Rimini - Cesena

Operazione "Felix", sgominata banda di spacciatori in Valmarecchia

Arrestate 9 persone. Perquisizioni anche a Rimini e nelle Province di Pesaro- Urbino e Forlì-Cesena

Operazione "Felix", sgominata banda di spacciatori in Valmarecchia
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15/febbraio/2017 - h. 18.57

 

Alle prime luci dell’alba i militari della Compagnia Carabinieri di Novafeltria con l’ausilio di 2 unità del Nucleo Cinofili CC di Bologna, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 7 soggetti ritenuti responsabili, in concorso, di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, di cui 5 arrestati e 2 sottoposti all’obbligo di dimora con prescrizioni. Dieci le perquisizioni eseguite in Alta Valmarecchia, Rimini e nelle Province di Pesaro- Urbino e Forlì-Cesena. Oltre quaranta i militari provenienti da tutti i Reparti del Comando Provinciale CC di Rimini impiegati nella fase esecutiva odierna.
Le persone destinatarie di misura cautelare: L. D., 36enne residente a Montecopiolo; Z. F., 34enne residente a Perticara di Novafeltria; L. I., 24enne residente a Sant’Agata Feltria; B. N., 26enne domiciliato a Verucchio; P. I., 24enne residente a Mercato Saraceno; G.E., 27 enne residente a Sant’Agata Feltria; L.S., 31 enne residente a Perticara di Novafeltria.
I provvedimenti restrittivi, emessi dal G.I.P. del Tribunale di Rimini Fiorella Casadei, su richiesta del PM dott. Davide Ercolani, sono stati richiesti al termine di un’articolata e complessa attività di indagine condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Novafeltria su dei giovani spacciatori gravitanti nel capoluogo feltresco, in particolare nella frazione di Perticara, ma che rifornivano “clienti” da tutta l’Alta Valmarecchia, “sconfinando” anche nelle Province di Pesaro-Urbino, Forlì-Cesena e Arezzo, con dei collegamenti su Rimini.
Emergeva un’intensa attività di spaccio di droga soprattutto cocaina, ma anche marijuana e hascish, nei pressi di una nota sala giochi con come protagonisti - nella fase iniziale delle indagini - le figure apicali di due fratelli di origini balcaniche L.D. e L.I. e di un altro, di origine siciliana, Z. F.. 
L’indagine, denominata “Felix” parafrasando il nome di uno dei soggetti, iniziava da un semplice controllo, durante il quale venivano sorpresi alcuni ragazzi del luogo in possesso di una decina di grammi di cocaina e di marijuana Alla luce di quanto emerso veniva avanzata una scrupolosa e meticolosa attività di indagine con prolungati servizi di pedinamento, osservazione e controllo del territorio che permetteva, agli investigatori, di delineare la responsabilità dei tre soggetti.
L’attività di indagine appariva immediatamente complessa anche in ragione del fatto che le abitazioni di L. D. e dello Z. F. erano collocate all’inizio ed alla fine della Frazione Perticara, con vista sulla strada di accesso principale, i due, quindi, avevano attuato un ingegnoso sistema di “alert” tramite le cosiddette “vedette” monitorando i passaggi dei veicoli in uso ai Carabinieri.
