più tardi, riverso sul pavimento, l’allarme al 118 a quel punto è stato immediato ma l’assenza di ossigeno al cervello era già praticamente letale. E non sono servite a nulla la corsa all’ospedale e un intero giorno di cure nel reparto di Rianimazione in cui era arrivato in coma. Ieri mattina la Procura di Bologna ha aperto un fascicolo d’inchiesta a carico di ignoti per cercare di capire chi possa aver ceduto i cannabinoidil (la Polizia aveva subito sequestrato il suo cellulare e ascoltato i compagni) e la ‘sua’ Verucchio si è svegliata incredula e sgomenta. Un paese sotto choc che ha ‘tifato’ in silenzio per ore perché il suo cuore vincesse tutto, fino a quando sono arrivate le due terribili parole “morte cerebrale” e la mamma e il papà hanno subito deciso che da oggi Pigi vivrà in altre persone aiutandole a sopravvivere.

Nicola Strazzacapa