Cattolica

Arrestato lo stupratore di una 18enne

La ragazza fu violentata il 2 agosto nei bagni della stazione ferroviaria di Cattolica

Arrestato lo stupratore di una 18enne
| Altro
N. Commenti 0

12/agosto/2017 - h. 14.28

Nel pomeriggio di ieri sono scattate le manette per un cittadino nigeriano di 29 anni, Jeffrey Oni Oboh, in possesso di permesso di soggiorno in quanto richiedente protezione internazionale, responsabile di lesioni personali e violenza sessuale commessa il 2 agosto, presso la stazione ferroviaria di Cattolica, nei confronti una giovane ragazza poco più che diciottenne.
La ragazza, residente a Pesaro, si era presentata al pronto soccorso dell’Ospedale di Pesaro in preda a forti dolori addominali la sera del 4 agosto. Nel prestarle i primi soccorsi, la ragazza, aveva riferito ai sanitari di essere stata vittima di violenza sessuale consumata alle ore 18.00 di mercoledì 2 agosto 2017, all’interno dei bagni pubblici della stazione ferroviaria di Cattolica, ad opera di un connazionale conosciuto casualmente il 31 luglio precedente. La donna per i forti dolori veniva ricoverata nel reparto di ginecologia .
Stando al suo racconto, quella sera, terminato il lavoro che svolgeva presso un supermercato di cattolichino, mentre a piedi stava raggiungendo il capolinea dei pullman posto nei pressi della stazione Ferroviaria, per far ritorno in Pesaro è stata avvicinata da un uomo, conosciuto di vista due giorni prima, il quale l’aveva “accompagnata” per un tratto di strada. Giunti alla fermata dei pullman, l’uomo con una scusa, si è fatto accompagnare sino ai bagni pubblici ove improvvisamente l’ha afferrata per un braccio e costretta a entrare nei bagni delle donne, chiudendo la porta alle spalle con un chiavistello per poi violentarla: a nulla sono valse le implorazioni della ragazza, affinché quella violenza non avvenisse così come a nulla sono serviti i suoi tentativi di chiedere aiuto poiché immobilizzata dall’uomo. 
La ragazza però approfittando della momentanea assenza dell’uomo, uscito dal bagno per lavarsi le mani in un lavandino nell’antibagno ed avendo visto lo stesso riporre un telefonino all’interno della borsa momentaneamente abbandonata incustodita, lo ha estratto digitando il numero del proprio fidanzato al quale, in tutta fretta e senza ulteriori spiegazioni, gli ha chiesto di memorizzare quel numero, riponendo nuovamente l’apparecchio nella borsa del suo violentatore. 
L’uomo ha avvertito la donna che si sarebbero rivisti il giorno successivo. 
Terrorizzata, la donna saliva sul pullman senza chiedere alcun aiuto per poi raggiungere la propria residenza, senza proferire parola con alcuno di quanto accadutole.
Gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Rimini, informati del fatto dai sanitari dell'ospedale pesarese, hanno iniziato ogni accertamento al fine di identificare l’autore della violenza sessuale. Il primo accertamento ha riguardato proprio l’utenza mobile segnalata dalla ragazza al proprio fidanzato a seguito la telefonata: quell’utenza risultava a un uomo che la donna non conosceva.
Sussistendo il dubbio che l’autore di quell’infame delitto potesse ritornare presso il supermercato ove tutto aveva avuto inizio, gli agenti hanno pure iniziato un lungo  servizio di osservazione che ieri, intorno alle ore 11 circa, ha dato i suoi esiti poiché ha permesso il rintraccio e il controllo del cittadino nigeriano intestatario dell’utenza in uso al violentatore dalla quale aveva digitato il numero del proprio ragazzo. Costui, sottoposto a perquisizione personale e successivamente locale presso il suo domicilio veniva trovato in possesso di un paio di apparecchi telefonici, ma nessuno dei due con la sim card di quel numero. 
L’uomo ha però riferito di condividere la propria camera da letto con un altro connazionale e che questi aveva in suo uso proprio l’utenza in questione, gli investigatori, ritenendo che il violentatore fosse proprio colui, si sono posti sulle sue tracce. Invitato dal locale ufficio Immigrazione a presentarsi per regolarizzare la sua posizione in Italia l’uomo si è presentato presso gli Uffici della Questura: gli agenti l'hanno sottoposto a perquisizione personale ed è stato trovato in possesso di un apparecchio cellulare Nokia con l’utenza in questione. Gli investigatori hanno provveduto a sottoporre a fermo l’uomo per lesioni personali e violenza sessuale, associandolo presso la casa circondariale riminese.
Nel pomeriggio di ieri sono scattate le manette per un cittadino nigeriano di 29 anni, Jeffrey Oni Oboh, in possesso di permesso di soggiorno in quanto richiedente protezione internazionale, responsabile di lesioni personali e violenza sessuale commessa il 2 agosto, presso la stazione ferroviaria di Cattolica, nei confronti una giovane ragazza poco più che diciottenne.

