Riccione

Strangola la compagna poi tenta di suicidarsi

Moldava 46enne è stata uccisa da 54enne cesenate. Il corpo ritrovato nel suo appartamento

Strangola la compagna poi tenta di suicidarsi

Olga Matei

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07/ottobre/2016 - h. 11.25

Lei aveva deciso di lasciarlo, ma lui non accettava di perderla. Così, mercoledì sera, poco dopo le 20, all’interno di questo appartamento di viale
Dante 198, a Riccione, si è consumato l’ennesimo femminicidio. In un raptus di gelosia, Michele Castaldo, campano di 54 anni, ha stretto le mani intorno al collo di Olga Matei, moldava di 46, fino a strangolarla. Poi, dopo aver fatto rientro nella sua abitazione di Cesena, ha pensato di farla finita, senza però trovare il coraggio. L’indomani, ha inviato un sms alla sua cartomante che recitava: “Non c’hai preso, l’ho ammazzata. Basta, la faccio finita”. 
La donna, spaventata, ha avvertito i carabinieri di Cesena, che sono corsi
davanti all’abitazione dell’uomo. Quando hanno sfondato la porta, i militari l’hanno trovato lì, sul divano di casa, stordito da un mix di alcol e farmaci ingerito alcuni minuti prima del loro arrivo. Sul tavolino del soggiorno aveva lasciato un biglietto: “Ho ucciso Olga. Chiedo scusa a mia figlia”, e poi altre frasi sconclusionate.
Mentre Castaldo veniva trasferito d’urgenza all’ospedale, i carabinieri di Cesena si mettevano in contatto con i colleghi della Perla Verde. Appena entrati nell’appartamento di viale Dante 198, hanno trovato Olga riversa a terra, priva di vita, vicino alla porta d’ingresso. Era vestita, nei piedi un paio di ciabatte. In pochi minuti ecco arrivare sul posto anche il medico legale e il magistrato di turno, Davide Ercolani. Che ordinava l’immediato trasferimento
di Castaldo nel nosocomio riminese.
E’ lì che ieri pomeriggio il 54enne campano, già noto alle forze dell’ordine, è stato sentito dagli investigatori dell’Arma e dal pm alla presenza dell’avvocato d’ufficio Monica Castiglioni. “Ero andato a casa di Olga per chiarire, non volevo ucciderla - ha spiegato Castaldo -. Io ero geloso, mi infastidiva che altri uomini le scrivessero. Negli ultimi giorni le erano arrivati diversi sms da parte di alcuni corteggiatori. Lei mi ripeteva che non dovevo preoccuparmi, ma per uno come me non era semplice. Per amore infatti ho sofferto tanto, la mia ex moglie mi ha tradito e anche la donna che è venuta dopo di lei ha fatto lo stesso. Ad Olga ripetevo: «Se mi lasci anche tu, se mi lasci anche tu...»”. 
E in effetti la 46enne moldava ormai aveva deciso, voleva interrompere quella relazione nata un mese e mezzo prima. Glielo aveva detto senza mezzi termini, ma Castaldo non riusciva a farsene una ragione e mercoledì sera si è presentato davanti a casa di Olga con l’intenzione di ricucire lo strappo: “Sono salito in casa verso le 20, abbiamo parlato un po’ e bevuto un paio di bicchieri di vino. Poi abbiamo cominciato a litigare, sempre per lo stesso motivo, e in preda a un raptus le ho stretto le mani intorno al collo, soffocandola. La cartomante mi aveva assicurato che tra noi si sarebbe
sistemato tutto, ma si sbagliava”. 
Castaldo, che ieri ha trascorso la notte in via precauzionale all’Infermi di Rimini, questa mattina verrà trasferito nel carcere riminese dei Casetti. Il pm Davide Ercolani, infatti, ha disposto il fermo dell’uomo con l’accusa di omicidio volontario aggravato dai motivi futili e abbietti.
Lamberto Abbati
Lei aveva deciso di lasciarlo, ma lui non accettava di perderla. Così, mercoledì sera, poco dopo le 20, all’interno di questo appartamento di viale Dante 198, a Riccione, si è consumato l’ennesimo femminicidio. In un raptus di gelosia, Michele Castaldo, campano di 54 anni, ha stretto le mani intorno al collo di Olga Matei, moldava di 46, fino a strangolarla. Poi, dopo aver fatto rientro nella sua abitazione di Cesena, ha pensato di farla finita, senza però trovare il coraggio. L’indomani, ha inviato un sms alla sua cartomante che recitava: “Non c’hai preso, l’ho ammazzata. Basta, la faccio finita”. 

La donna, spaventata, ha avvertito i carabinieri di Cesena, che sono corsi davanti all’abitazione dell’uomo. Quando hanno sfondato la porta, i militari l’hanno trovato lì, sul divano di casa, stordito da un mix di alcol e farmaci ingerito alcuni minuti prima del loro arrivo. Sul tavolino del soggiorno aveva lasciato un biglietto: “Ho ucciso Olga. Chiedo scusa a mia figlia”, e poi altre frasi sconclusionate.

Mentre Castaldo veniva trasferito d’urgenza all’ospedale, i carabinieri di Cesena si mettevano in contatto con i colleghi della Perla Verde. Appena entrati nell’appartamento di viale Dante 198, hanno trovato Olga riversa a terra, priva di vita, vicino alla porta d’ingresso. Era vestita, nei piedi un paio di ciabatte. In pochi minuti ecco arrivare sul posto anche il medico legale e il magistrato di turno, Davide Ercolani. Che ordinava l’immediato trasferimentodi Castaldo nel nosocomio riminese.
E’ lì che ieri pomeriggio il 54enne campano, già noto alle forze dell’ordine, è stato sentito dagli investigatori dell’Arma e dal pm alla presenza dell’avvocato d’ufficio Monica Castiglioni. 

“Ero andato a casa di Olga per chiarire, non volevo ucciderla - ha spiegato Castaldo -. Io ero geloso, mi infastidiva che altri uomini le scrivessero. Negli ultimi giorni le erano arrivati diversi sms da parte di alcuni corteggiatori. Lei mi ripeteva che non dovevo preoccuparmi, ma per uno come me non era semplice. Per amore infatti ho sofferto tanto, la mia ex moglie mi ha tradito e anche la donna che è venuta dopo di lei ha fatto lo stesso. Ad Olga ripetevo: «Se mi lasci anche tu, se mi lasci anche tu...»”. 

E in effetti la 46enne moldava ormai aveva deciso, voleva interrompere quella relazione nata un mese e mezzo prima. Glielo aveva detto senza mezzi termini, ma Castaldo non riusciva a farsene una ragione e mercoledì sera si è presentato davanti a casa di Olga con l’intenzione di ricucire lo strappo: “Sono salito in casa verso le 20, abbiamo parlato un po’ e bevuto un paio di bicchieri di vino. Poi abbiamo cominciato a litigare, sempre per lo stesso motivo, e in preda a un raptus le ho stretto le mani intorno al collo, soffocandola. La cartomante mi aveva assicurato che tra noi si sarebbe sistemato tutto, ma si sbagliava”. 

Castaldo, che ieri ha trascorso la notte in via precauzionale all’Infermi di Rimini, questa mattina verrà trasferito nel carcere riminese dei Casetti. Il pm Davide Ercolani, infatti, ha disposto il fermo dell’uomo con l’accusa di omicidio volontario aggravato dai motivi futili e abbietti.

Lamberto Abbati