Rimini

Agente della Polizia di Stato in manette

Pesanti le accuse per un assistente capo 53enne originario di Bari, in forza all'aeroporto "Fellini"

Agente della Polizia di Stato in manette

Foto di repertorio

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06/settembre/2016 - h. 20.04

Le accuse in base alle quali è stato arrestato questa mattina un agente della polizia di Stato, in forza al posto di frontiera dell'aeroporto "Federico Fellini" sono pesanti: di truffa ai danni dello Stato, istigazione alla truffa assicurativa, truffa, indebito accesso alle banche dati delle Forze di Polizia, favoreggiamento della prostituzione in concorso e concussione.
L'uomo, un assistente capo 53enne originario di Bari, è finito in manette in esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare, firmata dal Gip Sonia Pasini, su richiesta del sostituto procuratore Davide Ercolani.
Le indagini sono partite dalle dichiarazioni di una prostituta, rese nel 2012, nella quali riferiva di avere ricevuto pressioni psicologiche dal poliziotto che l'aveva costretta a versare una ingente somma al suo sfruttatore. In una circostanza le avrebbe anche mostrato l'arma di ordinanza a scopo intimidatorio.
Durante l'attività investigativa iniziata nel 2014 è emerso che aveva anche prodotto reiterati certificati medici per malattie inesistenti che gli avevano permesso di stare lontano dai propri doveri lavorativi per circa un anno e sei mesi, producendo così un danno all'erario di oltre 65mila euro. Tale condotta era finalizzata al riconoscimento di un trattamento di favore per arrivare alla pensione anticipata. 
Durante una perquisizione a seguito della misura restrittiva si sono avuti ulteriori ridondanti sull'attività d'indagine essendo stati sequestrati elementi comprovanti le accuse dei reati del quale è accusato.
Le accuse in base alle quali è stato arrestato questa mattina un agente della polizia di Stato, in forza al posto di frontiera dell'aeroporto "Federico Fellini" sono pesanti: di truffa ai danni dello Stato, istigazione alla truffa assicurativa, truffa, indebito accesso alle banche dati delle Forze di Polizia, favoreggiamento della prostituzione in concorso e concussione.

L'uomo, un assistente capo 53enne originario di Bari, è finito in manette in esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare, firmata dal Gip Sonia Pasini, su richiesta del sostituto procuratore Davide Ercolani.

Le indagini sono partite dalle dichiarazioni di una prostituta, rese nel 2012, nella quali riferiva di avere ricevuto pressioni psicologiche dal poliziotto che l'aveva costretta a versare una ingente somma al suo sfruttatore. In una circostanza le avrebbe anche mostrato l'arma di ordinanza a scopo intimidatorio.
Durante l'attività investigativa iniziata nel 2014 è emerso che aveva anche prodotto reiterati certificati medici per malattie inesistenti che gli avevano permesso di stare lontano dai propri doveri lavorativi per circa un anno e sei mesi, producendo così un danno all'erario di oltre 65mila euro. Tale condotta era finalizzata al riconoscimento di un trattamento di favore per arrivare alla pensione anticipata. 

Durante una perquisizione a seguito della misura restrittiva si sono avuti ulteriori ridondanti sull'attività d'indagine essendo stati sequestrati elementi comprovanti le accuse dei reati del quale è accusato.