Riccione

L’Arcigay attacca ancora “Il vuoto, meglio Rimini”

Nel giorno delle prime nozze omosessuali della storia del comune Tonti si scaglia contro l’amministrazione

L’Arcigay attacca ancora “Il vuoto, meglio Rimini”

Marco Giampreti e Manuel Leopardi sposi. Con l’officiante William Casadei

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03/settembre/2016 - h. 01.37

Proprio nel giorno in cui due riccionesi, insieme da 20 anni, entrambi uomini hanno scritto la parola sì alla loro unione celebrando il rito davanti al consigliere Casadei divenendo di fatto la prima coppia omosessuale “certificata” del Comune di Riccione, anziché gioire per l’evento, l’Arcigay di Rimini torna (seconda volta in pochi giorni) a contestare duramente l’amministrazione comunale riccionese per bocca del suo presidente Marco
Tonti. 
Stavolta non c’entrano le unioni civili ma altro. ‘Quando un bando per l’assegnazione di spazi comunali alle associazioni fallisce con un tonfo nel vuoto così clamoroso - dice Tonti - dovrebbero essere le strutture amministrative a interrogarsi sul perché. La ragione è banale: l’assenza totale
di una strategia culturale e associativa di lungo respiro sul territorio cittadino.
Quando un’amministrazione mette per strada delle associazioni che arricchiscono il tessuto culturale cittadino tenendole per un anno nel
limbo, il segnale di disinteresse e disinvestimento è inequivocabile, e non deve sorprendere che molte associazioni si siano rifiutate di avallare un tale vuoto pneumatico di progettazione e di prospettive di collaborazione. Il metodo seguito (mettere per strada associazioni, lasciare spazi inutilizzati per un anno e fare un bando aleatorio nella forma, nei tempi e nei contenuti) è una conseguenza di un vuoto prospettico che si osserva del resto largamente nell’azione di questa amministrazione. Chi semina raccoglie. 
Per quanto riguarda Arcigay della provincia di Rimini, la nostra decisione è stata quella di cercare di intavolare un progetto di più ampia azione culturale
con l’amministrazione di Rimini, la quale invece si è distinta con un forte sostegno ai principi del Rimini Summer Pride e con un’adesione senza
tentennamenti ai valori di solidarietà e di parità per cui combattiamo da decenni, un percorso che ci auguriamo possa sfociare in una collaborazione
stabile e duratura che contribuisca alla cultura e all’economia della città come avviene in altri capoluoghi italiani”.
Proprio nel giorno in cui due riccionesi, insieme da 20 anni, entrambi uomini hanno scritto la parola sì alla loro unione celebrando il rito davanti al consigliere Casadei divenendo di fatto la prima coppia omosessuale “certificata” del Comune di Riccione, anziché gioire per l’evento, l’Arcigay di Rimini torna (seconda volta in pochi giorni) a contestare duramente l’amministrazione comunale riccionese per bocca del suo presidente MarcoTonti. 

Stavolta non c’entrano le unioni civili ma altro. ‘Quando un bando per l’assegnazione di spazi comunali alle associazioni fallisce con un tonfo nel vuoto così clamoroso - dice Tonti - dovrebbero essere le strutture amministrative a interrogarsi sul perché. La ragione è banale: l’assenza totale di una strategia culturale e associativa di lungo respiro sul territorio cittadino.

Quando un’amministrazione mette per strada delle associazioni che arricchiscono il tessuto culturale cittadino tenendole per un anno nel limbo, il segnale di disinteresse e disinvestimento è inequivocabile, e non deve sorprendere che molte associazioni si siano rifiutate di avallare un tale vuoto pneumatico di progettazione e di prospettive di collaborazione. Il metodo seguito (mettere per strada associazioni, lasciare spazi inutilizzati per un anno e fare un bando aleatorio nella forma, nei tempi e nei contenuti) è una conseguenza di un vuoto prospettico che si osserva del resto largamente nell’azione di questa amministrazione. Chi semina raccoglie. 

Per quanto riguarda Arcigay della provincia di Rimini, la nostra decisione è stata quella di cercare di intavolare un progetto di più ampia azione culturalecon l’amministrazione di Rimini, la quale invece si è distinta con un forte sostegno ai principi del Rimini Summer Pride e con un’adesione senzatentennamenti ai valori di solidarietà e di parità per cui combattiamo da decenni, un percorso che ci auguriamo possa sfociare in una collaborazionestabile e duratura che contribuisca alla cultura e all’economia della città come avviene in altri capoluoghi italiani”.