Rimini

“Non potevo tacere, per tutte le ragazze”

Michelle Hunziker, in Tribunale a Rimini come imputata di diffamazione a ‘Rudy Mirri’, racconta il suo incubo

“Non potevo tacere, per tutte le ragazze”

Michelle Hunziker e Rodolfo ‘Rody’ Mirri ai tempi dei fatti

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23/luglio/2016 - h. 12.10

"In questo momento in cui il mondo è in preda al terrorismo ci sono certo cose più gravi, ma io sono qui oggi e ho detto quelle parole a Laudadio sei anni fa perché le tante ragazzine che mi seguono non pensino che si possa fare strada facendo sesso. La si fa con il lavoro e l’impegno. E’ questo il messaggio che volevo lanciare con quell’intervista e che ribadisco oggi in aula”.

L’intervista a cui ha fatto riferimento Michelle Hunziker ieri mattina in Tribunale concludendo un’accorata dichiarazione spontanea è quella andata in onda su Striscia la Notizia il 17 marzo 2010 costatale lo scorso 15 aprile una richiesta di condanna a sei mesi di carcere per diffamazione nei confronti di Rodolfo ‘Rody’ Mirri. Dopo l’incursione di Striscia la Notizia con telecamere nascoste e sei comparse nel suo ufficio, il noto manager del mondo dello spettacolo aveva denunciato insieme a lei anche l’inviato Max Laudadio e l’intera ‘squadra’ che aveva messo in piedi il servizio per il tg satirico chiedendo fra l’altro un risarcimento complessivo da un milione e mezzo di euro.

La Hunziker ha preso la parola dopo l’intensa arringa del suo avvocato Giulia Buongiorno, che nelle repliche alle richieste del pubblico ministero ha ricostruito per oltre un’ora quello che ha ribattezzato “lo schema Mirri con struttura quadrifasica per attuare un rapporto sinallagmatico di ricatto sessuale con il consenso dei genitori fra un oltre quarantenne e una pluralità di minorenni”. Commossa al punto da rendere necessaria una breve pausa, la 39enne di origine svizzera è ripartita dalla genesi della vicenda poi finita davanti al giudice Manuela Liverani e dalle ragioni che l’hanno portata a uscire allo scoperto con una denuncia pubblica.

“Laudadio mi chiamò e mi disse che stava seguendo il caso di una persona che avvicinava le minorenni dicendosi un manager del mondo dello spettacolo proponendosi di far fare loro carriera come aveva fatto con me, definendomi una sua creatura. Mi sono sentita correre i brividi lungo la schiena, al tempo avevo 17 anni e queste cose segnano la vita: oggi ne ho 39, tre splendidi figli, un marito, sono realizzata, ma qualche anno fa proprio insieme a Giulia Buongiorno ho costituito la Fondazione ‘Doppia Difesa’ contro la violenza sille donne proprio per convincere le vittime a denunciare e dopo aver visto il video mi sono sentita in dovere morale di fare quell’intervista e dire certe cose perché dopo 20 anni quell’uomo si comportava allo stesso modo: ho pensato di dover fare qualcosa per aiutare le ragazzine”.

Una breve pausa a riprendere fiato e quindi un altro affondo: “Mi ha fatto male sentir dire che mi ha inventata lui e mi ha fatto conoscere il mio primo marito, tutte bugie: nel 1994 a Milano era una extracoimunitaria che cercava fortuna nel mondo della moda e feci questa pubblicità della Roberta convinta non l’avrebbe notata nessuno e lui, che mi denuncia per diffamazione ma dice cose terribili, arrivò dopo. Ero in vacanza a Riccione con un’amica e mi agganciò mentre passeggiavo in viale Ceccarini dicendosi produttore televisivo impegnato in un nuovo programma e proponendomi un provino fotografico il giorno dopo sul motoscafo di un suo amico. Alla fine mi disse che ero perfetta, ma che non sapevo neanche parlare l’italiano e mangiare bene e avrebbe dovuto insegnarmi tutto: il ricatto con meevenne dopo qualche mese, quando disse a mia madre che avrebbe dovuto portarmi via per un po’ per insegnarmi come muovermi.

Fummo tutte due ‘bocalone’ e naif e lei acconsentì, poi non appena in macchina iniziò a fare altri discorsi, col tempo sempre più insistenti: vuoi far parte del mondo dello spettacolo? Allora devi fare questo, questo, questo ripeteva sempre più esplicito anche se continuava a ribadire “è solo una tua scelta....”. Fra l’altro aveva i suoi problemi e le sue perversioni e iniziò a farmi paura. Se è vero che feci il grande errore di credere a una persona del genere, per fortuna quella sera a Riccione quando a cena mi diede l’ultimatum dicendo che avrebbe lasciato la sua camera d’albergo aperta in attesa chiamai mia madre e me ne andai a casa per sempre...” ha aggiunto, volendo specificare in chiusura: “Eros (Ramazzotti ndr.) lo conobbi dopo casualmente a Milano Marittima dove mia mamma era in vacanza”. Al profilo giuridico ci aveva invece appunto pensato abbondantemente l’avvocato Buongiorno. “Michelle ha sbagliato a mettersi in quella situazione, ma aveva 17 anni... il signor Mirri ripete le stesse cose da 20 anni” ha esordito, argomentando: “Non c’è diffamazione nell’intervista che Michelle ha rilasciato dopo tanto tempo sentendosi chiamata in causa, perché ci sono la continenza, l’interessa pubblico a tutela di tutte le minorenni (lo stesso Laudadio ha fatto bene a mettere in evidenza il pericolo) e la verità dei fatti. E siccome nelle parole capovolte esiste una morale, il teste chiave per la Hunziker è proprio Mirri che nei video fa capire chiaramente quali sono le condizioni per lavorare con lui e ripete in maniera identica lo schema e le parole che Michelle aveva detto”.

E qui ha snocciolato la detta strruttura quadrifasica. “In pratica ti dice: a) Nel mondo dello spettacolo bisogna saper fare sesso bene. B) Voi minorenni siete ingenue e inadeguate C) Ci penso io a farvi imparare con lo ‘sgrezzamento’ d) Il vero ricatto sessuale, sottile, contattando i genitori e dicendo alle ragazze “sei libera di decidere, ma se dici no non lavorerai più con me. E la prova documentale che si tratti di un ricatto ce la danno lui e i suoi legali producendo la lettera in cui lei gli scrive (dopo l’ultimatum di Riccione ndr. ) “mi sembra più giusto tornarmene a casa, non voglio rovinarti il resto del week end. Forse avevi ragione tu, non sono pronta”. Da qui la richiesta di assoluzione piena della sua assistita (“Michelle ha denunciato per fare uscire allo scoperto chi subisce certe cose ed è stranissimo vederla oggi sul banco degli imputati e non su un piedistallo” dirà poi a udienza finita), prima che il giudice rinviasse per le repliche e la sentenza al prossimo 23 settembre.

 

Nicola Strazzacapa