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Offese all'Arma, Andrea Muccioli a processo

Rinviato a giudizio per aver offeso le divise intervenute per mettere in sicurezza gi arbitri durante una partita di basket

Offese all'Arma, Andrea Muccioli a processo
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07/ottobre/2012 - h. 12.50

RIMINI - Andrea Muccioli, figlio dell’ex patron di San Patrignano, è stato rinviato a giudizio per oltraggio a pubblico ufficiale. Il 4 giugno del 2010 a San Patrignano si era disputata una partita del campionato di basket maschile serie D e dopo il match si erano verificati disordini in campo. I carabinieri, a cui era giunta la segnalazione di una donna che parlava di un’aggressione agli arbitri, si erano portati di corsa a San Patrignano con l’Alfetta di servizio. Mentre una parte del personale accompagnava gli ospiti negli spogliatoi, altri carabinieri si sono trovati a tu per tu con Muccioli che indignato per il loro intervento ha insistito per avere i nomi dei militari in servizio, deciso ad avviare una protesta.

Muccioli, irritato con le forze dell’ordine
che a suo dire avrebbero perso inutilmente il loro tempo avrebbe proferito parole che i carabinieri hanno giudicato offensive. Da qui la denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale, reato di recente reintrodotto nel codice penale italiano. Muccioli aveva urlato verso le divise: “Siete degli infami, vi sistemo io, datemi i vostri nomi , non siete uomini, vi sembra questo il modo di perdere il tempo?” e le sue grida erano sottolineate dalle grida di incitazione dei ragazzi della comunità. Poi, quasi in segno di sfregio, sicuramente di profondo disappunto nei confronti dell’autorità intervenuta sul campo per sedare gli animi, il figlio dell’ex patron di San Patrignano era salito in sella ad uno scooter e si era allontanato senza neppure infilare il casco. I carabinieri non si erano dati per vinti. Avevano isneguito lo scooter e poco oltre lo avevano fermato e gli avevano chiesto di esibire i documenti e il libretto del mezzo. Muccioli aveva così guadagnato un’altra denuncia per aver guidato senza il casco protettivo e sprovvisto di documenti. Il processo a suo carico è stato fissato per il 13 giugno. Dovrà rispondere oltre che di oltraggio, anche di minacce mentre sarà multato per la guida senza casco e senza documenti. I due carabinieri che si sono sentiti offesi dal suo comportamento sono invece difesi dall’avvocato Stefano Caroli.