Rimini

Hunziker e Laudadio, Striscia l’assoluzione

Per il tribunale monocratico non diffamarono l’ex talent scout Rodolfo Mirri

Hunziker e Laudadio, Striscia l’assoluzione

L’inviato di Striscia Max Laudadio insieme all’avvocato Salvatore Pino

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25/settembre/2016 - h. 02.20

Assolti “perché il fatto non costituisce reato”. Michelle Hunziker e Max Laudadio, storico inviato di ‘Striscia la notizia’, non hanno diffamato in alcun modo Rodolfo ‘Rody’ Mirri, ex talent scout della conduttrice televisiva svizzera e titolare di uno studio professionale a Riccione.
Così ha deciso ieri pomeriggio il tribunale monocratico di Rimini nella figura del giudice Manuela Liverani, che ha assolto “per insufficienza di prove” lo
stesso Laudadio, la sua collaboratrice Michela Pica e le due comparse, Laura
Matucci e Loredana Magnani (tutti e quattro difesi dall’avvocato Salvatore Pino del foro di Milano), dai reati di sostituzione di persona, violazione di domicilio e interferenze illecita nella vita privata.
Il servizio incriminato, che è costato alla Hunziker (difesa dall’avvocato Giulia
Bongiorno) e a Laudadio il processo, risale al 17 marzo 2010. La troupe di ‘Striscia’, con tanto di apposite comparse, fece visita a Mirri (assistito dall’avvocato Paolo Botticelli) nel suo studio riccionese, lasciando intendere che l’uomo, avendo approfittato della sua veste di talent scout, avrebbe richiesto in alcune occasioni favori sessuali alle ragazze che si rivolgevano alla sua agenzia. 
Allusioni neppure troppo velate che la stessa Hunziker trasformò senza mezzi termini in accuse vere e proprie nell’intervista a corredo del servizio di Laudadio andato in onda su Canale 5 il 17 marzo del 2010. “Rodolfo Mirri? Lo conosco, purtroppo, è un incubo però lo conosco... Facevo la modella e avevo 17 anni. Quando feci la pubblicità della ‘Roberta’, che fece un bel po’ di clamore, mi propose di lavorare con lui. All’epoca Mirri aveva già 42-43 anni, sapeva parlare molto bene e mi assicurò che mi avrebbe fatta diventare famosissima.
Poi, un giorno, senza usare mezzi termini, mi disse: «Se vuoi continuare a lavorare in questo mondo, devi venire a letto con me». Ovviamente, non ci sono mai andata, anche di fronte a lavori che mi ingolosivano moltissimo. A 17 anni fu difficilissimo per me superare quell’ostacolo, perché a quell’età tu sei piena di sogni... e poi arrivano questi figuri qua che te li uccidono”, raccontò la showgirl svizzera nel corso dell’intervista incriminata. Che le costò la denuncia per diffamazione da parte di Mirri (”Ricatti sessuali? Ma quando mai! Non ho mai avuto comportamenti riprovevoli né verso la Hunziker né nei confronti di nessun’altra. Figuriamoci, anche il fidanzamento con Eros Ramazzotti è nato grazie a me”), una richiesta di risarcimento danni da un milione e mezzo di euro e un processo iniziato nel febbraio 2015.
Le richieste di condanna avanzate dal vice procuratore onorario Manuela Sisa, secondo cui “questo modo di fare giornalismo è Far West”, erano di un anno e quattro mesi di reclusione per Laudadio e di sei mesi per la Hunziker. Che ieri ha commentato così l’assoluzione: “Sono estremamente felice perché questa sentenza assolve me e condanna la violenza. Chi sogna di fare il mio mestiere ha tutto il diritto di provarci senza doversi mai piegare ad alcun ricatto, tantomeno a quello sessuale. Sono felice perché le battaglie di ‘Doppia difesa” (la fondazione impegnata da anni nella lotta alla violenza di genere, ndr) avranno nuove energie dopo questa sentenza e le giovani donne più coraggio a dire no ai soprusi”.
Lamberto Abbati
Assolti “perché il fatto non costituisce reato”. Michelle Hunziker e Max Laudadio, storico inviato di ‘Striscia la notizia’, non hanno diffamato in alcun modo Rodolfo ‘Rody’ Mirri, ex talent scout della conduttrice televisiva svizzera e titolare di uno studio professionale a Riccione.

Così ha deciso venerdì pomeriggio il tribunale monocratico di Rimini nella figura del giudice Manuela Liverani, che ha assolto “per insufficienza di prove” lo stesso Laudadio, la sua collaboratrice Michela Pica e le due comparse, Laura Matucci e Loredana Magnani (tutti e quattro difesi dall’avvocato Salvatore Pino del foro di Milano), dai reati di sostituzione di persona, violazione di domicilio e interferenze illecita nella vita privata.

Il servizio incriminato, che è costato alla Hunziker (difesa dall’avvocato Giulia Bongiorno) e a Laudadio il processo, risale al 17 marzo 2010. La troupe di ‘Striscia’, con tanto di apposite comparse, fece visita a Mirri (assistito dall’avvocato Paolo Botticelli) nel suo studio riccionese, lasciando intendere che l’uomo, avendo approfittato della sua veste di talent scout, avrebbe richiesto in alcune occasioni favori sessuali alle ragazze che si rivolgevano alla sua agenzia. 

Allusioni neppure troppo velate che la stessa Hunziker trasformò senza mezzi termini in accuse vere e proprie nell’intervista a corredo del servizio di Laudadio andato in onda su Canale 5 il 17 marzo del 2010. “Rodolfo Mirri? Lo conosco, purtroppo, è un incubo però lo conosco... Facevo la modella e avevo 17 anni. Quando feci la pubblicità della ‘Roberta’, che fece un bel po’ di clamore, mi propose di lavorare con lui. All’epoca Mirri aveva già 42-43 anni, sapeva parlare molto bene e mi assicurò che mi avrebbe fatta diventare famosissima.

Poi, un giorno, senza usare mezzi termini, mi disse: «Se vuoi continuare a lavorare in questo mondo, devi venire a letto con me». Ovviamente, non ci sono mai andata, anche di fronte a lavori che mi ingolosivano moltissimo. A 17 anni fu difficilissimo per me superare quell’ostacolo, perché a quell’età tu sei piena di sogni... e poi arrivano questi figuri qua che te li uccidono”, raccontò la showgirl svizzera nel corso dell’intervista incriminata. Che le costò la denuncia per diffamazione da parte di Mirri (”Ricatti sessuali? Ma quando mai! Non ho mai avuto comportamenti riprovevoli né verso la Hunziker né nei confronti di nessun’altra. Figuriamoci, anche il fidanzamento con Eros Ramazzotti è nato grazie a me”), una richiesta di risarcimento danni da un milione e mezzo di euro e un processo iniziato nel febbraio 2015.

Le richieste di condanna avanzate dal vice procuratore onorario Manuela Sisa, secondo cui “questo modo di fare giornalismo è Far West”, erano di un anno e quattro mesi di reclusione per Laudadio e di sei mesi per la Hunziker. Che ieri ha commentato così l’assoluzione: “Sono estremamente felice perché questa sentenza assolve me e condanna la violenza. Chi sogna di fare il mio mestiere ha tutto il diritto di provarci senza doversi mai piegare ad alcun ricatto, tantomeno a quello sessuale. Sono felice perché le battaglie di ‘Doppia difesa” (la fondazione impegnata da anni nella lotta alla violenza di genere, ndr) avranno nuove energie dopo questa sentenza e le giovani donne più coraggio a dire no ai soprusi”.

Lamberto Abbati