romagna

Il ministro gela gli operatori balneari: “Dalla Bolkenstein non si esce"

Ora la speranza è nel decreto di riordino. Si pensa a concessioni lunghe (fino a 25 anni) e ad un sistema di premialità

Piero Gnudi, ministro del Turismo

(foto Ap)

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10/ottobre/2012 - h. 16.57

ROMA - Sono centinaia gli operatori balneari che oggi sono scesi a Roma in appoggio alla delegazione che ha incontrato il ministro del Turismo Piero Gnudi e il ministro alle Politiche Comunitarie Enzo Moavero Milanesi. Il tema è la famigerata direttiva Bolkenstein che introduce le aste ad evidenza pubblica per le concessioni demaniali. Il timore è quello di perdere gli investimenti fatti finora sulle spiagge a favore di grandi gruppi con più forza nelle aste. Ci sono in ballo, ricordano le associazioni, trentamila aziende e centomila persone.

Per i balneari però, la doccia che arriva dal Ministero è piuttosto fredda. Gnudi parla di “status quo" riguardo alle richieste degli operatori che “purtroppo oggi non è possibile conservare. Ci sono noerme che noi ci siamo impegnati a modificare". Tuttavia il ministro assicura di voler trovare una soluzione che accontenti tutti: “Non c'è disinteresse - spiega - sappiamo che questo settore rappresenta il 25 per cento del turismo italiano e siamo stati varie volte a Bruxelles". Sul tavolo del governo oggi c'è una legge delega per il riordino del settore che, tuttavia, “necessità di investimenti" che diano una prospettiva abbastanza lunga “sulla quale programmare gli interventi per gli stabilimenti". E i grandi gruppi? Per frenarli sarà messo “un limite di possesso per ogni zona" e le concessioni saranno sempre date a persone fisiche o a società i cui componenti possano essere ben identificate.

La posizione di Gnudi non soddisfa i concessionari e anche la Regione attende di capire qualcosa di più. L'assessore Maurizio Melucci si riserva di “esprimere un parere quando leggeremo il testo del decreto di riordino del settore" e ricorda che, secondo quanto promesso oggi dal governo, il documento “dovrà prevedere come punti fondamentali l'innovazione e gli investimenti negli stabilimenti balneari a cui legare la durata delle nuove concessioni (6-25 anni) e contemporaneamente forme adeguate di premialitá per valorizzare il nostro attuale sistema di imprese balneari”. In merito alla dichiarazione del rappresentante dell'Upi, Angelo Vaccarezza, “che ha parlato dell’accettazione della direttiva da parte della Regione Emilia-Romagna”, l’assessore Melucci precisa: “Nel mio intervento non ho mai fatto riferimento a un accordo sulla direttiva servizi ma, come detto, semplicemente ho condiviso i punti che ha posto il ministro Gnudi come base per il riordino della materia. In particolare quelli riguardanti la certezza per le imprese, necessaria per poter fare investimenti e innovazione, e le forme di premialitá per riconoscere la competenza e la professionalitá degli attuali concessionari. Due punti fondamentali dal mio punto di vista".