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"A marzo coperte le destinazioni di WindJet". Ma Aeradria è all'ultima spiaggia

La società di gestione del Fellini ha chiesto il concordato di continuità. Il presidente Masini parla comunque di rotte future

Ieri mattina il Fellini si presentava così

Foto Manuel Migliorini

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03/ottobre/2012 - h. 10.31

RIMINI - Il milione di passeggeri difficilmente sarà raggiunto, agli 80mila clienti persi in cinque mesi dopo la crisi di Wind Jet l’aeroporto Fellini deve aggiungere quelli che verranno a mancare prossimamente. Per questo motivo Massimo Masini alla conferenza stampa dopo l’assemblea dei soci di Aeradria annuncia che “a marzo sarà a regime il network ex Wind Jet con 11 destinazioni”. I voli lasciati vacanti della compagnia siciliana, quindi, non saranno coperti completamente prima della prossima primavera, “e non è detto che dovranno essere sostituiti solo da Livingston” precisa Masini riferendosi alla società che ha rimpizzato i siciliani. Con Ryanair, la low cost irlandese che non ha rinnovato il contratto di cinque anni, “siamo sulla strada giusta” e l’obiettivo è di avere a marzo “quattro destinazioni stabili”.

Per quanto riguarda il rapporto rotto con Wind Jet, Masini spiega che la compagnia di Antonio Pulvirenti ha chiesto “la parte non saldata dei diritti di handling e altri soldi per il lancio rotte iniziale”. Dal canto suo, Aeradria può contare su una clausola del contratto secondo cui “se cessano i voli, gli importi poi spettano a noi”. “Dobbiamo quindi fare un conteggio, ed è ciò su cui siamo impegnati in queste settimane, su quanto sia l’incasso dei diritti di handling e lo sforzo di marketing, e a quanto ammoniti per noi il mancato guadagno”.

Masini ne approfitta poi per annunciare altre novità sul futuro: “Puntiamo ad ampliare i programmi dei voli con AirBerlin. Avremo nuovi collegamenti con la Polonia e altri Paesi dell’est Europa”. Le previsioni sui voli fatte da Masini fanno ben sperare il sindaco Andrea Gnassi. Che chiede a tutti di partire da una premessa quando si parla di aeroporto: “Si tratta della più importante infrastruttura strategica della città, il cui valore ormai è riconosciuto in tutta la provincia, e senza la quale dovremmo chiederci quale stagione estiva abbiamo avuto alle spalle”. I problemi finanziari, chiude Gnassi, “sono legati agli investimenti pregressi che ci hanno permesso di avere i numeri di oggi e di stare qui a parlare del nostro aeroporto”. Già, perché a Forlì non si può più fare nemmeno questo. Ed è questo il rischio che Rimini vuole scongiurare.

Intanto però Aeradria gioca la carta della disperazione per cercare di salvarsi dal fallimento. Ieri mattina infatti l’assemblea dei soci ha deliberato il ricorso al “concordato in continuità”, che permette di congelare i debiti verso banche e fornitori almeno per un anno. Si tratta di una possibilità data alle aziende dal “Decreto sviluppo” del Governo Monti che però deve essere concessa solo alle società che hanno possibilità di salvarsi. Attualmente Aeradria ha debiti verso i fornitori per 15 milioni di euro e di 13 milioni verso le banche. L’operazione si è resa necessaria perché i sette milioni dell’aumento di capitale dei soci pubblici non sono ancora arrivati tutti ed è saltato il mutuo da 21 milioni con le banche e anche i sei milioni di prestito chiesti agli istituti di credito non si vedono e difficilmente si vedranno in futuro. “E’ l’ultima chance” dice un socio di peso, “avremo uno scudo per evitare l’assalto quoditiano dei creditori, ora serve un piano industriale per uscire dalla crisi”.