Rimini

La costrinsero a fare sesso, assolti due 15enni

La 14enne confidò il presunto abuso subìto ad opera del fidanzatino e di un amico alla psicologa della scuola

La costrinsero a fare sesso, assolti due 15enni

Foto di repertorio

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15/dicembre/2016 - h. 15.01

Assolti perché il fatto non sussiste. Così ha sentenziato il tribunale per i minorenni di Bologna, che ha scagionato i due 15enni riminesi accusati di violenza sessuale nei confronti di un’amica, anche lei all’epoca dei fatti minorenne. C’era voluto un anno per elaborare il presunto abuso - un rapporto sessuale completo contro la sua volontà - subìto da quello che era il suo fidanzatino e da un amico, emerso solo grazie all’aiuto della psicologa della scuola. I fatti risalgono al marzo del 2012. La ragazzina, all’epoca 14enne, esce dopo cena in compagnia del fidanzatino (difeso dagli avvocati Catia Gerboni e Lorenzo Valenti) e di due amici (tutti e tre 15enni). I quattro decidono di trascorrere la serata in spiaggia, ma lungo la strada si fermano in un supermarket per acquistare della vodka. Vogliono sentirsi grandi, anche se grandi non sono. 
Iniziano a bere, scherzano e ridono. Più diminuisce la vodka contenuta all’interno della bottiglia e più sale la sbornia. A un certo punto i due fidanzatini decidono di appartarsi. Sono entrambi disinibiti a causa dell’alcol
ingerito, iniziano a baciarsi e toccarsi. Lui vorrebbe spingersi oltre, ma lei frena: “Non così, non adesso... Siamo ubriachi e poi ci sono gli altri”. Lui però
insiste: “Dai, mica ci vedono. E poi me lo avevi promesso”. Ma la 14enne non
vuole saperne di concedersi. E’ allora che interviene uno dei due amici (difeso dall’avvocato Piero Ippoliti), che afferra la ragazzina per le braccia permettendo al fidanzatino di penetrarla.
Questo fu quello che successe quella sera, stando al racconto della vittima. Il tutto durò pochi minuti, poi i quattro tornarono a casa come se nulla fosse
accaduto. L’adolescente, però, da quel momento non è più la stessa, si sente strana, è turbata, arrabbiata. Nei mesi successivi il rendimento scolastico della 14enne cala drasticamente e, contestualmente, fioccano le prime note. Un disagio evidente, che la psicologa dell’istituto è brava a far emergere. Così, a un anno di distanza da quella violenza, la ragazzina confessa l’abuso. Immediata la denuncia dell’accaduto da parte della psicologa alle forze dell’ordine. La vicenda finisce davanti al tribunale dei minori di Bologna, che ieri ha assolto i due imputati.
A loro favore, oltre ad alcuni indizi contrastanti, ha giocato il fatto che nel diario segreto in cui la 14enne appuntava ogni cosa non vi fosse traccia
dell’orrore subito quella sera. Inoltre, sempre secondo il racconto due amici, la ragazzina avrebbe continuato ad uscire con loro per diverso tempo anche
dopo quella notte.
Assolti perché il fatto non sussiste. Così ha sentenziato il tribunale per i minorenni di Bologna, che ha scagionato i due 15enni riminesi accusati di violenza sessuale nei confronti di un’amica, anche lei all’epoca dei fatti minorenne. C’era voluto un anno per elaborare il presunto abuso - un rapporto sessuale completo contro la sua volontà - subìto da quello che era il suo fidanzatino e da un amico, emerso solo grazie all’aiuto della psicologa della scuola. I fatti risalgono al marzo del 2012. La ragazzina, all’epoca 14enne, esce dopo cena in compagnia del fidanzatino (difeso dagli avvocati Catia Gerboni e Lorenzo Valenti) e di due amici (tutti e tre 15enni). I quattro decidono di trascorrere la serata in spiaggia, ma lungo la strada si fermano in un supermarket per acquistare della vodka. Vogliono sentirsi grandi, anche se grandi non sono. 

Iniziano a bere, scherzano e ridono. Più diminuisce la vodka contenuta all’interno della bottiglia e più sale la sbornia. A un certo punto i due fidanzatini decidono di appartarsi. Sono entrambi disinibiti a causa dell’alcol ingerito, iniziano a baciarsi e toccarsi. Lui vorrebbe spingersi oltre, ma lei frena: “Non così, non adesso... Siamo ubriachi e poi ci sono gli altri”. Lui però insiste: “Dai, mica ci vedono. E poi me lo avevi promesso”. Ma la 14enne non vuole saperne di concedersi. E’ allora che interviene uno dei due amici (difeso dall’avvocato Piero Ippoliti), che afferra la ragazzina per le braccia permettendo al fidanzatino di penetrarla.

Questo fu quello che successe quella sera, stando al racconto della vittima. Il tutto durò pochi minuti, poi i quattro tornarono a casa come se nulla fosse accaduto. L’adolescente, però, da quel momento non è più la stessa, si sente strana, è turbata, arrabbiata. Nei mesi successivi il rendimento scolastico della 14enne cala drasticamente e, contestualmente, fioccano le prime note. Un disagio evidente, che la psicologa dell’istituto è brava a far emergere. Così, a un anno di distanza da quella violenza, la ragazzina confessa l’abuso. Immediata la denuncia dell’accaduto da parte della psicologa alle forze dell’ordine. La vicenda finisce davanti al tribunale dei minori di Bologna, che ieri ha assolto i due imputati.

A loro favore, oltre ad alcuni indizi contrastanti, ha giocato il fatto che nel diario segreto in cui la 14enne appuntava ogni cosa non vi fosse tracciadell’orrore subito quella sera. Inoltre, sempre secondo il racconto due amici, la ragazzina avrebbe continuato ad uscire con loro per diverso tempo anchedopo quella notte.