cronaca

Santoni voleva parlare, poi sono arrivati i soldi

Voleva sganciarsi dai cervesi. Prima del dietrofront, ci pensava Maurizio Neri a tenerlo in comunicazione con Cristiano Doni, definito "autentico protagonista" del calcioscommesse

Da sinistra Maurizio Neri, Nicola Santoni, Cristiano Doni
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21/dicembre/2011 - h. 10.12

CREMONA - A un certo punto l’ex preparatore dei portieri del Ravenna, Nicola Santoni, aveva deciso di gettare la spugna e di raccontare tutto alla procura. “Niente, per me possono morir tutti... Io lunedì... mercoledì faccio... le mie memorie”. E’ il primo agosto, il bubbone del calcio scommesse è già esploso da un paio di mesi e la procura sportiva sta per formulare le richieste di squalifica per i tesserati coinvolti. Santoni è tra questi insieme al suo amico Cristiano Doni, capitano dell’Atalanta, che gli investigatori ritengono nome di punta del ‘gruppo di Cervia’.

SCOMMESSE: L'EPICENTRO CERVESE - Il gruppo in questione è quello di alcuni soci (Santoni, Doni e Antonio Benfenati, arrestati lunedì) de “I figli del Sole”, uno stabilimento balneare cervese. Ma ci sono anche altre persone che, si legge nell’ordinanza di arresto firmata dal gip di Cremona, fanno presumere una “situazione di illegalità diffusa sul fenomeno del calcioscommesse che aveva come suo epicentro proprio lo stabilimento balneare di Cervia”. Non solo i soci sono coinvolti. I magistrati ipotizzano una “rete di connivenza” tra alcuni frequentatori del bagno che “oltre ad effettuare essi stessi scommesse illecite, si adoperano per chiudere la bocca allo stesso Santoni”. L’ex portiere, infatti, non poteva più essere contattato direttamente da Doni dopo il caos scoppiato in seguito all’inchiesta. Sono tre le persone che sono indagate in concorso ai tre arrestati: uno di questi è Maurizio Neri, ex calciatore ed ex allenatore del Real Rimini.

L'USIGNOLO AD AGOSTO - Secondo quanto emerge dall’ordinanza d’arresto, Santoni ad agosto è deciso a parlare. Ecco uno stralcio della conversazione con uno dei frequentatori (indicato come ‘A’) dello stabilimento.
Santoni: Comunque ti volevo accennare... ti vole... annunciare.. che è guerra.
A: Con il Capitano?
Santoni: Sì... sì... sì... guerra aperta.
A: Ma chi l’ha detto?
Santoni: Lo dico io...
Secondo il gip, la ‘guerra’ sarebbe stata dichiarata perché Doni non avrebbe pagato l’avvocato al portiere come promesso.
Nella stessa conversazione Santoni si dice pronto a parlare.
Santoni: Niente, per me possono morir tutti... io lunedì... mercoledì faccio... le mie memorie
A: eh...
Santoni: in base a quelle si... si ammazzano tutti... ci sono delle grandi corde per impiccagione...

"DOPO DIVENTO CATTIVO" - Già da fine luglio Santoni è a disagio e Doni in vari sms del 30 luglio aveva già chiesto ad un amico di rassicurarlo: “Digli che per la cosa che sa lui è tutto ok!!! E di non fare casino per carità di dio che è peggio”. Alla fine Santoni rinuncia ai suoi propositi ed è un sms inviato dal cellulare di Neri a Doni a testimoniarlo. E’ il 2 agosto: “Molto bene... l’amico è già più sereno... era ormai alla frutta!!!”.
Secondo il giudice, Neri “risulta essere a conoscenza di quasi tutti gli episodi di illeciti sportivi che riguardano sia Doni che Santoni, tanto da ritenersi un anello di congiunzione fra i due, i quali evitavano appositamente di comunicare tra di loro”. Le fibrillazioni continuano. Il 18 agosto Doni parla con un altro degli amici e si riferisce di nuovo a Santoni: “Mi raccomando, fai stare calmo quello là, oh fallo stare calmo che fa dei danni”.
Eloquente anche un’altra conversazione del 16 agosto tra Doni e Benfenati che si conclude così:
Doni: Io mi sono fatto un culo così! Però che non faccia cagate lui, capito? Perché con le sue ansie del cazzo, ok?! Perché dopo, dopo divento cattivo, la sai come sono eh?! Dopo divento divento cattivo, quindi, voi che gli siete vicino ditegli di .... tenetelo tranquillo! tranquillo! tranquillo! perché sennò fa i danni veri! ah no perché queste sono cagate dopo eh.... e dopo facciamo, e dopo fai i danni veri! perché... va beh lasciamo stare va!
Benfenati: come quelli che ha già fatto!
Doni: eh esatto, esatto, no ma di più! di più!

L’INCONTRO IN CUCINA - Gli amici provano a rasserenare il clima tra i due. Il 23 agosto Doni in una telefonata con Benfenati si dice deluso dal comportamento di Santoni.
Doni: “Io non l’avrei mai fatto... perché ha pensato ai cazzi suoi, non ai miei! hai capito?! Perché una volta che... ha pensato ai cazzi suoi adesso! adesso lui ha pensato ai cazzi suoi non ai miei, hai capito?! cioè pensa ai cazzi tuoi, ma senza danneggiare i miei! capito?!”.
Lo stesso giorno Santoni fa un viaggio nel Bresciano, oggetto di una intercettazione ambientale in auto. L’ex portiere riceve rassicurazioni da uno degli amici ‘intermediari’: “Adesso... domani... domani ti dà 25-30mila euro che chiude in casa... li va a prendere Cri stamattina”. Le cose si aggiustano il 27 agosto nel bagno ‘I figli del Sole’. Si legge nell’ordinanza: “L’esito finale di tali complesse ed altalenanti trattative, intavolate per garantire le spese legali di Santoni e, conseguentemente,  convincerlo a più miti consigli circa eventuali collaborazioni da parte sua con la Giustizia, matura in occasione di un periodo di villeggiatura presso la riviera romagnola, in cui Doni Cristiano incontrerà personalmente Santoni Nicola, onorando l’impegno preso”.
Alle 20.52 Neri parla con un uno dei frequentatori del bagno spiegandogli che “i due si sono chiusi dentro in cucina”. Poco dopo, alle 21.26, i nastri degli investigatori registrano una telefonata di Santoni alla fidanzata: “Cioè no... ma adesso... adesso vediamo quello che si può salvare... può salvare, io... adesso mi ha portato dei soldi che io poi li porto all’avvocato”. Il portiere rientra nei ranghi.
La collaborazione di Santoni, scrive il giudice, “avrebbe svelato il sistema del calcio scommesse, di cui Doni è un autentico protagonista”.