Rimini

Sopralluogo di Comune e Soprintendenza al 'cantiere Tiberio'

Rimossa per il restauro l’epigrafe storica dei lavori del 1751

Sopralluogo di Comune e Soprintendenza al 'cantiere Tiberio'
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31/agosto/2017 - h. 02.57

Nuovo sopralluogo ieri mattina della Soprintendenza al cantiere del Tiberio 4 che è stata l’occasione per un confronto sullo stato d’avanzamento dei lavori e sulla loro programmazione alla riapertura dopo la pausa ferragostana. Confronto e verifica che ha confermato come i lavori procedano in linea con quanto definito da progetto approvato dal Comune di Rimini e autorizzato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì – Cesena e Rimini.
Primo atto dopo la riapertura del cantiere avvenuta lunedì scorso è stata la rimozione, dell’epigrafe in pietra calcarea posta attualmente sulle mura lato porto in prossimità del ponte di Tiberio Rimini. Un’epigrafe di grande importanza storica perché proprio posta a memoria dell’intervento di restauro e ricostruzione delle mura portuali avvenuta nella metà del settecento. Un intervento che interessò la parte superiore delle mura, riconoscibili ancor oggi a vista per la presenza di un cordolino, che furono rifatte nell’anno 1750 a  “riparo provvisionale - come racconta il Tonini nella sua “Storia di Rimini” - al Muro della Città caduto nella Marecchia l’anno 1746 presso la Salara e la Porta San Giuliano…”.
Dopo un primo intervento per la sua messa in sicurezza l’epigrafe, l’intervento è stato eseguito ieri da una ditta specializzata e appositamente autorizzata.
Partendo dalla sommità del muro l’epigrafe è stata via via scucita dalla mura esterna arrivando a liberarla completamente. Attraverso un’imbragatura con fasce in fibra di nylon è stata poi sollevata e portata all’interno del cantiere. Adagiata ora su delle piane di legno sarà restaurata in loco.
La pietra si presenta priva di depositi grassi e in buono stato. Dopo una prima pulitura a secco mediante spazzole morbide e bisturi, si procederà al trattamento con prodotti consolidanti e idrorepellenti. La pietra infatti non sembra avere bisogno né di particolari interventi di consolidamento né di particolari restauri, ma sarà dopo un esame più approfondito che accerti la conservazione della materia lapidea che saranno valutate eventuali lavorazioni che si rendessero necessarie alla miglior conservazione dell’epigrafe.
L’epigrafe verrà infine ricollocata sulla mura esterna nel punto stabilito, come da indicazioni della Soprintendenza, così da essere visibile al pubblico dalla passerella.
Nuovo sopralluogo ieri mattina della Soprintendenza al cantiere del Tiberio 4 che è stata l’occasione per un confronto sullo stato d’avanzamento dei lavori e sulla loro programmazione alla riapertura dopo la pausa ferragostana. Confronto e verifica che ha confermato come i lavori procedano in linea con quanto definito da progetto approvato dal Comune di Rimini e autorizzato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì – Cesena e Rimini.

Primo atto dopo la riapertura del cantiere avvenuta lunedì scorso è stata la rimozione, dell’epigrafe in pietra calcarea posta attualmente sulle mura lato porto in prossimità del ponte di Tiberio Rimini. Un’epigrafe di grande importanza storica perché proprio posta a memoria dell’intervento di restauro e ricostruzione delle mura portuali avvenuta nella metà del settecento. Un intervento che interessò la parte superiore delle mura, riconoscibili ancor oggi a vista per la presenza di un cordolino, che furono rifatte nell’anno 1750 a  “riparo provvisionale - come racconta il Tonini nella sua “Storia di Rimini” - al Muro della Città caduto nella Marecchia l’anno 1746 presso la Salara e la Porta San Giuliano…”.

Dopo un primo intervento per la sua messa in sicurezza l’epigrafe, l’intervento è stato eseguito ieri da una ditta specializzata e appositamente autorizzata.
Partendo dalla sommità del muro l’epigrafe è stata via via scucita dalla mura esterna arrivando a liberarla completamente. Attraverso un’imbragatura con fasce in fibra di nylon è stata poi sollevata e portata all’interno del cantiere. Adagiata ora su delle piane di legno sarà restaurata in loco.

La pietra si presenta priva di depositi grassi e in buono stato. Dopo una prima pulitura a secco mediante spazzole morbide e bisturi, si procederà al trattamento con prodotti consolidanti e idrorepellenti. La pietra infatti non sembra avere bisogno né di particolari interventi di consolidamento né di particolari restauri, ma sarà dopo un esame più approfondito che accerti la conservazione della materia lapidea che saranno valutate eventuali lavorazioni che si rendessero necessarie alla miglior conservazione dell’epigrafe.

L’epigrafe verrà infine ricollocata sulla mura esterna nel punto stabilito, come da indicazioni della Soprintendenza, così da essere visibile al pubblico dalla passerella.