Pur operando con delle difficoltà oggettive date anche dall’orografia del territorio e dal contesto sociale di tipo rurale - grazie anche all’ausilio di indagini tecniche – nell’estate 2015 l’indagine prendeva una decisiva accelerazione che portava all’individuazione di altri due soggetti, un 27enne di Novafeltria ed un 28enne di Verghereto che venivano denunciati, per spaccio di cocaina e hashish e, solo qualche giorno dopo, consentiva di arrestare un ulteriore componente del sodalizio G.E. 26enne di Sant’Agata Feltria, anch’egli oggi destinatario di provvedimento cautelare. 
Nel contesto veniva stabilito che G.E. coadiuvava L.D. - detto “lo zingaro” - sia nell’approvvigionamento di consistenti quantitativi di stupefacenti, sia nell’attività di spaccio e ripartizione dei guadagni. Quest’ultimo era noto fra i “clienti” per la convinzione con la quale proponeva l’eccelsa qualità della droga offerta, tanto da cederla addirittura “a credito”, certo com’era, dell’apprezzamento che avrebbe riscosso dalla sua clientela, dimostrando così inaspettate doti di “marketing”. Emergevano inoltre altre “astuzie” ed accorgimenti tesi a non destare sospetto negli investigatori, infatti i cosiddetti “viaggi” erano effettuati insieme alle rispettive consorti che nella maggior parte dei casi si ponevano alla guida dei veicoli utilizzati. 
Seguivano ulteriori arresti in flagranza - in due distinte occasioni - nei confronti di un 39enne di Carpegna e di una coppia residente in località Perticara di Novafeltria, con il sequestro complessivo di oltre un etto di stupefacente, giungendo anche ad individuare meglio i veri e propri “canali” di spaccio, strutturati per territorio: P.I. e B.N. costituivano ramificazioni della zona di confine con la Toscana le Marche e la Provincia di Forli-Cesena.
Questi ultimi soggetti adottavano una strategia di spaccio che comprendeva anche il contatto “diretto”, senza preventivi contatti telefonici, per accordarsi con i “clienti”, sfruttando momenti di socializzazione come partite di calcetto e tornei amatoriali locali, circostanze in cui entravano in contatto con molti coetanei dell’Alta Valmarecchia senza esporsi eccessivamente o destare particolare sospetto.
Complessivamente, nel corso delle indagini e nella fase esecutiva odierna sono state arrestate, per spaccio di droga, 9 persone, 2 sottoposti alla misura dell’obbligo di dimora con prescrizioni, 17 denunciate e segnalati 27 “clienti”. Sequestrati diversi etti di  cocaina, marijuana, hascish ed alcune piante di cannabis. B.I. è stato anche denunciato per la detenzione di un coltello a serramanico rinvenuto nel corso dell’odierna perquisizione.
Alle prime luci dell’alba i militari della Compagnia Carabinieri di Novafeltria con l’ausilio di 2 unità del Nucleo Cinofili CC di Bologna, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 7 soggetti ritenuti responsabili, in concorso, di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, di cui 5 arrestati e 2 sottoposti all’obbligo di dimora con prescrizioni. Dieci le perquisizioni eseguite in Alta Valmarecchia, Rimini e nelle Province di Pesaro- Urbino e Forlì-Cesena. Oltre quaranta i militari provenienti da tutti i Reparti del Comando Provinciale CC di Rimini impiegati nella fase esecutiva odierna.

