Rimini

In balia del marito padrone per 13 anni

Una 37enne di Bellaria Igea Marina è stata costretta a subire insulti, minacce e percosse di ogni tipo

In balia del marito padrone per 13 anni
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27/gennaio/2017 - h. 10.52

Ha trovato la forza di denunciare il marito dopo 13 anni di soprusi, umiliazioni,
insulti, minacce e percosse. Ha deciso di dire basta a quell’inferno per paura che la situazione potesse degenerare. L’ha fatto per salvaguardare se stessa,
ma anche i due figli minori che in diverse occasioni avrebbero assistito a vere e proprie aggressioni. Dopo la denuncia sporta un mese fa ai carabinieri di Bellaria, che hanno svolto accurate indagini coordinate dal sostituto procuratore Davide Ercolani, una 37enne pugliese, residente a Bellaria Igea
Marina, ha finalmente potuto tirare un sospiro di sollievo. I militari, infatti, nel tardo pomeriggio di ieri hanno notificato al marito, anche lui di 37 anni e originario della Puglia, il divieto di avvicinamento all’abitazione della moglie e ai luoghi da lei frequentati. Inoltre dovrà tenere una distanza di almeno un
chilometro dalla donna e non potrà contattarla in alcun modo. 
Le accuse nei suoi confronti sono di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. L’uomo in tutti questi anni - a detta della 37enne - si era comportato da marito-padrone: le consegnava non più di 10 euro al giorno per far fronte alle spese di casa, le impediva di utilizzare internet, di esprimere opinioni in sua presenza e persino di prendere decisioni che riguardassero i figli. Quando lei osava contraddirlo erano minacce, insulti e botte: “Hai tre giorni di tempo per andartene da questa casa, altrimenti ti
ammazzo”, “ti tolgo i figli e non ti do una lira”, “sei una nullità, mi fai schifo”. 
Ultimamente la donna, a causa delle percosse subite, era dovuta ricorrere alle cure dei sanitari. In un caso a spingerla al pronto soccorso anche una violenta crisi di panico dovuta allo stato di continua soggezione e terrore in cui era costretta a vivere. Terrore derivante anche dall’acquisto di un cane, che il
marito era solito aizzare contro la moglie, essendo a conoscenza della sua fobia.
“Dal racconto della donna, ritenuto assolutamente credibile - scrive il pm -, emerge l’immagine di un uomo avvezzo alla violenza, ma anche alle sopraffazioni morali e materiali... Adoperava in modo sistematico le percosse per dirimere le divergenze familiari, benché ciò accadesse tre, quattro volte al mese a differenza delle molestie verbali che erano invece all’ordine del giorno”. Da qui il divieto di avvicinamento alla moglie notificato ieri dai carabinieri di Bellaria al 37enne pugliese, difeso dall’avvocato Igor Bassi.
Lamberto Abbati
Ha trovato la forza di denunciare il marito dopo 13 anni di soprusi, umiliazioni, insulti, minacce e percosse. Ha deciso di dire basta a quell’inferno per paura che la situazione potesse degenerare. L’ha fatto per salvaguardare se stessa,ma anche i due figli minori che in diverse occasioni avrebbero assistito a vere e proprie aggressioni. Dopo la denuncia sporta un mese fa ai carabinieri di Bellaria, che hanno svolto accurate indagini coordinate dal sostituto procuratore Davide Ercolani, una 37enne pugliese, residente a Bellaria IgeaMarina, ha finalmente potuto tirare un sospiro di sollievo. I militari, infatti, nel tardo pomeriggio di ieri hanno notificato al marito, anche lui di 37 anni e originario della Puglia, il divieto di avvicinamento all’abitazione della moglie e ai luoghi da lei frequentati. Inoltre dovrà tenere una distanza di almeno un chilometro dalla donna e non potrà contattarla in alcun modo. 

Le accuse nei suoi confronti sono di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. L’uomo in tutti questi anni - a detta della 37enne - si era comportato da marito-padrone: le consegnava non più di 10 euro al giorno per far fronte alle spese di casa, le impediva di utilizzare internet, di esprimere opinioni in sua presenza e persino di prendere decisioni che riguardassero i figli. Quando lei osava contraddirlo erano minacce, insulti e botte: “Hai tre giorni di tempo per andartene da questa casa, altrimenti tiammazzo”, “ti tolgo i figli e non ti do una lira”, “sei una nullità, mi fai schifo”. 

Ultimamente la donna, a causa delle percosse subite, era dovuta ricorrere alle cure dei sanitari. In un caso a spingerla al pronto soccorso anche una violenta crisi di panico dovuta allo stato di continua soggezione e terrore in cui era costretta a vivere. Terrore derivante anche dall’acquisto di un cane, che ilmarito era solito aizzare contro la moglie, essendo a conoscenza della sua fobia.

“Dal racconto della donna, ritenuto assolutamente credibile - scrive il pm -, emerge l’immagine di un uomo avvezzo alla violenza, ma anche alle sopraffazioni morali e materiali... Adoperava in modo sistematico le percosse per dirimere le divergenze familiari, benché ciò accadesse tre, quattro volte al mese a differenza delle molestie verbali che erano invece all’ordine del giorno”. Da qui il divieto di avvicinamento alla moglie notificato ieri dai carabinieri di Bellaria al 37enne pugliese, difeso dall’avvocato Igor Bassi.

Lamberto Abbati