Rimini

Detenuto per protesta si cuce la bocca

L'autore del gesto autolesionista è un algerino 39enne rinchiuso nel carcere dei Casetti di Rimini

Detenuto per protesta si cuce la bocca

Foto di repertorio

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03/gennaio/2017 - h. 17.50

Ha preso ago e filo, comprati regolarmente allo spaccio del carcere, e in cella si è cucito le labbra. Si tratta di un gesto autolesionista messo in atto oggi pomeriggio da un 39enne algerino detenuto nel carcere dei Casetti di Rimini. Soccorso dagli agenti della polizia Penitenziaria, il nordafricano è stato portato nell'infermeria della Casa Circondariale per la cura delle ferite riportate.
Un atto forte quello accaduto nel carcere di Rimini dove, stando a quanto riferito Francesco Campobasso Segretario Regionale e Massimiliano Vitale Dlegato Regionale del Sappe, persiste una situazione di criticità che da tempo viene denunciata e per la quale il sindacato degli Agenti è pronta ad 
indire lo stato di agitazione con la predisposizione di "iniziative volte a sensibilizzare l’amministrazione penitenziaria nel considerare le problematiche riscontrate e che, con il passar del tempo, si acuiscono sempre maggiormente".
Episodi come quelli di oggi non sarebbero una novità nel carcere, soprattutto da parte di detenuti di fede islamica. Ci sono stati casi di autolesionismo dove sono state ingerite pile o lamette, oppure bevuti dei detersivi. "Vanno risolte - secondo i due sindacalisti - urgentamente le seguenti criticità: carenza d’organico di almeno 44 unità; assenza di un Funzionario in grado di supportare l’attuale Comandante del Reparto; assenza di un Direttore effettivo ed assegnato in pianta stabile alla struttura riminese; la necessità di indire interpelli nazionali e regionali, in grado di integrare, nelle more di assegnazioni effettive, il contingente di polizia Penitenziaria di Rimini in particolar modo, nei periodi estivi".
Ha preso ago e filo, comprati regolarmente allo spaccio del carcere, e in cella si è cucito le labbra. Si tratta di un gesto autolesionista messo in atto oggi pomeriggio da un 39enne algerino detenuto nel carcere dei Casetti di Rimini. Soccorso dagli agenti della polizia Penitenziaria, il nordafricano è stato portato nell'infermeria della Casa Circondariale per la cura delle ferite riportate.

Un atto forte quello accaduto nel carcere di Rimini dove, stando a quanto riferito Francesco Campobasso Segretario Regionale e Massimiliano Vitale Dlegato Regionale del Sappe, persiste una situazione di criticità che da tempo viene denunciata e per la quale il sindacato degli Agenti è pronta ad indire lo stato di agitazione con la predisposizione di "iniziative volte a sensibilizzare l’amministrazione penitenziaria nel considerare le problematiche riscontrate e che, con il passar del tempo, si acuiscono sempre maggiormente".

Episodi come quelli di oggi non sarebbero una novità nel carcere, soprattutto da parte di detenuti di fede islamica. Ci sono stati casi di autolesionismo dove sono state ingerite pile o lamette, oppure bevuti dei detersivi. "Vanno risolte - secondo i due sindacalisti - urgentamente le seguenti criticità: carenza d’organico di almeno 44 unità; assenza di un Funzionario in grado di supportare l’attuale Comandante del Reparto; assenza di un Direttore effettivo ed assegnato in pianta stabile alla struttura riminese; la necessità di indire interpelli nazionali e regionali, in grado di integrare, nelle more di assegnazioni effettive, il contingente di polizia Penitenziaria di Rimini in particolar modo, nei periodi estivi".