Le persone destinatarie di misura cautelare: Driton Ljugbunari, 36enne residente a Montecopiolo; Felice Zavaglia, 34enne residente a Perticara di Novafeltria; Ibrahim Ljugbunari, 24enne residente a Sant’Agata Feltria; Nicola Bovi, 26enne domiciliato a Verucchio; Ivan Piscaglia, 24enne residente a Mercato Saraceno; G.E., 27enne residente a Sant’Agata Feltria; L.S., 31enne residente a Perticara di Novafeltria.

I provvedimenti restrittivi, emessi dal G.I.P. del Tribunale di Rimini Fiorella Casadei, su richiesta del PM Davide Ercolani, sono stati richiesti al termine di un’articolata e complessa attività di indagine condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Novafeltria su dei giovani spacciatori gravitanti nel capoluogo feltresco, in particolare nella frazione di Perticara, ma che rifornivano “clienti” da tutta l’Alta Valmarecchia, “sconfinando” anche nelle Province di Pesaro-Urbino, Forlì-Cesena e Arezzo, con dei collegamenti su Rimini.

Emergeva un’intensa attività di spaccio di droga soprattutto cocaina, ma anche marijuana e hascish, nei pressi di una nota sala giochi con come protagonisti - nella fase iniziale delle indagini - le figure apicali di due fratelli di origini balcaniche L.D. e L.I. e di un altro, di origine siciliana, Z. F.. L’indagine, denominata “Felix” parafrasando il nome di uno dei soggetti, iniziava da un semplice controllo, durante il quale venivano sorpresi alcuni ragazzi del luogo in possesso di una decina di grammi di cocaina e di marijuana. Alla luce di quanto emerso veniva avanzata una scrupolosa e meticolosa attività di indagine con prolungati servizi di pedinamento, osservazione e controllo del territorio che permetteva, agli investigatori, di delineare la responsabilità dei tre soggetti.

L’attività di indagine appariva immediatamente complessa anche in ragione del fatto che le abitazioni di L. D. e dello Z. F. erano collocate all’inizio ed alla fine della frazione Perticara, con vista sulla strada di accesso principale, i due, quindi, avevano attuato un ingegnoso sistema di “alert” tramite le cosiddette “vedette” monitorando i passaggi dei veicoli in uso ai Carabinieri.Pur operando con delle difficoltà oggettive date anche dall’orografia del territorio e dal contesto sociale di tipo rurale - grazie anche all’ausilio di indagini tecniche – nell’estate 2015 l’indagine prendeva una decisiva accelerazione che portava all’individuazione di altri due soggetti, un 27enne di Novafeltria ed un 28enne di Verghereto che venivano denunciati, per spaccio di cocaina e hashish e, solo qualche giorno dopo, consentiva di arrestare un ulteriore componente del sodalizio G.E. 26enne di Sant’Agata Feltria, anch’egli oggi destinatario di provvedimento cautelare. 

Nel contesto veniva stabilito che G.E. coadiuvava L.D. - detto “lo zingaro” - sia nell’approvvigionamento di consistenti quantitativi di stupefacenti, sia nell’attività di spaccio e ripartizione dei guadagni. Quest’ultimo era noto fra i “clienti” per la convinzione con la quale proponeva l’eccelsa qualità della droga offerta, tanto da cederla addirittura “a credito”, certo com’era, dell’apprezzamento che avrebbe riscosso dalla sua clientela, dimostrando così inaspettate doti di “marketing”. Emergevano inoltre altre “astuzie” ed accorgimenti tesi a non destare sospetto negli investigatori, infatti i cosiddetti “viaggi” erano effettuati insieme alle rispettive consorti che nella maggior parte dei casi si ponevano alla guida dei veicoli utilizzati. 

Seguivano ulteriori arresti in flagranza - in due distinte occasioni - nei confronti di un 39enne di Carpegna e di una coppia residente in località Perticara di Novafeltria, con il sequestro complessivo di oltre un etto di stupefacente, giungendo anche ad individuare meglio i veri e propri “canali” di spaccio, strutturati per territorio: P.I. e B.N. costituivano ramificazioni della zona di confine con la Toscana le Marche e la Provincia di Forli-Cesena.Questi ultimi soggetti adottavano una strategia di spaccio che comprendeva anche il contatto “diretto”, senza preventivi contatti telefonici, per accordarsi con i “clienti”, sfruttando momenti di socializzazione come partite di calcetto e tornei amatoriali locali, circostanze in cui entravano in contatto con molti coetanei dell’Alta Valmarecchia senza esporsi eccessivamente o destare particolare sospetto.

Complessivamente, nel corso delle indagini e nella fase esecutiva odierna sono state arrestate, per spaccio di droga, 9 persone, 2 sottoposti alla misura dell’obbligo di dimora con prescrizioni, 17 denunciate e segnalati 27 “clienti”. Sequestrati diversi etti di  cocaina, marijuana, hascish ed alcune piante di cannabis. B.I. è stato anche denunciato per la detenzione di un coltello a serramanico rinvenuto nel corso dell’odierna perquisizione.