Romagna

Redditi: Ravenna la provincia più "ricca", a Rimini non si arriva a 20mila euro all'anno. Preoccupano i giovani

La Romagna è mediamente più povera rispetto alla media regionale. Rispetto alle dichiarazioni dell'anno precedente, solo i pensionati hanno registrato un incremento

Redditi: Ravenna la provincia più "ricca", a Rimini non si arriva a 20mila euro all'anno. Preoccupano i giovani
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13/novembre/2018 - h. 13.14

ROMAGNA - I redditi in Romagna sono mediamente più bassi della media regionale. Lo studio elaborato dalla Cisl Romagna mostra una differenza di quasi 1.600 euro tra le media dell'Emilia-Romagna e quella delle tre province romagnole: da una parte lavoratori e pensionati hanno un reddito medio di 22.737 euro, dall'altro ci si ferma a 21.291 euro. Lo studio vede Ravenna come la provincia con il reddito pro capite maggiore (21.965 euro). Poco distante Forlì-Cesena (21.291 euro) mentre Rimini è staccata, a quota 19.244 euro. Non c'è dubbio che la prevalenza del settore turistico nel riminese porti a redditi complessivamente più bassi rispetto a zone dove l'industria e i servizi sono più forti, tuttavia salta all'occhio la differenza tra il 2017 - anno preso in considerazione dalla Cisl - e il 2016: Rimini ha una forte flessione (-6,05 per cento) per quanto riguarda i redditi dei lavoratori. Unica provincia a guadagnare è, in questo caso, Ravenna: +0,3 per cento. Una variazione minima ma che salta all'occhio visto che sia la media regionale sia quella romagnola sono in calo. Forlì Cesena perde l'1,78 per cento.

Pensionati più ricchi

Chi guadagna di più rispetto allo scorso anno sono i pensionati, il cui reddito annuale medio è di 21.761 euro in regione ma in questo caso c'è una provincia romagnola che fa meglio rispetto alla media complessiva: i pensionati di Ravenna dichiarano in media 22.487,50 euro all'anno. Solo a Bologna dichiarano di più. A Forlì-Cesena ci si ferma a 21.141 e a Rimini non si arriva a ventimila, fissando l'asticella a 19.689 euro. In Romagna la media dell'assegno pensionistico è di 21.337 euro, non troppo distante da quello dei lavoratori ancora attivi. 

Dramma giovani

Il grande problema riguarda i redditi dei giovani. Quelli cioè che nel sistema attuale, e soprattutto in futuro, sorreggono il peso delle pensioni con i propri contributi. I redditi dei lavoratori under 35 sono quasi da mera sopravvivenza: in Romagna guadagnano in media 14.821 euro. Ancora una volta è Ravenna la più "ricca" con 15.463 euro, poco superiore a Forlì-Cesena (15.321). A Rimini in media un lavoratore under 35 campa con mille euro al mese e spicci: 12.783 euro l'anno. In Emilia-Romagna la media è di 16.325 euro. A rendere più preoccupante il quadro è la differenza tra il 2017 e il 2016: gli stipendi, già bassi, hanno perso fino al 15,65% (a Rimini). Ravenna è in flessione del 6,41 per cento, Forlì dell'8,87 per cento. In generale un giovane romagnolo guadagna il 9,65 per cento in meno dello scorso anno, contro una media regionale globale che vede un calo dell'1,65 per cento. 

Le donne guadagnano molto meno

C'è, infine, la questione di genere. Le differenze di reddito tra uomini e donna sono ancora alte. Se in Emilia-Romagna si parla di un divario del 28,7 per cento, in Romagna la media è del 25,48 per cento. Stavolta Ravenna è la peggiore: le dichiarazioni dei redditi delle donne sono più leggere, rispetto a quelle degli uomini, del 27,3 per cento. Male anche Rimini (26,42 per cento) e Forlì (24,2).

Il commento della Cisl Romagna

I dati - spiega la Cisl - analizzano un campione del 12,9 per cento delle dichiarazioni dei redditi. Si tratta delle 54.531 dichiarazioni realizzate dal Caf del sindacato. !E' necessario - dice il segretario generale della Cisl Romagna Filippo Pieri - aumentare la capacità reddituale". Per quanto riguarda i giovani, "gli stessi ragazzi intervistati recentemente dalla Caritas di Rimini definivano il loro lavoro sottopagato e irregolari. Il mondo delle imprese dovrebbe assumersi le proprie responsabilità rispetto alle ricadute sociali del non rispetto dei contratti di lavoro". Pieri ricorda che "redditi di lavoro bassi danno pensioni basse, aprendo un problema di sostegno sociale". La Cisl Romagna ha tre proposte: agire insieme per redigere un piano strategico romagnolo; attivare un volano con le istituzioni, l'università e le parti sociali che indirizzi le nostre imprese verso attività ad alto valore aggiunto.  La terza proposta – conclude il leader cislino – è adeguare i premi di produttività per i lavoratori all’andamento positivo delle imprese tramite la contrattazione anche per godere delle agevolazioni fiscali previste.”