Rimini

Per salvare l’azienda si rivolge a un finto avvocato: truffato

Il titolare di una ditta di bici finita all’asta ha sborsato tremila euro a un sedicente professionista

Per salvare l’azienda si rivolge a un finto avvocato: truffato
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27/dicembre/2016 - h. 11.40

Voleva evitare a tutti i costi di perdere la sua azienda, finita all’asta dopo una serie di investimenti sbagliati, e su suggerimento di un amico si è affidato a un avvocato che però avvocato non era, finendo per essere truffato. La vittima è un imprenditore riminese, titolare di una nota ditta di biciclette della provincia pignoratagli dalle banche. Troppi i debiti accumulati dall’imprenditore per sperare di salvare la sua creatura. Eppure il 60enne riminese non si è arreso e, vedendo le prime aste andare deserte, ha chiesto la consulenza di un sedicente avvocato di Novara, un professionista del settore con un importante studio tributario. 
All’apertura della pratica il finto legale (che non avrebbe conseguito l’esame
di abilitazione) si è fatto consegnare subito 3mila euro, assicurando al suo cliente il ‘salvataggio’ dell’azienda. Come? Ottenendo la sospensione della procedura esecutiva. Con tanto di timbri e intestazione taroccate, il professionista ha girato all’imprenditore una mail con allegata l’ordinanza a firma del giudice (falsa anche questa) del tribunale di Rimini: “E’ tutto a posto, asta congelata”. Ma la buona notizia presto si è trasformata nell’ennesima menzogna, scoperta dall’imprenditore giusto in tempo per evitare l’invio del
secondo bonifico (questa volta da 5mila euro) al sedicente avvocato. Che ora finirà nei guai per falso in atto pubblico, truffa ed esercizio abusivo della
professione. Già, perché l’imprenditore, dopo aver scoperto il raggiro e aver perso la sua azienda, si è rivolto a un vero avvocato, Massimiliano Orrù, incaricandolo di sporgere denuncia nei confronti del finto legale.
Voleva evitare a tutti i costi di perdere la sua azienda, finita all’asta dopo una serie di investimenti sbagliati, e su suggerimento di un amico si è affidato a un avvocato che però avvocato non era, finendo per essere truffato. La vittima è un imprenditore riminese, titolare di una nota ditta di biciclette della provincia pignoratagli dalle banche. Troppi i debiti accumulati dall’imprenditore per sperare di salvare la sua creatura. Eppure il 60enne riminese non si è arreso e, vedendo le prime aste andare deserte, ha chiesto la consulenza di un sedicente avvocato di Novara, un professionista del settore con un importante studio tributario. 

All’apertura della pratica il finto legale (che non avrebbe conseguito l’esamedi abilitazione) si è fatto consegnare subito 3mila euro, assicurando al suo cliente il ‘salvataggio’ dell’azienda. Come? Ottenendo la sospensione della procedura esecutiva. Con tanto di timbri e intestazione taroccate, il professionista ha girato all’imprenditore una mail con allegata l’ordinanza a firma del giudice (falsa anche questa) del tribunale di Rimini: “E’ tutto a posto, asta congelata”. Ma la buona notizia presto si è trasformata nell’ennesima menzogna, scoperta dall’imprenditore giusto in tempo per evitare l’invio delsecondo bonifico (questa volta da 5mila euro) al sedicente avvocato. Che ora finirà nei guai per falso in atto pubblico, truffa ed esercizio abusivo dellaprofessione. Già, perché l’imprenditore, dopo aver scoperto il raggiro e aver perso la sua azienda, si è rivolto a un vero avvocato, Massimiliano Orrù, incaricandolo di sporgere denuncia nei confronti del finto legale.