Verucchio

Verucchio sotto choc per il suo ‘Pigio’

Il ricordo degli amici del 19enne spirato a Bologna e dei vecchi insegnanti. Forse mercoledì l’addio a Lorenzetti

Verucchio sotto choc per il suo ‘Pigio’
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18/aprile/2016 - h. 11.06

Come sognava di poter fare in vita con la brillante carriera da medico avviata a suon di 30 e 30 e lode, ‘Pigio’ aiuterà il prossimo a sopravvivere vivendo in altre persone. Dopo la terribile prognosi di “morte cerebrale”, i genitori di Piergiorgio Lorenzetti, il 19enne di Verucchio trovato esanime nel primo pomeriggio di giovedì nell’appartamento universitario di Bologna che condivideva con tre amici ex compagni di scuola al Liceo Classico Giulio Cesare, venerdì sera hanno infatti immediatamente autorizzato la donazione degli organi. Come avrebbe voluto lui, quel ragazzo appassionato di Anatomia che già si vedeva al lavoro in qualche ospedale.

E nella notte di sabato, lo staff specialistico del Policlinico Sant’Orsola ha provveduto all’espianto di tutti quelli interni. Intanto, la Procura di Bologna che aveva aperto un fascicolo a carico di ignoti per poter indagare sull’eventuale cessione di cannabis al gruppo di amici non ha ancora concesso il nulla osta alle esequie funebri: sia per l’espianto degli organi che per l’esame autoptico con cui si cercano di stabilire le cause della tragedia. Se magari, come non viene affatto escluso, possa aver inciso una possibile aritmia o una malformazione sconosciuta fino al momento fatale. Nell’appartamento era stato subito sequestrato il cellulare di Lorenzetti e sono stati ascoltati i compagni per cercare di ricostruire le ore precedenti al malore fatale.

Purtroppo, quando ‘Pigio’ ha perso conoscenza due erano in Università (lui aveva finito gli esami con un 30 e lode ed era tornato sotto le Due Torri per festeggiarlo) e il terzo dormiva e non se ne è accorto. Solamente due ore dopo, lo hanno rinvenuto riverso sul pavimento. Un tempo infinito senza ossigeno al cervello, con conseguenze irreparabili. A oltre 100 chilometri di distanza da quella palazzina di via Berengario da Carpi in cui il 19enne ha visto spazzata via la vita, ieri mattina la sua Verucchio si è risvegliata sotto choc. Per tutto venerdì la piccola comunità che mai come in questi casi si raccoglie intorno ai propri ‘fratelli’ aveva pregato e tifato in silenzio con il fiato sospeso.

Dalle primissime ore del giorno nei bar e nelle attività di Piazza Malatesta dove la famiglia materna aveva gestito la prima storica tabaccheria del paese e un ristorante non si parlava d’altro. Lamberto Lorenzetti e la moglie Antonella Celli sono entrambi molto conosciuti in Valmarecchia per aver gestito numerosi locali come i Tre Re a Poggio Berni, il ristorante panoramico di Verucchio Porta del Sasso e lo stabilimento Turquoise a Rimini nel 2014.

Uno sguardo con le lacrime agli occhi alle locandine davanti all’edicola sotto al porticato, un abbraccio, mille pacche sulle spalle. “Non è possibile, non è possibile” il ritornello comune, con le maestre che lo avevano visto crescere alle elementari e alle medie che ricordavano come tornasse a trovarle ancora oggi a scuola di tanto in tanto. E in un angolo, con gli occhi sbarrati, uno degli amici più cari. “L’avevo visto domenica, era felice perché aveva preso un gran voto e voleva festeggiarlo. Una festa con i compagni per passare una bella serata: Pigio era uno pulito”. Ci sarà anche lui in settimana, probabilmente mercoledì, in quella Chiesa Collegiata che sarà insufficiente a contenere il dolore di tutti quelli che vorranno salutarlo un’ultima volta dopo aver riempito ieri la sua bacheca facebook. Prima di tenerlo vivo nel ricordo e nelle persone che continueranno a vivere grazie ai suoi organi.

Nicola Strazzacapa