La ragazza, residente a Pesaro, si era presentata al pronto soccorso dell’Ospedale di Pesaro in preda a forti dolori addominali la sera del 4 agosto. Nel prestarle i primi soccorsi, la ragazza, aveva riferito ai sanitari di essere stata vittima di violenza sessuale consumata alle ore 18,00 di mercoledì 2 agosto 2017, all’interno dei bagni pubblici della stazione ferroviaria di Cattolica, ad opera di un connazionale conosciuto casualmente il 31 luglio precedente. La donna per i forti dolori veniva ricoverata nel reparto di ginecologia.

Stando al suo racconto, quella sera, terminato il lavoro che svolgeva presso un supermercato di cattolichino, mentre a piedi stava raggiungendo il capolinea dei pullman posto nei pressi della stazione Ferroviaria, per far ritorno in Pesaro è stata avvicinata da un uomo, conosciuto di vista due giorni prima, il quale l’aveva “accompagnata” per un tratto di strada. Giunti alla fermata dei pullman, l’uomo con una scusa, si è fatto accompagnare sino ai bagni pubblici ove improvvisamente l’ha afferrata per un braccio e costretta a entrare nei bagni delle donne, chiudendo la porta alle spalle con un chiavistello per poi violentarla: a nulla sono valse le implorazioni della ragazza, affinché quella violenza non avvenisse così come a nulla sono serviti i suoi tentativi di chiedere aiuto poiché immobilizzata dall’uomo. 

La ragazza però approfittando della momentanea assenza dell’uomo, uscito dal bagno per lavarsi le mani in un lavandino nell’antibagno ed avendo visto lo stesso riporre un telefonino all’interno della borsa momentaneamente abbandonata incustodita, lo ha estratto digitando il numero del proprio fidanzato al quale, in tutta fretta e senza ulteriori spiegazioni, gli ha chiesto di memorizzare quel numero, riponendo nuovamente l’apparecchio nella borsa del suo violentatore. 

L’uomo ha avvertito la donna che si sarebbero rivisti il giorno successivo. Terrorizzata, la donna saliva sul pullman senza chiedere alcun aiuto per poi raggiungere la propria residenza, senza proferire parola con alcuno di quanto accadutole.

Gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Rimini, informati del fatto dai sanitari dell'ospedale pesarese, hanno iniziato ogni accertamento al fine di identificare l’autore della violenza sessuale. Il primo accertamento ha riguardato proprio l’utenza mobile segnalata dalla ragazza al proprio fidanzato a seguito la telefonata: quell’utenza risultava a un uomo che la donna non conosceva.

Sussistendo il dubbio che l’autore di quell’infame delitto potesse ritornare presso il supermercato ove tutto aveva avuto inizio, gli agenti hanno pure iniziato un lungo  servizio di osservazione che ieri, intorno alle ore 11 circa, ha dato i suoi esiti poiché ha permesso il rintraccio e il controllo del cittadino nigeriano intestatario dell’utenza in uso al violentatore dalla quale aveva digitato il numero del proprio ragazzo. Costui, sottoposto a perquisizione personale e successivamente locale presso il suo domicilio veniva trovato in possesso di un paio di apparecchi telefonici, ma nessuno dei due con la sim card di quel numero. 

L’uomo ha però riferito di condividere la propria camera da letto con un altro connazionale e che questi aveva in suo uso proprio l’utenza in questione, gli investigatori, ritenendo che il violentatore fosse proprio colui, si sono posti sulle sue tracce. Invitato dal locale ufficio Immigrazione a presentarsi per regolarizzare la sua posizione in Italia l’uomo si è presentato presso gli Uffici della Questura: gli agenti l'hanno sottoposto a perquisizione personale ed è stato trovato in possesso di un apparecchio cellulare Nokia con l’utenza in questione. Gli investigatori hanno provveduto a sottoporre a fermo l’uomo per lesioni personali e violenza sessuale, associandolo presso la casa circondariale riminese.